Pericolo scampato: dopo tante apprensioni, superiori persino a quelle vissute nelle ultime due travagliate stagioni, la Openjobmetis ha portato a casa la tanto agognata salvezza, con una giornata d’anticipo per l’aritmetica ma addirittura a tre-quattro turni dalla fine della stagione regolare osservando il calendario e le possibili realistiche combinazioni di risultati.
Come era accaduto al termine delle due stagioni precedenti, anche quest’anno Luis Scola, plenipotenziario della Pallacanestro Varese, ha voluto incontrare la stampa a bocce ferme per fare il punto della situazione e tracciare la rotta per il futuro.
L’impressione, dopo la chiacchierata con il General (che non ha voluto neppure concedersi un “pistolotto” introduttivo ma si è aperto immediatamente alle molte domande degli interlocutori), è che l’ottimismo, non si sa quanto dettato dalla ragione, non manchi, come in effetti deve esserci nei cassetti della scrivania di qualsiasi imprenditore; ma ci è parso anche chiaro che la dirigenza biancorossa non abbia avuto ben chiara l’entità del pericolo corso e soprattutto le conseguenze di una eventuale caduta in serie A2.
Luis Scola, in ogni caso, ha visto il bicchiere della scorsa stagione mezzo pieno; certo, ha ammesso che sono stati commessi molti errori (undici giocatori stranieri tesserati, il passaggio dalla combinazione 5+5 a quella 6+6 con conseguenti pesanti oneri, giusto per citarne solo un paio), ma alla fine la salvezza è arrivata e, malgrado i molti inciampi, la società ha incassato in questi due anni quasi un milione di euro di euro di buy-out, cioè quel “risarcimento” che i club che hanno ingaggiato giocatori della Openjobmetis hanno dovuto riconoscere alla società biancorossa (<E, al riguardo, non è ancora finita>, ha aggiunto Scola).
Ma ormai ciò che è stato è stato e si può soltanto sperare che gli errori abbiano insegnato qualcosa a chi li ha commessi.
Lo sguardo adesso è da rivolgere al futuro e il General, come s’è detto, non ha lesinato ottimismo.
Un elemento di grande importanza riguarda il budget, cioè la disponibilità economica che Scola ha assicurato sarà in aumento rispetto al recente passato, grazie agli sponsor e al contributo dei tifosi che, come sempre, hanno affollato il palasport (con un indice di riempimento dell’impianto dell’85%, dunque assai elevato, con una bella serie di “tutto esaurito”).
Ciò consentirà la correzione delle dinamiche di mercato nella composizione della nuova squadra: detto in estrema sintesi, meno scommesse e più certezze nella scelta dei giocatori.
L’amministratore delegato della Pallacanestro Varese ha ventilato anche la possibilità che nella prossima stagione la Openjobmetis possa tornare sul palcoscenico internazionale partecipando a una delle coppe europee; ma l’esito di questa richiesta resta incerto perché Varese ha chiuso al 12° posto in classifica e la partecipazione alle manifestazioni continentali sarebbe riservata a chi si piazza nei primi due terzi della graduatoria (cioè al massimo all’11° posto). La partecipazione a una coppa europea avrebbe come possibile vantaggio l’apertura di un ventaglio un po’ più ampio nella scelta dei giocatori stranieri (molti di essi la pongono come condizione) ma forse le controindicazioni sarebbero superiori, a cominciare da un più pesante impegno economico e da un carico di fatica supplementare tutt’altro che trascurabile.
Detto che difficilmente rivedremo a Varese gli stranieri in rosa nella stagione appena conclusa, resta il nodo del bel gruppetto dei quattro giocatori italiani che potrebbe rappresentare un’ottima base di ripartenza per la Openjobmetis 2025-26. Ciascuno di essi ha una situazione contrattuale differente che, con l’eccezione di Ethan Esposito, potrebbe rendere problematica la loro permanenza in biancorosso.
Matteo Librizzi è varesino doc ed è il capitano della squadra ma, pur avendo un impegno in atto sino al termine della prossima stagione, vorrà rinegoziare un contratto non idoneo a un giocatore da 22 minuti e 10,7 punti a partita.
Davide Alviti è reduce dalla stagione forse più positiva della sua carriera (27,7 minuti e 13,9 punti a gara con il 44,3% da tre punti); il suo contratto, valido anche per la prossima stagione, prevede però la possibilità di andarsene se a richiederlo sarà una squadra che disputerà una coppa europea.
Più complicata la situazione di Elisée Assui: per lui potrebbe infatti farsi sentire il canto della sirena di un college americano, con tutto ciò che ne consegue (possibilità di studiare negli Usa, di imparare alla perfezione l’inglese e di perfezionarsi con istruttori di qualità, oltre a un ingaggio sicuramente non inferiore a quello percepito a Varese); di mezzo ci sarebbe un buy-out “esagerato”, da 300.000 euro, ma è anche lecito chiedersi chi possa impegnare un simile capitale su questo pur bravissimo e giovanissimo “torello”.
Conclusione: la Openobmetis 2025-26 sarà molto diversa dall’attuale e il suo principale punto di forza sarà la riconferma di Ioannis Kastritis. Il tecnico greco non solo ha dimostrato di saper mutare in meglio il volto della squadra dandole un’impronta assolutamente personale ma il suo contributo potrà consentire di evitare almeno alcuni dei disastri di mercato che hanno contrassegnato le ultime due stagioni.