Garibalderie

E SE IL VICHINGO?

ROBERTO GERVASINI - 23/01/2026

La fiamma olimpica al Sacro Monte di Varese

La fiamma olimpica veniva accesa con un antico accendino della Bic nel tempio dedicato a Zeus ad Olimpia e veniva trasportata fino alla città greca sede dei giochi su di un elicottero, per questioni di inquinamento e soprattutto di traffico che nella Magra Grecia rappresentava già allora il grasso dramma diffuso. Così, seduti sul muretto a valle del maestoso Mosè del Sacro Monte di Varese, con occhio attento, guardando le folle entusiaste, le luci, i colori, nell’attesa dell’arrivo del sacro, paganissimo fuoco sulla via (appunto) sacra, si trova il tempo di immaginare statistiche e sondaggi inusuali: quanti sarebbero i devoti della fiamma se passasse un anglosassone vestito da vichingo con due belle corna che spuntano da un elmetto militare e che afferra, acceso, un lanciafiammme caricato a petrolio? Facendo, col cuore infranto, un giro dentro le pagine dei social media si trova gente che paragona gli attuali eroi criminali della guerra a Scipione l’Africano, Giulio Cesare, Gengis Kan, Napoleone, Nerone (modello Petrolini) e perfino i fratelli Alessandro e Carlo Magno (sic). Il viale delle cappelle del Sacro Monte di Varese, per il passaggio di un anglosassone cornuto vestito da vichingo ed armato di lanciafiamme, non resterebbe certamente deserto. Giovani goliardi potrebbero provare la sfilata ai Giardini Estensi per il prossimo Carnevale. Potremmo farci così un’idea sulla reale volontà di potenza della Bosinen- Jugend da Calcinate del pesce a La Rasa.

La previsione sul numero dei partecipanti all’evento dipende in gran parte dai fondi a disposizione per pubblicizzare il fatto. A Varese, per fare un facile esempio, l’anglosassone cornuto col lanciafiamme avrebbe più successo che a Gaza, dove le TV scarseggiano come i quotidiani e i social, come l’acqua potabile con i palestinesi da anni in attesa di Tir di Coca Cola. I giornali italiani non si prestano a far pubblicità occulta soprattutto gratuitamente ed infatti di Coca Cola a Gaza, sulla carta stampata di Destra, di Centro e di Sinistra non si fa cenno. Eppure si sa che ai bambini di Gaza la Coca Cola, ricca di zuccheri e caffeina, fa bene, come cantava Vasco.

È questo un anno olimpico. Alla fine saremo tutti più palestrati; avremo aumentato le proteine diminuendo i carboidrati; mangeremo le bistecche senza più zuccheri aggiunti; il Pil, con i contributi governativi alle palestre, aumenterà del 5% circa; gli agricoltori fermeranno i loro trattori e si fermeranno anche i treni, sempre per la pausa olimpica: che orrore, che tristezza mentre la fiaccola dell’ ignoranza e della burinaggine viaggia molto più velocemente del PIL, ma “ Tout va trés bien, Madame la Marquise” (Andrè Hornez).