Capitava che da fuori arrivasse, improvviso, un suono deciso.
Eco di un colpo secco.
Avevo ben presto compreso, guardando, cosa fosse.
I corvi usavano il grande terrazzo che si apriva di lato allo studio per lasciar cadere dall’alto, volando, le noci che portavano nel becco.
Era così che, rotti i gusci, posati, beccavano poi il contenuto.
Capitava che se per caso di passaggio o alla finestra li guardassi all’opera ne cogliessi una rapida occhiata.
Un lampo, ne sono certo, per rassicurarsi. Ero quel tale…
Potevano continuare con tutta tranquillità.
Mi mancano.