
Una giornata in ricordo del professore Giuseppe Armocida si terrà sabato 26 settembre in sala Ambrosoli a Villa Recalcati e un volume monografico in suo onore uscirà l’anno prossimo a cura della Società Storica Varesina. Giugi – come affettuosamente lo chiamavano gli amici – medico psichiatra, storico del Risorgimento e della medicina, globe-trotter dell’insegnamento universitario in numerosi atenei italiani, appassionato collezionista di libri e autore a sua volta di oltre trecento pubblicazioni, è mancato il 18 febbraio a settantanove anni. Sposato senza figli, guidava ininterrottamente dal 1995 l’associazione intitolata a Leopoldo Giampaolo e ha lasciato una sorta d’illuminante testamento morale nel libretto filosofico “Discorsetto sul piacere di non viaggiare e altre minime confidenze” (Mimesis, 2024).
Nel suo segno, sabato 18 aprile, è stata presentata al museo del Risorgimento di Villa Mirabello l’edizione 2026 della Rivista della Società Storica Varesina, fascicolo XLIII, con un cameo del direttore Marco Tamborini, stretto collaboratore e amico personale del docente scomparso: “Malato da tempo, il presidente ha voluto essere informato fino all’ultimo e ha approvato la scaletta degli interventi scientifici, rammaricandosi di non avere consegnato un proprio studio per il numero in preparazione. La sua collaborazione era cominciata nel 1971 con un lavoro su “Le Cinque Giornate di Milano in una lettera del patriota isprese Paolo Nicolini e notizie dal campo”. Da allora il legame con la Rivista è stato continuo e costante”.
Tamborini ha ricordato che il presidente ha scritto complessivamente trentacinque articoli per la Rivista ed è stato soprattutto artefice della rinascita e della solida reputazione che la “Varesina” ha guadagnato in sede locale promuovendo incontri, convegni, conferenze e pubblicazioni. Venendo al quarantatreesimo numero della Rivista – 272 pagine per otto contributi – esso contiene lo studio di Mario Comincini su un manoscritto del ‘700 che riguarda il convento di Cuasso al Monte e, sempre a Cuasso, l’analisi di fonti mai consultate sul Deserto di S. Angelo a cura di Fausto Lincio. Altra esclusiva: grazie al ritrovamento di documenti inediti, Gian Paolo G. Sharf getta uno sguardo indiscreto sulla vita del Comune di Varese alla metà del ‘400 con i nomi dei partecipanti alle assemblee pubbliche.
Stacco di un secolo e nuovi affascinanti interrogativi: l’architetto Bernascone era un genio o un semplice capomastro incaricato di gestire la costruzione delle Cappelle del Sacro Monte e la basilica di S. Vittore? E quale fu il ruolo di Pellegrino Tibaldi? Le risposte si trovano nel colto contributo di Luca Rinaldi, mentre due indagini storiche riguardano il Risorgimento: Gianni Pozzi spulcia il periodico “XXII marzo” alla ricerca delle offerte del circondario di Varese per le Cinque Giornate di Milano nel 1848 e Bruno Belli torna sul 26 maggio 1859, il giorno della battaglia di Biumo, seguendo la ricostruzione che il giornalista Alessandro Luzio ne fece nei Profili Biografici del 1927. Marco Tamborini racconta infine le vicende di villa Rucellai a Travedona Monate, mentre Enrico Fuselli e Fabio Passera rivelano il progetto d’inizio ‘900, mai realizzato, della ferrovia-funicolare tra Maccagno e il lago Delio.
Dopo le testimonianze di Chiara Ambrosoli e di Marina Cavalera sul compagno di trent’anni di studi, la riunione della Società Storica è proseguita con l’esposizione del rendiconto economico al 31 dicembre 2025, entrate, uscite, situazione patrimoniale e altre notizie di interesse interno. La Rivista si regge esclusivamente con le quote associative ordinarie di 30€ e di 50€ per i soci sostenitori. Non si promuove – per scelta – con inserzioni pubblicitarie e conta oltre cento soci, di cui quattro onorari. A conclusione della giornata è stato nominato il Consiglio direttivo che dovrà eleggere il nuovo presidente. Ne fanno parte Marco Tamborini, Chiara Ambrosoli, Alfredo Lucioni, Luigi Innocenti, Guglielmo Piatti, Mario Varalli, Stefania Peregalli, Giuseppe Galli, Marina Cavallera, Daniela Franchetti, Sergio Redaelli, revisori Pierguido Baj e Gianni Pozzi.