Ed eccola l’estate, con i suoi mesi top luglio ed agosto forieri di caldo, afa, code ma anche di qualche momento libero in più da dedicare a sé stessi.
Qualunque cosa riesca a donarci un po’ di relax e serenità va bene perché anche il cervello ha bisogno di essere sollevato da pensieri ed incombenze ma allo stesso tempo deve essere stimolato ed allenato da cose nuove e per noi piacevoli.
Un invito quindi potrebbe essere quello di leggersi un libro su di un tema sanitario/sociale al fine di mettere bene a fuoco uno dei concetti sul quale il mondo accademico scientifico sta investendo ed investirà nei prossimi anni.
Sto parlando di One Health cioè di una visione sistemica, multidisciplinare, transdisciplinare di tutti i rischi potenziali ed esistenti connessi alla salute umana, a quella degli ecosistemi e degli ambienti antropizzati.
Sempre di salute parliamo ma con un approccio sociale, economico, politico ove i temi vanno ad intersecarsi tra loro ricadendo poi in modo diretto od indiretto sulla salute umana.
Se parliamo di auto elettrica, green deal, surriscaldamento globale, catena alimentare, nascite, rapporto con gli animali domestici e non, verde pubblico comune, piste ciclabili e mille altri esempi in realtà siamo nel mezzo di un percorso che va ad impattare con la nostra salute e con quella globale del nostro pianeta terra.
Va aggiunto quindi che il sistema sanitario per primo ha l’obbligo di promuovere tecnologie rispettose dell’ambiente, edilizia con attenzione alla salute, prevenzione (abbattimento costi), stili di vita che possano migliorare la qualità della vita ed in modo particolare negli ultimi anni della stessa.
Poiché ormai è noto ed accettato che un livello più elevato di conoscenze, sapere ed educazione porta a standard di salute migliori, leggersi qualche pagina sul tema è dare un concreto aiuto alla società nella quale viviamo.
Quali sono i temi ed i dati a supporto di questa filosofia di One Health. Direi ormai molteplici e condivisi, vediamo di ricordarne qualcuno.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità) stima in oltre 250 mila in più le morti dovuti ai cambiamenti climatici in genere e ricorda anche che riguarderanno nel periodo 2030/2050 i sottogruppi più vulnerabili, aumenteranno ineguaglianze di genere e differenze economiche tutti fattori che tenderanno sempre più ad aumentare le migrazioni.
Qualità e sicurezza delle acque potabili, esposizione a prodotti chimici pericolosi, siti contaminati, smaltimento dei rifiuti sono altre enormi tematiche che non coinvolgono mai un singolo stato o paese ma che hanno riflessioni sociali anche su quelli più o meno limitrofi.
La risposta a tutto ciò in realtà è a carico di tutti, sia dei politici e delle governance nazionali ma, passando attraverso diversi gradi di responsabilità, arriva dritta a ciascuno di noi che possiamo, con ogni singolo gesto, essere soggetti positivi o negativi all’interno del sistema.
E’ altrettanto chiaro che ogni singolo cittadino può e deve vedere la declinazione di questi concetti nella sua quotidianità fatta dalla propria casa, dal luogo di lavoro e dalle attività di svago o sociali che svolge ogni giorno.
Mi sembra abbastanza semplice dire che One Health significa anche fare politica, e quindi non vi indico una singola lettura, ma vi invito a divertirvi leggendo perché ne guadagnerete in salute.