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DON PASQUALE, CARTE ADDIO

SERGIO REDAELLI - 24/10/2025

È pesante il bilancio del rogo che sabato 11 ottobre ha distrutto il seicentesco monastero benedettino alla Bernaga di Perego, una frazione di Valletta nella Brianza lecchese, dove abitavano ventidue romite dell’Ordine di Sant’Ambrogio ad Nemus la cui storia è legata al Sacro Monte di Varese. Le fiamme avrebbero tra l’altro divorato l’archivio del segretario personale di Paolo VI, il varesino monsignor Pasquale Macchi, che alla Bernaga trascorse gli ultimi anni di vita. Secondo le prime notizie, sarebbero andati perduti tra le fiamme lettere e documenti ufficiali che il segretario Macchi portò con sé e lasciò nel monastero. Crollati i muri, il tetto e la chiesa interna, il fuoco ha divorato la biblioteca, i quadri, gli arredi d’epoca e i paramenti religiosi.

Fondato nel 1628, il monastero è legato anche al ricordo di Carlo Acutis, l’adolescente canonizzato lo scorso 7 settembre, che proprio alla Bernaga ricevette la prima comunione nel 1998. Al momento dell’incendio una monaca era ricoverata in ospedale. Le altre ventuno stavano pregando per la pace a Gaza e in Ucraina nella saletta della tv durante un collegamento con il Vaticano. Sono in corso gli accertamenti per determinare la causa del disastro. Pare che il fuoco si sia propagato da una cella forse per un cortocircuito e che una suora si sia accorta delle fiamme facendo visita a una religiosa che si sentiva poco bene ed era a letto. Gli ispettori del Nia, il nucleo investigativo antincendio della direzione regionale del 115, sono incaricati dei rilievi.

Le suore sono ora ospiti dalle Piccole sorelle della Nostra Famiglia a Ponte Lambro e per trovare le risorse necessarie a gestire l’emergenza il sindaco Marco Panzeri, il parroco della Comunità pastorale di S. Antonio Abate don Raffaele Lazzara, il responsabile del Fondo di comunità Mauro Brivio e la presidente della Fondazione comunitaria del Lecchese Mariagrazia Nasazzi hanno avviato una raccolta fondi. Il Comune ha stanziato 400 mila euro. Si può contribuire con donazioni all’Iban: IT28 Z030 6909 6061 0000 0003 286 di Banca Intesa San Paolo, filiale Terzo settore, e IT87 B085 1522 9000 0000 0501 306 della Banca della Valsassina filiale di Lecco, indicando nella causale “Fondo La Valletta – Monastero Bernaga”. Le donazioni sono deducibili.

Si diceva del collegamento tra la Bernaga e S. Maria del Monte. Nominato alla cattedra milanese nel 1954, Giovanni Battista Montini dovette affrontare un problema d’abbondanza. L’aumento delle vocazioni rendeva necessario trovare una sede aggiuntiva per le romite del Sacro Monte. La prima ipotesi fu di aprire una casa a Comabbio, il piccolo centro lacustre a sud-ovest di Varese; poi si pensò a Beverate, tra Lecco e Monza, dove Ettore Pozzoni, vicario diocesano per le religiose, segnalò “una bella casa con ortaglia, giardino coltivato, galline, conigli e 21 mila metri quadrati di terreno adatto per le varie necessità”. L’8 settembre 1962 fu infine fissato un appuntamento alla Bernaga per una visita di Montini a un antico monastero benedettino.

Era finalmente il posto giusto. Il 3 dicembre monsignor Pozzoni radunò le capitolari di Santa Maria del Monte e nominò le dieci monache che avrebbero dovuto trasferirsi alla Bernaga e cioè la badessa suor Maria Veronica Nebuloni, la vicaria, economa e maestra delle novizie suor Maria Candida Casero, cinque monache professe e tre novizie. Che presero possesso della nuova sede il 14 dicembre 1963. Il libro della collana “La storia di Varese”, curato nel 2006 dalle romite per l’editore Nicolini e per Insubria University Press, intitolato Il Monastero di Santa Maria del Monte sopra Varese, spiega che il convento lecchese si configurò come un monastero sui iuris, autonomo rispetto all’originaria sede varesina.

Il 10 dicembre 1988 il nuovo papa Giovanni Paolo II nominò Macchi arcivescovo e delegato pontificio a Loreto e nel 1996, prima della scadenza canonica del settantacinquesimo anno d’età, don Pasquale lasciò Loreto e si ritirò alla Bernaga di Perego, dove si dedicò a far conoscere la figura di Montini. Morì ottantaduenne il 5 aprile 2006 in una clinica di Milano e il cardinale Dionigi Tettamanzi celebrò le solenni esequie in Duomo.