Ambiente

IMPARARE LA SOSTENIBILITÀ

ARTURO BORTOLUZZI - 24/10/2025

Da Alfa agli Amici della Terra, dalla Camera di Commercio a Confindustria: sono ventuno i soggetti pubblici e privati che hanno aderito alla “Rete di scopo Green School della Provincia di Varese” per l’anno scolastico 2025/26.
La nuova edizione del progetto è stata presentata la scorsa settimana a Villa Recalcati, sede della Provincia, alla presenza di rappresentanti istituzionali, dirigenti scolastici e realtà territoriali che condividono un obiettivo comune: costruire una cultura della sostenibilità partendo dalle scuole.

Nato proprio a Varese nel 2009, il programma Green School — coordinato da un comitato tecnico-scientifico che riunisce Provincia di Varese, Università dell’Insubria, Agenda 21 Laghi, Cast Ong e il Joint Research Centre di Ispra — mira a integrare l’educazione allo sviluppo sostenibile nei curricoli scolastici e a promuovere comportamenti virtuosi, concreti e misurabili.
Riduzione della plastica, corretta gestione dei rifiuti, contrasto agli sprechi alimentari e uso consapevole delle risorse: sono solo alcuni esempi delle buone pratiche che hanno già consentito a 106 istituti di ottenere la certificazione Green School sulle 154 scuole iscritte.

«È un traguardo importante — ha sottolineato Paolo Candiani, referente provinciale del progetto — ma anche un punto di partenza. La rete cresce, e con essa cresce la consapevolezza ambientale dei nostri studenti, che diventano ambasciatori di comportamenti sostenibili nelle loro famiglie e comunità».

Dal 2024, la certificazione Green School ha inoltre ottenuto il riconoscimento di conformità Quality Standard di Unesco, contribuendo all’obiettivo globale di rendere “green” il 50% delle scuole del mondo entro il 2030.

Durante l’incontro, introdotto dal dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Carcano, sono stati illustrati i nuovi criteri di valutazione per il conferimento delle certificazioni e le opportunità offerte dal Patto educativo di Comunità della Provincia di Varese.
Quest’ultimo rappresenta uno strumento innovativo di partecipazione e co-progettazione, volto a “contaminare” positivamente il territorio con le buone pratiche scolastiche, coinvolgendo famiglie, enti pubblici, esercizi commerciali e associazioni.

Un aspetto significativo della rete è la pluralità dei soggetti aderenti: accanto alle istituzioni e alle realtà accademiche, figurano anche associazioni ambientaliste e organizzazioni economiche, da Amici della Terra Varese a Confindustria. Una collaborazione ampia e trasversale, che testimonia come la sfida ecologica non possa più essere affrontata per compartimenti stagni.

In prospettiva, progetti come questo dovrebbero diventare un vero e proprio obbligo formativo: ogni studente dovrebbe essere in grado di riconoscere le emergenze ambientali e comprendere le loro cause. Il mancato sviluppo di questa consapevolezza rischia di generare effetti insostenibili per l’umanità, rendendo ancora più urgente un’educazione ambientale capillare, competente e informata.

Il mondo rischia infatti di compromettere la propria stabilità climatica a causa di comportamenti che aggravano fenomeni come il buco dell’ozono e l’effetto serra. In questo scenario, il coinvolgimento delle scuole rappresenta una risposta concreta e lungimirante: formare giovani cittadini consapevoli, capaci di guidare domani scelte politiche ed economiche orientate alla sostenibilità.

Non è un caso che tutto questo sia partito proprio da Varese. La Green School è nata qui, e da qui deve continuare a crescere, come esempio virtuoso di un territorio che sa unire educazione, responsabilità e futuro.