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RICETTE DI VITA

MARGHERITA GIROMINI - 24/10/2025

Giorni fa mentre riordinavo i libri di cucina mi è tornato tra le mani il libro consunto e rappezzato che apparteneva a mia madre con le ricette di Petronilla, la famosa “aiutante” delle donne in cucina negli anni 20’ e 30’ e nel periodo della seconda guerra mondiale.

Petronilla era colta, affidabile, generosa e poliedrica.

Scriveva ricette semplici, realizzabili ed economiche, che producevano risultati finali apprezzabili.

Il suo linguaggio era adatto a tutte le donne e piaceva perché conteneva simpatia, vicinanza, comprensione: era una sorta di dialogo che coinvolgeva le lettrici. Petronilla incoraggiava, ammiccava, rassicurava soprattutto quando proponeva ricette dai procedimenti culinari più complessi come ad esempio la preparazione del panettone.

Petronilla ricorreva talvolta al linguaggio del tempo con toni leziosi del tipo: “Se è grande orgoglio per una buona donnina saper preparare e poter presentare gran varietà di torte, di panettoni, di piatti dolci, ben grande orgoglio sarebbe anche quello di saper allestire, e quindi poter offrire, dolcetti, pastine, biscottini…” e più avanti “… con il tuo buon volere, con la tua santa pazienza e con il borsellino ben fornito, potrai sfoggiare le tue abilità di pasticcera proprio bravina”.

Ma chi era Petronilla?

Era una giornalista di nome Amalia Moretti Foggia (1872-1947), nativa di Mantova ma milanese di adozione, consigliera senza uguali di donne di ogni classe sociale.

Il nome lo aveva preso in prestito dal personaggio femminile della coppia americana del fumetto di successo “Bringing up Father”, uscito nel 1913: i protagonisti erano Jiggs and Maggie, in italiano Arcibaldo e Petronilla.

Amalia-Petronilla era una delle prime donne medico in Italia: contava una specializzazione in pediatria e una seconda laurea in scienze naturali. Cresciuta nella farmacia di famiglia con madre e padre farmacisti, respirò sin da bambina la scienza medica.

Appassionata di giornalismo riuscì anche a diventare giornalista di divulgazione scientifica.

Sulla Domenica del Corriere dove curava una rubrica di medicina dovette ricorrere allo pseudonimo “Dottor Amal”, costretta dai tempi ad un alias maschile perché ben pochi uomini avrebbero accettato da una donna consigli sulla salute.

In seguito, sempre sul Corriere, si occupò della vita delle donne con la rubrica “Tra i fornelli” che la rese famosissima.

Qui dispensava consigli pratici per la gestione della casa, cucina inclusa, soprattutto nei momenti difficili della guerra con le restrizioni dovute ai razionamenti.

Definiva la sua cucina “la cucina del poco” e con le sue ricette “per tempi eccezionali” suggeriva i modi per adattarsi alle difficoltà economiche causate dalla guerra senza venire meno alla qualità del prodotto.

Le ricette di Petronilla erano molto più di istruzioni culinarie: raccontavano di una donna casalinga capace e insostituibile, purtroppo invisibile fuori dalla casa, come invisibile aveva dovuto restare lei stessa nel pubblico nonostante le sue ottime capacità professionali.

Petronilla si rivolgeva alla donna, regina della casa, spronandola a dare il meglio di sé e ad attrezzarsi per ogni necessità domestica, pur sottostando alla regola ferrea della famiglia del tempo che imponeva alla moglie di non far sfigurare il marito davanti ai parenti e agli ospiti.

Anche grazie agli insegnamenti pratici di Petronilla, cominciava a muoversi nella società italiana una donna capace di fare da sé, pronta al voto, al lavoro fuori casa e alla rivendicazione dei propri diritti.

Per un ventennio la poliedrica Amalia Moretti è con grande successo la Petronilla del Corriere ma anche una firma per altre rubriche come “La lettura”, “Una mamma” e “Una massaia scrupolosa”.

Si contano oggi 800 sue ricette – accomunate da due concetti: la resa gustativa e la valorizzazione dei pochi ingredienti a disposizione.

Stavo dimenticando di dire che Amalia lavorò a Milano come pediatra per 42 anni frequentando figure femminili di spicco come Anna Kuliscioff e Sibilla Aleramo.

Oggi le sue ricette dovrebbero tornare di moda per evitare sprechi, eccessi di grassi, sovraccarico di calorie.

Prima di morire, a Milano nel 1947, scrisse: “I posteri mi conoscono e mi avrebbero conosciuta solo come Petronilla, ‘quella delle ricette sulla Domenica del Corriere’, e come il dottor Amal, ma la vera Amalia, la medica che in un’epoca in cui nessun bravo borghese si sarebbe fatto curare da una donna, ha dovuto fingersi uomo per essere credibile. Non vorrei che il mio nome fosse collegato sempre e comunque al cibo e alle ricette, vorrei che uscisse un po’ anche Amalia, vorrei poter dire senza falsa modestia che ho sempre mal sopportato di essere stata una donna davvero moderna per i miei tempi”.