Politica

VARESE-VOTO

SANDRO FRIGERIO - 23/01/2026

La Commissione urbanistica in riunione

Come sarà l’ultimo anno prima delle elezioni di Palazzo Estense? Sarà un 2026 di fibrillazioni più o meno scontate, tra maggioranza di centro sinistra e opposizione di centrodestra ma anche dentro gli stessi schieramenti? Il 2025 si era concluso con il caso Lega, con i toni tra il partito di Matteo Salvini e la maggioranza roventi. La lunga settimana di braccio di ferro, con la minaccia di bloccare su un binario morto l’approvazione del bilancio preventivo – cioè il più rilevante atto annuale dell’amministrazione – si è conclusa con un armistizio più che una pace. Lasciando tuttavia qualche abrasione destinata a restare aperta: anche nei rapporti dentro nel centrodestra, con la Lega da una parte e il resto della coalizione su tutt’altre posizioni. Non sembra un quadro casuale: Anche perché i rapporti di forza in questi anni sono vistosamente mutati, con la Lega che ha il doppio dei consiglieri di Fratelli d’Italia ma meno della metà dei voti e che quindi è in cerca di visibilità. Perché un conto è perdere la primogenitura nei confronti del PD, un altro è perderla, proprio nella sua culla, rispetto ai colleghi di coalizione.

Non è tutto. Accanto a questo c’è un confronto dentro la Lega, meno dichiarato e più strisciante: quello con la fronda vannacciana, rafforzato a livello nazionale anche dalle ultime posizioni del comasco Borghi su Groenlandia e dazi Usa. L’ex generale – pensionato a 56 anni, ora europarlamentare – è snodo di una serie di “reti” più o mano trasparenti, nazionali e non, e ha un non trascurabile seguito locale. Quella frangia che si fa forte di messaggi suprematisti e di termini come remigrazione, al centro lo scorso anno di un evento a Gallarate, che potrebbe far concorrenza da destra e per i quali la Lega storica è appunto roba del passato.

Non mancano nemmeno scricchiolii nel centro-sinistra, dove peraltro Guido Bonoldi (lista civica) ha in questi giorni dichiarato come non ulteriormente riproponibile il suo mandato di consigliere. A rompere il ghiaccio è stato il Movimento 5 Stelle, prendendo spunto dal PGT, innocua sigla (Piano Gestione del Territorio) che indica le direttrici di sviluppo della città per i prossimi anni.

Il documento critico è del coordinamento territoriale, quindi riferibile alla segretaria Francesca Bonoldi. Non sarebbe invece sottoscritto dall’unico consigliere comunale, che pure ha partecipato alla sua messa a punto, ovvero Luca Paris, probabilmente per evitare di dare la sensazione della “spallata” alla Giunta che pure sostiene. Sviluppo dell’edilizia economica (giudicata insufficiente) sostegno del tessuto (anche sociale) del commercio di prossimità tra i punti dolenti segnalati.

Nella documentazione emersa sino ad oggi i principi sono stati ben evidenziati: occorre fare in modo che essi siano sempre salvaguardati”, spiega Paris. Il riferimento è in particolare all’idea della “cinque città” o dimensioni in cui verrebbe articolata Varese : “La città verde”, quella del “Welfare”, dello “Sport e Tempo Libero”, del “Turismo e cultura diffusa”, la “città multicentrica e della mobilità sostenibile”. “Molti sono i contributi pervenuti, e da tempo ritengo attori imprescindibili Camera di Commercio e Università. Proprio da loro sono giunte in questi mesi alcune delle sollecitazioni più rilevanti”, afferma Paris. “La prima domanda è se il Pgt che sta avanzando si muova nel solco nei principi e verso gli obiettivi delle “5 città del futuro. Lo sviluppo della nostra città si giocherà su cultura, istruzione e turismo ambientale, sportivo e congressuale. I il dialogo costruttivo con questi attori è una necessità, non una mera opzione.”

I tempi stringono, la Commissione Urbanistica sta procedendo a marce serrate. L’assessore Andrea Civati, ha ribadito in Commissione Urbanistica i principi generali: ridotta occupazione del suolo, riducendo della metà il terreno edificabile, con nuovi parametri ambientali, ”città dei 15 minuti” per raggiungere i servizi essenziali, da riorganizzare, tutela di verde e acque e ha già comunicato che, fatta salva la VAS (Valutazione Ambientale Strategica, obbligatoria per legge), “tutti dettagli possono essere definiti e messi a punto”.

Resta la sensazione che la carne al fuoco sia davvero tanta e che gli uffici, pur con l’aiuto degli esperti del Politecnico, tra PNRR, altre “grandi Opere” (Piano Stazioni, Sistemazione nodo Largo Flaiano) e PNRR (100 milioni di interventi) siano molto sotto pressione, con cambi anche al vertice. Torneremo a breve sul tema.

Intanto sempre il M5S, quasi a voler smorzare le tensioni, si è già pronunciato con un comunicato sulla prossime (2027) elezioni. Non ci si “sottrae al confronto aperto nell’area progressista”, dove “non si parla di rivoluzioni ma di correzioni di rotta, e in alcuni casi di cambio di passo”, con un invito a “non chiudere i propri orizzonti in un ambito esclusivamente locale”. Infine un invito ad “allargare la coalizione” con liste civiche e non solo, per giungere a una leadership (leggi: candidato sindaco) che possa esprimere tutto questo. Insomma: cercasi cuoco per una ricetta ancora da mettere a punto.