
Soltanto una decina di giorni ci separa dal tradizionale appuntamento con la Tre Valli Varesine, in programma il prossimo 7 ottobre. E tutti ricordiamo l’esito infausto della scorsa edizione, una grandissima delusione per gli organizzatori della Società Ciclistica Alfredo Binda che, dopo avere lavorato per un anno intero, si sono visti in pratica cancellare la gara dopo una quarantina di chilometri a causa della pioggia.
La gara femminile, conclusa attorno a mezzogiorno al traguardo di via Sacco e disputata sotto una pioggia battente, si era disputata regolarmente. L’edizione n. 103 della Tre Valli Varesine era scattata alle 12.44 da Busto Arsizio con condizioni meteo decisamente avverse; così, una volta giunti sul circuito varesino e percorsi i primi due giri del circuito cittadino, i corridori hanno deciso di fermarsi a causa della mancanza di sicurezza provocata dall’acqua che non solo cadeva dal cielo ma, in alcune zone e in particolare lungo le discese di via Marzorati e di via Giordani, fuorusciva dai tombini.
Di fronte all’argomento sicurezza, Renzo Oldani, presidente della “Alfredo Binda”, con il pianto nel cuore, non ha potuto che arrendersi e accettare la scelta dei corridori di fermarsi. Decisione eccessiva? Probabilmente sì, se pensiamo alle condizioni in cui si sono disputate tante gare in un passato più o meno recente; ma, diciamolo, il fascino del ciclismo non deve passare attraverso la sofferenza dei corridori, tanto meno se ciò comporta una dose di rischio. Che cosa sarebbe accaduto se gli organizzatori avessero insistito per far continuare la gara, i corridori si fossero sentiti in obbligo di proseguire e fosse capitato l’incidente? Meglio non pensarci…
Ma la pioggia ci induce al ricordo di altre due edizioni della Tre Valli Varesine, rimaste, per motivi diversi, nella storia.
Indimenticabile l’edizione del 2007: la gara scatta da Campione d’Italia con condizioni meteo non ideali che peggiorano via via che, attraverso 110 chilometri, si arriva a Varese per percorrere cinque giri del circuito che l’anno successivo sarà teatro del Mondiale. I corridori si trovano ad affrontare vere e proprie bombe d’acqua, tanto che gli organizzatori decidono di far disputare solo quattro giri che hanno come epicentro le salite del Montello e dei Ronchi. Alla fine restano al comando soltanto in due: Christian Murro e Alessandro Bertolini. Dopo 180 chilometri la spunta nella “piscina” di via Sacco il più giovane Murro, che conquista la seconda e ultima vittoria della sua breve carriera professionistica (in precedenza si era affermato soltanto in una corsa minore in Belgio). Al traguardo arrivano solo in 19 (Pavel Brutt, ultimo a 4’36”, merita una citazione per l’abnegazione), perché il gruppo, ormai fuori gioco, viene fermato a un giro dalla conclusione per evitare ai corridori una inutile supplizio.
Un’altra edizione della Tre Valli Varesine assolutamente memorabile è quella del 1965, giusto sessant’anni fa. All’epoca i chilometraggi hanno ben altra consistenza (per questa edizione 275 chilometri) e la durata delle gare è decisamente severa (in questo caso il vincitore impiega 7h16’30”). La vigilia di Ferragosto si parte dalle Bettole, a Varese, e si raggiunge Brinzio dove ha inizio un circuito di circa 25 chilometri da ripete 10 volte, un tracciato che ha nell’erta di Ferrera e nella salita che da Ganna sale sino a Brinzio i punti più qualificanti. Ne esce una gara a eliminazione che alla fine, sempre sotto una pioggia battente, vede al comando un quintetto formato da Gianni Motta, Michele Dancelli, Felice Gimondi, Italo Zilioli e Franco Cribiori. Quest’ultimo scivola all’ingresso nel velodromo di Masnago, dove la Tre Valli numero 45 si conclude, e Gianni Motta regola nell’ordine in volata il compagno di squadra Dancelli, Gimondi e Zilioli. Un ordine d’arrivo semplicemente regale, in linea del resto con quasi tutte le edizioni di quegli anni, con un chilometraggio che alla fine non può che premiare solo i primi attori.
Altra edizione bagnatissima fu quella del 1987, che vide la prima vittoria da professionista di Franco Ballerini, un successo che un po’ irritò gli organizzatori dell’epoca perché il nome di questo giovane fiorentino “sporcava” l’albo d’oro. Ma poi Ballerini dimostrò di che pasta era fatto…
La speranza è che il prossimo 7 ottobre il sole splenda alto su Varese e sui corridori che saranno in gara. Certo, anche la pioggia può contribuire allo spettacolo ma… grazie, possiamo farne tranquillamente a meno.