
Il destino di Varese. Un borgo, anzi una somma di borghi, elevato a capoluogo, con una viabilità che risente di una orografia complessa, di un tessuto edilizio delicato, dove ancor oggi si discute con toni accalorati di quell’ombelico trapezoidale che era un secolo fa la piazza Porcari, per gli amici Piazza Padella (e già i nomi erano un programma). Una città in cui sull’organizzazione del traffico c’è una certezza: qualunque cosa fai, sbagli. In un clima reso ancor più Incandescente sul piano politico dall’essere entrati o quasi nell’ultimo anno di amministrazione “piena” dopo un decennio a marca Galimberti, e quindi a traino Pd, si comprende come scoperchiare, come sta avvenendo in questi giorni, il pentolone di un quartiere strategico come Biumo inferiore, è a rischio infarto.

Intanto il vice capogruppo leghista Stefano Angei, l’anti-Civati “istituzionale” (l’assessore ai Lavori pubblici e Rigenerazione Urbana ndr), promuove video di fuoco e raccolta firme nel quartiere contro la ciclabile nel viale Belforte parte di una rivoluzione che comprende modifiche sostanziali, tra cui il ritorno ai doppi sensi nelle vie Milano e Carcano
“Una situazione complessa, con alcune criticità sicuramente da verificare, ma ricordiamo che il quadro complessivo nasce da lontano, dal piano della viabilità, approvato senza troppi scossoni, già nel 2021” ricorda Luca Paris, una voce spesso critica all’interno della maggioranza, che questa volta richiama ad un esame equilibrato delle misure. “Si potrà dare una valutazione più precisa, dopo un primo assestamento. Il raddoppio di via Carcano è funzionale allo sgravamento del 40% almeno di viale Belforte. L’occasione ci induce a porre l’attenzione al tema mobilità nel quartiere, anche alla luce del fatto che Biumo superiore è sede di più strutture che richiamano pubblico, e che altro potrebbe venirne richiamato dalla realizzazione della ventilata struttura alberghiera”.

Decisamente critico, sul fronte dell’opposizione, il forzista Luca Boldetti, che a novembre aveva chiesto un coinvolgimento della commissione consiliare, ma che già all’origine – ovvero nella passata legislatura – aveva espresso preoccupazioni per il viale Belforte. “Nonostante le richieste, le novità non sono mai state discusse in Commissione, ritengo una follia sia la pista ciclabile di viale Belforte, sia il doppio senso di marcia in via Carcano, Milano e Ledro, benché quest’ultimo potrebbe attenuare gli effetti così generati. Tra poche settimane potremo vedere chi aveva ragione, ma sarà difficile smantellare quanto realizzato”.
Più articolato ma egualmente preoccupato è Roberto Tanzi, il direttore di Ascom-Varese, la maggior organizzazione dei commercianti che, ironia della sorte, ha sede proprio nel viale incriminato (“Un incubo per molti dipendenti che devono raggiungere diverse parti della città, a meno di prendere strade alternative come la via Rodari verso Giubiano/Bustecche: aspettiamo la fine dei lavori”).
Primo punto lamentato, un’assenza di adeguata informazione preventiva “È vero che le misure viabilistiche erano già state decise anni fa, ma un altro conto è quando te le vedi all’improvviso in pratica”, dice oggi il dirigente dei commercianti. “Siamo stati aggiornati nel corso delle assemblee pubbliche dei due consigli di zona coinvolti e abbiamo di conseguenza avanzato le nostre osservazioni agli organi comunali”. Il primo punto, più generale, è che è comprensibile la volontà di proteggere gli utenti deboli, pedoni e ciclisti, ma guardando ai numeri reali, c’è da chiedersi se esiste proporzionalità tra il numero di auto e mezzi commerciali in transito e numero di ciclo-pedoni”. Insomma, secondo Tanzi, si rischia di ammazzare le mosche con il cannone, e una volta completati gli spartitraffico che “segano” drasticamente lo spazio per le auto, sarà difficile fare marcia indietro.

A parte alcune ottimizzazioni suggerite sull’asse-Belforte, i commercianti sono seriamente preoccupati per i parcheggi. La precedente striminzita corsia ciclistica era solo tracciata con una segnaletica sistematicamente violata. Quadro diverso e “duro” sarebbe con un’eventuale protezione con paletti o separatori. Il problema, almeno per ora, non è solo la quantità ma anche la dislocazione dei parcheggi, che ognuno vorrebbe sotto casa o sotto l’ufficio/negozio. Secondo il Comune, la quantità non cambierebbe, ma parte è legata a nuovi spazi nella ristrutturazione dell’ex area deposito ASpeM (verso l’ex Macello civico) e qui si inserisce un ulteriore problema: la revisione viabilistica si somma a lavori del Pnrr, che devono concludersi in tempi certi. “Il traffico cambia subito, ma le aree di sosta non si sa con esattezza quando arriveranno”, dice Tanzi, che sottolinea come tra le richieste dei commercianti ci sia anche “l’inversione del senso stradale della via Cairoli (attualmente ristretta), per un collegamento più agevole tra la via Carcano e la Via Garibaldi. Inoltre, in seguito al doppio senso previsto in Via Milano e via Carcano, si dovrà vedere come vengono risolte le intersezioni della zona strategica stazione FNM-Via Casula”.
Conclusione. Che sia in corso un braccio di ferro prima politico (sempre acchiappavoti) che viabilistico è chiaro. Che il Comune non abbia primeggiato nella comunicazione all’utenza è altrettanto chiaro (tra l’altro, si sarebbe potuto anche fare qualche prova dal vivo, con qualche panettone mobile). La scommessa di Palazzo Estense è che il doppio senso di via Carcano non rende più necessario il triangolo da Via Ledro – Belforte per raggiungere Largo IV Novembre a Biumo, scaricando di conseguenza Viale Belforte. È una scommessa rischiosa, cui sono legati anche gli equilibri futuri politici della città.