Apologie Paradossali

FALSO CENTR’AVANTI

COSTANTE PORTATADINO - 24/10/2025

(C) Sebbene il popolo italiano sia più attizzato dalle polemiche sui rigori e sull’utilizzo di veri centravanti o di ‘falsi nueve’, sollecitato a rispondere a domande sul ‘centro politico’, vi invito a partecipare a questo trialogo, proprio a partire dalle vostre rispettive posizioni di conformista tradizionalista e di sognatore innovatore, chiedendovi anche di dare un rapido sguardo alle condizioni prepolitiche che consentirebbero (o meno) una presenza non residuale di un partito politico di centro.

(O) Una visione progressista della politica, come del calcio, dice che di centri ne occorrono due. Si vede dalla Nazionale di calcio, che funziona meglio da quando il CT ne ha messi due. Uno solo, in politica, è estenuato dalle mediazioni, come dimostra la storia dei cinquant’anni democristiani. Far andare d’accordo ali opposte all’interno dello stesso partito finisce per confondere le idee all’elettorato e sul piano dell’economia politica, cioè nel punto d’incrocio tra la realtà dell’economia e i desideri onirici della politica, spinge a spendere le risorse pubbliche più per acquisire consenso, leggi: bonus svariati e mance elettorali, che per stimolare un vero progresso. Ogni area di riferimento si tenga il suo centrino (sì, “centrino” proprio come quello ricamato che ti fa fare bella figura nelle case borghesi) e per il resto si deve allargare al massimo il “campo”; che diventi largo, larghissimo, dalla mezzala all’ala estrema, se vuoi vincere.

(S) Sono di parere opposto, sebbene riconosca nelle aree tradizionaliste una certa tendenza a ricalcare lo stesso schema, tenendo insieme una squadra simile nella forma, ben diversa nei programmi. Solo un Centro forte e stabile, diciamo pure capace di guidare, Gramsci direbbe di egemonizzare, (dal greco antico hēgéomai) una più solida maggioranza, capace di tenere conto di giuste esigenze trasversali nel ceto medio produttivo, di mettere a freno gli eccessi del capitalismo sfrenato ed egoista, di produrre un welfare sufficiente a contenere sia la spesa pubblica, sia il rischio di povertà a livelli sostenibili.

(C) Ah ah! Come mi piacciono i paradossi! Il sognatore Onirio ha descritto perfettamente la realtà politica attuale. Il realista e conformista Sebastiano descrive un modello che ha avuto nel passato un indubbio successo, ma sembra oggi di molto dubbia realizzabilità, non solo in Italia. Nel campo della sopra evocata economia politica la contrapposizione reale non è più tra destra e sinistra, ma tra responsabilità e populismo, tensioni che si combattono, ma finiscono per convivere all’interno di ciascuno schieramento. Così i ‘centrini’ rispettivi appaiono assai più vicini tra loro che con le ali della propria coalizione, ma non si uniscono perché sono così piccoli che messi insieme continuano a non contare nulla.

(S) Quindi preferiscono aggregarsi chi a destra e chi a sinistra per lucrare qualche vantaggio, chi a Roma, chi nelle Regioni o in periferia.

(C) Questa scomparsa politica del centro è dovuta in parte al sistema elettorale maggioritario, ma io penso soprattutto a qualcosa di accaduto nel campo dell’economia, la scomparsa del cosiddetto ‘ascensore sociale’ e quindi l’indebolimento del ceto medio, della sua attrattività come meta sociale, a cui sacrificare svago per lavoro, consumi per risparmio, indipendenza per appartenenza. I partiti politici hanno imparato, tutti, a destra come a sinistra, a non proporre ideali morali e future società perfette, ma beni, meglio bonus, tangibili nel presente, anzi clickabili.

(O) Ma questi interventi parziali, provvisori e a pioggia non servono. Occorrono riforme strutturali che un centro occupato a fare mediazioni sociali e a lasciar fare il turbocapitalismo bellicista nemmeno si sogna.

(S) Ma come ha scritto poco fa l’Economist, “ovunque si guardi nel mondo ricco, le finanze pubbliche sono in rovina…È quindi sempre più probabile che i governi ricorrano all’inflazione per ridurre il valore reale dei loro elevati debiti… gli aumenti dei prezzi sono impopolari, ma non hanno bisogno di un sostegno politico per verificarsi” È questo che volete? Siamo sull’orlo di un precipizio e ci proponete un passo avanti?

(C) L’articolo dell’Economist (che ti ho suggerito io) prosegue e conclude: “In molti Paesi i populisti saranno al potere quando arriverà la crisi di bilancio. Forse saranno incolpati del disastro, aumentando la possibilità di un ritorno a una sana gestione di bilancio.”

(S) In Italia è successo parzialmente, in modo anomalo: abbiamo creato sia il massimo del populismo, peraltro non a beneficio del popolo minuto ma di pochi proprietari di case, cioè il superbonus 110 per cento, opera del governo Conte II, sia chi lo ha lentamente e faticosamente cancellato, governo Meloni, sospetto di opposto populismo di destra, per aver cancellato anche il reddito di cittadinanza e rifiutato l’obbligo di salario minimo. Tra loro è passato senza riuscire a contenere il danno erariale il tecnocratico e lodatissimo governo Draghi, quello che poteva diventare davvero il centro politico, naturale e solido, forse anche egemone, e che non ha voluto o potuto diventarlo.

(O) La tua conclusione, sottilmente camuffata, è che nel governo Meloni basta un po’ di buon senso da commercialista di provincia, quale era l’on. Giorgetti prima d’iniziare la carriera politica, per riportare in equilibrio i conti, nonostante Salvini in salsa vannacciana. Dimentichi una cosa: che se i paesi ricchi continueranno nel populismo, come propongono Trump e Macron, per non dire del Giappone tra poco alle urne, se quelli emergenti, i BRICS, rallenteranno la crescita, se quelli poveri resteranno poveri e sottosviluppati, LA TEMUTA INFLAZIONE raggiungerà anche noi e, per dirla volgarmente, finiremo cornuti e mazziati, austeri ora, inflazionati domani.

(C) Affermo una convinzione, che occorre favorire uno sviluppo economicamente sostenibile, socialmente esteso, moralmente accettabile. Per centrare l’obiettivo, occorre una politica di centro. Chiunque la faccia nella realtà e non nelle chiacchiere della sterile polarizzazione, sarà il benvenuto o la benvenuta.

(S) E che non sia un “falso centr’avanti”. O per avere soddisfazione dovremo aspettare gli spareggi della Nazionale, dove, ma solo lì, due centri sono meglio di uno?

(C) Costante (O) Onirio Desti (S) Sebastiano Conformi