Riguardo sia a Gaza che alla guerra in Ucraina è importante rendersi conto che siamo ogni giorno alluvionati da un fiume di notizie vere e false nello stesso momento. Vere poiché si tratta in genere di inequivocabili documenti audiovisivi. False per l’unilateralità con cui vengono raccolte e confezionate.
Per esempio riguardo alla guerra d’Ucraina non viene trasmessa alcuna immagine dei bombardamenti ucraini sulla Russia, né alcuna intervista di civili russi che hanno perso parenti e casa a causa di tali bombardamenti. Né si dà mai notizia della politica discriminatoria del governo di Zelenski nei confronti dei russofoni, che sono almeno un quarto della popolazione ucraina.
Riguardo poi a Gaza l’unilateralità è la regola assoluta. Si pretende il riconoscimento di uno Stato di Palestina che non c’è, e che perciò oggi come oggi implicherebbe non un atto di riconoscimento ma una scelta tra Hamas, che controlla Gaza, e l’Autorità Palestinese con sede a Ramallah.
E non si spiega mai che:
— la popolazione civile viene deliberatamente usata come scudo umano da Hamas, che dal 2007 si è impadronito della Striscia e la controlla con pugno di ferro;
— le città della Striscia non possono dotarsi di rifugi anti-aerei perché sotto le case, gli ospedali e le scuole, le strade il sottosuolo è occupato dai tunnel, dai depositi, dalle caserme di Hamas;
— non è assolutamente possibile distribuire oggi efficacemente ed equamente soccorsi alimentari a Gaza perché i camion che li portano vengono assaltati non appena entrano nella Striscia da bande di malviventi e dei più nerboruti tra i più disperati, oppure i loro carichi vengono sequestrati da Hamas; e la stessa fine faranno, se la famosa flottiglia in navigazione riuscirà infine ad approdare, gli aiuti in quantità simbolica che sta trasportando.
Tutto questo non riduce affatto le responsabilità del governo israeliano di Netanyahu, ma aiuta a capire che in tragedie del genere le colpe non sono da una parte sola, e che si lavora per la pace considerando ed affrontando le responsabilità di tutte le parti in causa e non additandone una soltanto al ludibrio; e schierandosi quindi a sostegno indiscriminato di una di esse per fini che poi non hanno niente a che fare con il fatto in sé, ma sono in effetti di politica interna italiana.
Non ricordo, ad esempio, che in Italia sia stato organizzato uno sciopero generale come quello di oggi per protestare contro il massacro e il rapimento di israeliani di cui Hamas si è reso responsabile il 7 ottobre 2023.
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