«Persone che amando cambiano il mondo». Con queste parole monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura, la missione e la carità, ha concluso il Giubileo del volontariato che domenica scorsa ha visto riempirsi la basilica di Santa Maria Assunta a Gallarate.
Una festa della comunità, con oltre settecento volontari provenienti non solo dalla città ma anche da fuori: dagli scout ai City Angels, dal personale della Croce Rossa a chi insegna italiano agli stranieri, dalle Acli al Buon Samaritano, dai barbieri solidali fino alle mense parrocchiali. Testimonianze diverse, ma unite dalla stessa convinzione: il bene comune cresce quando ci si mette a servizio degli altri.
Le parole di Bressan hanno assunto il tono di una profezia: «Le opere di volontariato sono anticipazione della Chiesa celeste. Se avete il coraggio di reggere questa domanda – che traccia della manifestazione di Dio vedete in queste opere? – non andrete via uguali a prima e con voi cambierà in meglio la città».
Da questa esperienza nasce un interrogativo: perché non pensare a una simile iniziativa anche a Varese? Il Prevosto di Gallarate, monsignor Riccardo Festa, aveva parlato dell’evento come di una “profezia civile al servizio del bene comune”. Un modello che potrebbe essere replicato anche nella città giardino, coinvolgendo associazioni, parrocchie e realtà laiche.
Per questo motivo Amici della Terra Varese ODV ha inviato una lettera al Prevosto Gioia, proponendo di organizzare un Giubileo del volontariato capace di riconoscere e sostenere chi quotidianamente porta avanti gesti di solidarietà. «Crediamo, con Protopkin, che servano manifestazioni per unire la società civile – si legge nella lettera – e il volontariato è oggi uno dei pochi linguaggi capaci di creare coesione».
L’esperienza gallaratese lo dimostra: dal Giubileo è già nata un’iniziativa concreta, una scuola di italiano per donne straniere, con l’obiettivo di favorire l’integrazione delle famiglie immigrate. Un segno che la profezia non si esaurisce nelle parole, ma diventa scelta coraggiosa per il futuro della comunità. Varese saprà raccogliere la sfida?