Alfredo Bianchetti compirà 90 anni nel prossimo mese di dicembre ma di smettere di gareggiare proprio non ha intenzione. Gli ultimi allori li ha conquistati il mese scorso a Misano Adriatico, ai campionati italiani master: due medaglie d’argento nei 5000 e nei 1500 metri, bissando il risultato dello scorso anno (nel 2023 era arrivato due volte primo).
Dottore commercialista di professione, ancora in attività, ma sportivo quasi per “necessità autoimposta”, Bianchetti sostiene di avere cominciato a correre subito dopo avere imparato a camminare. E quasi non c’è disciplina sportiva che non abbia frequentato, dal calcio (tre anni nelle giovanili del Varese) al basket (anche in serie B con la Robur et Fides con Cicci Ossola e Gianni Asti, poi allenatore dopo avere frequentato i corsi di abilitazione e perfezionamento con Vittorio Tracuzzi, Enrico Garbosi e Paolo Vittori), per scoprire infine l’atletica leggera con le lunghe distanze e lo sci di fondo. E, a livello amatoriale, in queste discipline non si contano le gare alle quali ha partecipato e i successi conseguiti. Un dettaglio tutt’altro che irrilevante che spiega con assoluta chiarezza il suo approccio alle competizioni: Alfredo Bianchetti non si è mai ritirato, neppure una volta!
Tra le sue molte iniziative, c’è anche la nascita dello Sci Nordico Varese, insieme con l’indimenticabile Gianni Bellorini, del quale è stato presidente per oltre un trentennio, contribuendo tra l’altro alla creazione del “Centro Fondo” di Brinzio.
Una straordinaria passione per lo sport, quella di Alfredo, prima sopportata e poi supportata dalla amatissima moglie Chicca, mancata un paio d’anni orsono.
“Ho partecipato a una ventina di maratone e a una cinquantina di mezze maratone – dice Bianchetti – e poi, quando le lunghe distanze cominciavano a essere troppo impegnative, ho scoperto la pista: un po’ noiosa ma sempre bella! E poi è sempre piacevole ritrovarsi per gli allenamenti con gli amici a Calcinate degli Origoni. Ho sempre fatto mio il motto del Panathlon International (sono socio del Club Varese da 15 anni): “Ogni attimo di sport è un granello di amicizia in più”“.
E lo sci di fondo? “Un amico, compagno di cordata di molte ascensioni e arrampicate (altra mia grande passione: ho fatto arrampicate di 5° e 6° grado grazie a Mario Bisaccia e Gino Buscaini, amici accademici del Cai Varese di cui sono socio da quasi 70 anni), partecipò alla prima edizione della Marcialonga. Il secondo anno, era il 1972, iscrisse anche me, che sapevo a malapena stare sugli sci: quella mia prima volta durò 10 ore… Poi ho preso parte a un’altra decina di edizioni di quella gara, oltre ad altre maratone, Vasaloppet compresa, e anche lo sci nordico è diventato una grandissima passione che coltivo tuttora”.
Una grande soddisfazione, una delle tante è il caso di dire, Alfredo Bianchetti l’ha provata nel 2012, quando è riuscito a vincere nella classe “over 75” il campionato italiano di maratona a Carpi e poi il campionato italiano della 30 km a tecnica libera e a tecnica classica a Folgaria.
Lo scorso anno ha partecipato alle Olimpiadi Master di sci nordico che si sono svolte a Vermiglio conquistando la medaglia d’argento nella 5 km (battuto da uno svedese) e nella 10 km (alle spalle di un tedesco): “Una grande emozione – ricorda – essere premiato da Serghey Bubka!”.
Ma lo sport in casa Bianchetti è anche una questione di famiglia: Alfredo ha tre figlie e dieci nipoti e quasi tutti hanno avuto e hanno una grandissima passione per l’agonismo. Lucia, prima “cittadina” a entrare nella Nazionale di sci di fondo, egemonia delle valligiane, che ha sposato un francese e risiede in Savoia, si è tolta moltissime soddisfazioni con gli sci stretti e i suoi figli (Cecile, Raphael, Johan e Simon) hanno vestito o vestono la maglia della Nazionale transalpina nell’orientamento, disciplina molto popolare in tanti paesi europei, biathlon e sci nordico.
Poi c’è Elena, che da giovanissima ha praticato corsa e nuoto, con le figlie Giulia, Susanna (un trascorso da “truzzo volante”) e Anita (fisico da basket o pallavolo) che ama giocare a calcio. Infine Annalisa, che ha raccolto il testimone di papà Alfredo anche a livello professionale, è stata azzurra di sci nordico e da tempo si diletta a fare il giudice di gara di atletica leggera; sua figlia Francesca è campionessa italiana dei 3000 siepi under 23 e ha partecipato la scorsa settimana agli Europei di categoria e la sorella Lavinia, ultimogenita dopo Michele, ne sta seguendo le orme.
Ma come si fa a mantenersi così in forma quando si raggiunge una certa età? La ricetta di Alfredo Bianchetti sembra molto semplice: “Agonismo sì, ma esasperato mai! È molto importante divertirsi: praticare una disciplina sportiva deve soprattutto far piacere. Poi ci vuole una certa costanza: a una certa età smettere e poi riprendere può essere problematico. E poi, aspetto fondamentale, bisogna darsi degli obiettivi possibili da conseguire”.
E per Alfredo Bianchetti quali sono ora questi obiettivi? “Nei 5 km strada ho già vinto quest’anno, nella mia categoria Fidal, il campionato italiano provinciale a Cardano al Campo e il campionato regionale ad Arconate (a Monza ho invece conquistato il titolo regionale dei 10 km); a ottobre ci saranno i campionati italiani e ci sto facendo un pensierino; poi, a fine gennaio, conto di partecipare al Mondiale Master di sci nordico a Sappada…”.