Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, ha tracciato un bilancio entusiastico di Milano Cortina 2026: “Questi Giochi sono stati d’ispirazione per il futuro. Dalle Dolomiti alla Lombardia l’ospitalità è stata superlativa”.
Grazie presidente, ma l’Italia, con calma, saggezza e rigore, dovrà analizzarli da quattro punti di vista: sportivo – formula organizzativa – strutture realizzate – immagine internazionale. Oggi solo una prima impressione di un cittadino appassionato.
Risultato sportivo: la cosa che più mi resterà in mente di queste Olimpiadi è il sorriso radioso delle atlete femminili. In primis quello di Federica Brignone che ha compiuto delle imprese inimmaginabili dieci mesi dopo una caduta terrificante, ma anche di tutta la squadra femminile che nei risultati batte nettamente quella maschile.
Nel complesso l’Italia ha ottenuto il miglior risultato della sua storia olimpica e questa va ascritto anche a merito delle varie federazioni nazionali.
Giochi diffusi: l’attesa era grande per questa nuova formula. Era necessaria per aver incentrato l’Olimpiade su Milano, la grande città di pianura che è stata in tutto e per tutto all’altezza del compito. È fin d’ora gratificante sapere che anche la Francia ne seguirà l’esempio fra quattro anni.
Su Cortina, la seconda località nevralgica dei Giochi non c’erano dubbi che avrebbe ricevuto attestati di stima ed affetto. Per me, non ce n’erano neanche per Bormio e Livigno, posti lombardi che amo e conosco molto bene sia per le fantastiche risorse naturali sia per la loro competenza e preparazione.
Strutture realizzate: è sempre il tema più discusso e controverso. Molti soldi spesi e tanti sacrifici per disagi, interruzioni stradali, ritardi di esecuzione dei lavori
Domanda decisiva: cosa accadrà di tali strutture? Prendiamo il caso di Milano: l’Arena Santa Giulia ospiterà concerti ed eventi sportivi. Il villaggio Olimpico sarà la casa per 1.700 studenti fuori sede. Dopo Expo 2015 un altro passo avanti della “Milano globale” che dovrebbe inorgoglire tutto il Paese.
Immagine internazionale: su questo argomento si può già dire una parola definitiva e decisamente positiva. Lo dimostra il tono dei media internazionali che hanno messo a tacere certi (spesso meritati) luoghi comuni sulla improvvisazione e la poca affidabilità degli italiani.
Gli apparati dello Stato, in primo luogo le forze dell’ordine, hanno svolto un lavoro egregio come tutte le Istituzioni territoriali coinvolte e i volontari accorsi in massa che si sono rivelati utilissimi ed entusiasti. Di grande suggestione emotiva sia l’apertura di Milano che la chiusura alla fantastica Arena di Verona.
Questo è il patriottismo che ci dovrebbe tutti unire ed appagare.