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ORCHI E STREGHE

MARGHERITA GIROMINI - 27/02/2026

Gli orchi e le streghe li abbiamo incontrati da bambini nelle fiabe che ci leggevano gli adulti.

La paura che ci suscitavano era reale ma di breve durata: quasi sempre i cattivi venivano sconfitti dagli eroi o da personaggi buoni e forti sempre presenti in ogni storia.

Gli orchi delle fiabe erano orribili, enormi, sgraziati, sporchi. Emergevano dai fitti boschi o da castelli lugubri, vagavano per le contrade insicure del passato alla ricerca di bambini: li rapivano alle famiglie, quando non erano poveri orfanelli abbandonati; li sottoponevano a prove difficilissime, li segregavano in luoghi oscuri minacciando di mangiarli.

Racconti tremendi che, stando all’interpretazione di alcuni storici, affondano le loro radici nella storia dell’umanità afflitta in alcune epoche più che in altre da grande povertà, da carestie e guerre, periodi in cui la vita anche a causa delle frequenti razzie era pericolosa per chiunque, ma in particolar modo per i bambini.

Ma tutti noi, bambini compresi, siamo consapevoli che gli orchi e le streghe come narrati nelle fiabe, in linea generale non esistono. Eppure nella nostra epoca ne abbiamo incontrati, più d’uno, anzi molti, riuniti in inquietanti aggregazioni private, organizzati e spietati come non mai nei confronti dei più deboli.

Orchi moderni, più spietati di Barbablù, più aggressivi del lupo di Cappuccetto Rosso, più sadici della strega di Hansel e Gretel.

Chi sono? Sono gli orchi e le streghe riuniti intorno al malefico Epstein e alla sua cricca di pedofili, dediti a nefandezze di ogni genere nei confronti di minorenni.

Sono in prevalenza uomini, protetti dall’impunità che deriva loro dallo strapotere di cui godono: portano nomi importanti, spesso famosi, e occupano posizioni di prestigio.

Non assomigliano minimamente ai personaggi negativi delle fiabe: questi sono ricchi, eleganti, di bell’aspetto, suadenti, e insieme vergognosi corruttori di giovani.

Appaiono in perenne ricerca di momenti di evasione morbosa, di pratiche proibite: corrompono, umiliano minorenni belle e sprovvedute, abbagliandole con la magia di regali favolosi in un ambiente di grande sfarzo. Con i loro comportamenti hanno compromesso definitivamente la loro giovinezza inquinando per sempre le loro vite.

Qualcuna tra le vittime, attratta dai soldi e dall’impunità dei carnefici, si è trasformata a sua volta in strega, diventando cacciatrice e procuratrice di minorenni e rimanendo al fianco dei peggiori orchi.

Storie terribili, come quella raccontata in un libro postumo da una vittima, Virginia Giuffre, adescata giovanissima e finita in un tragico vortice che si chiude con il suicidio.

Virginia era una bambina con un’infanzia tragica, abusata prima dal padre poi da parenti e da amici. Aveva subito disastrosi passaggi in famiglie affidatarie per finire in riformatorio; infine aveva trovato un posto da receptionist nella tenuta trumpiana di Mar-a-Lago dove viene adescata e trasformata in schiava sessuale.

Con questo ruolo intrattiene scienziati, politici, principi. Vessata senza tregua dalla coppia Epstein e Maxwell, lotterà tutta la vita alla ricerca di un riscatto che non arriverà mai.

Leggendo i dialoghi tra lei e la giornalista in un’intervista, più che dell’orrore dei fatti e dei ricordi agghiaccianti narrati, sono stata colpita dalla foto che correda l’articolo: vedo un’esile adolescente, bionda e fragile, tenera e sperduta, la vittima sacrificale perfetta per gli orchi pedofili di un’esistenza senza vie d’uscita.

Una vita tra le tante dentro il girone infernale di uno sfruttamento sessuale e psicologico che travalica ogni limite.

Gli orchi esistono.