Zic & Zac

LA LIVE SONAR

MARCO ZACCHERA - 23/01/2026

Nel mondo della pesca le discussioni sono sempre all’ordine del giorno, ma c’è ora una problematica che agita il mondo dei pescatori, non solo sul Lago Maggiore.

Su iniziativa svizzera – ma attuata anche da settembre nel territorio italiano del Verbano e del Ceresio, adeguandosi agli accordi internazionali sulla pesca – è stato vietato l’uso della “Live-Sonar” un ecoscandaglio che permette di identificare un pesce anche a centinaia di metri di distanza, calare le esche e catturarlo più facilmente.

Il dibattito che ne è scaturito prima e dopo il divieto ha sottolineato se si possano o meno considerare corrette queste nuove tecniche di pesca.

Da una parte chi le considera antisportive e si richiama ai canoni più tradizionali, dall’altra c’è chi sostiene che non si può andare contro il progresso e che queste tecniche sono ormai utilizzate in larga parte del mondo.

La FIPSAS è su posizioni contrastanti, altri pensano che sia un buon modo per contenere il numero dei siluro presenti nel lago (il siluro è una specie alloctona, arrivata od immessa nei laghi prealpini dall’est Europa relativamente da poco tempo, che può raggiungere grandi dimensioni ed è molto nociva per l’ecosistema lacustre).

La discussione ha fatalmente coinvolto anche altri metodi di pesca sportiva (per esempio la proposta di usare ami senza artiglione per permettere un pronto rilascio del pescato) mentre gli svizzeri da tempo hanno bocciato il “catch and release” ovvero il rilascio dei pesci catturati.

Questa decisione può apparire una contraddizione, ma molti ittiologi sostengono che un pesce, anche se prontamente rilasciato, di fatto subisce un grave trauma e comunque morirà, soprattutto se anziché essere solo punto viene più o meno ferito per rilasciarlo. Inoltre il cambiamento di pressione – se viveva in profondità ed è stato velocemente portato in superficie – ne causerà una irreversibile embolia.

Mentre la pesca professionale sul lago sta man mano perdendo importanza economica (sul Lago Maggiore il centinaio di pescatori professionisti di mezzo secolo fa si è ridotto a poco più di una decina e non ha continuità generazionale) è evidente come queste scelte condizionino il futuro dell’ecosistema lacustre, soprattutto perché il suo equilibrio in laghi così antropizzati come i nostri e molto frequentati è decisamente problematico. Pochi tengono presente, per esempio, come anche la progressiva diffusione della nautica e motonautica con la costruzione di rampe, porti e attracchi abbia causato un veloce cambiamento delle sponde con conseguenze, per esempio, sui luoghi di riproduzione dei pesci.

Resta una buona notizia: dopo molte discussioni coregoni e salmerini sono sati recentemente riclassificati come “autoctoni” (ovvero storicamente presenti nel lago) e questo potrà ora permettere operazioni di ripopolamento prima vietate.