Editoriale

LA MARINCONÌA

MASSIMO LODI - 24/04/2026

Viviamo in un’epoca così distraente dai princìpi fondanti della società civile, dell’afflato morale, della solidarietà politica (politica da polis, la città, il suo vivere, l’insieme urbano) che un gesto di particolare munificenza diventa l’inatteso miracolo sociale. Parole grosse, e certo non richieste dalla persona di cui andiamo a dire brevemente. La persona è Maria Pellegatta, scomparsa pochi giorni fa a 87 anni, ex parlamentare del Pci e poi del PdcI, figura-simbolo della sinistra varesina. Brevemente perché non era tipo da perdersi in chiacchiere né da volerne per sé. Diffidava della forma, privilegiava la sostanza. E la sostanza d’una vita istituzionale, oltre che di partito, è stato il sostegno ai deboli, agli sfortunati, agli esclusi. Con atti pubblici, con iniziative private. Un impegno legislativo/personale che le era valso la devozione di compagni e non compagni, come si diceva una volta. E, traducendo successivamente il termine, di sodali e non sodali. Delle persone, di ciascuna ragionevole persona. Cambiavano le stagioni della Repubblica, non cambiava questa repubblicana apprezzata in ogni stagione.

Ne raccontiamo perché “La Maria” -così chiamata nel suo ambiente- ha regalato tutto di sé al luogo di nascita e residenza, Cassano Magnago. Tutto di sé significa la villa di famiglia, significa il tanto che vi sta dentro, significa conto corrente e ogni residuale avere. Unica disposizione: far dell’edificio una scuola di musica e teatro. Cultura, cultura, cultura. È con la cultura che s’inizia il riscatto dei poveri. È il riscatto dei poveri la lanterna-guida d’una esistenza al servizio di tutti. È il servizio di tutti l’etica primaria degl’impegnati in ruoli rappresentativi. Tre punti tenuti sempre insieme dalla coerente linea di vita disegnata da una donna sì popolare/no populista. Pensate, a raccontare l’ultima, che aveva inserito il testamento olografo fra le pagine d’una copia della Costituzione. La Costituzione poggiava sulla bara, durante i funerali. Dalla Costituzione è scivolato fuori il foglietto. Alla Costituzione ligi, i parenti l’han consegnato al notaio. E d’una esemplare virtus civica s’è venuti a conoscenza.

Serve aggiungere altro? Poco. Cioè: nel mondo egocentrico, avido, sfacciato; nell’età delle coscienze impermeabili o dormienti o prone; nella glorificazione di comportamenti individualisti, spietati, miserabili; nei superficialismi verso i quali non bastano più parole di rassegnato stupore, quel tanto che in un amen d’addio ci ha lasciato “La Maria” è l’eredità consolatoria e l’incentivo all’ottimismo. Più il resto di cui non vale sbrodolare, se non a testimonianza che l’anima comunitaria esiste. Séguita a esistere, ma che fantastica sorpresa. Ne avremo, d’una rarità così preziosa/solitaria, mesto e brillante ricordo. Ne avremo “La Marinconìa”.