
La nomina di Anton Kappler – 46 anni, originario di Wattwil (San Gallo, distretto di Toggenburgo) – aiutante di camera di Papa Leone XIV segna un inatteso cambio di passo: l’ex luogotenente della Guardia Svizzera entra ora nel ruolo che accompagna il pontefice in ogni momento della giornata e ne custodisce la sfera più riservata. Come riportato dal quotidiano Neue Zürcher Zeitung, si tratta di una decisione che rompe con la tradizione recente, perchè mai un ex membro della Guardia Svizzera Pontificia aveva ricoperto questo ruolo. Kappler ha infatti concluso nel gennaio 2026 venticinque anni di servizio nella Guardia, il massimo consentito fino al grado di luogotenente. La sua carriera è stata esemplare, costruita nella discrezione e nella conoscenza profonda dei meccanismi interni del Vaticano: cortili, protocolli, equilibri, ritmi.
La scelta di Leone XIV ha sorpreso anche perché Kappler affiancherà – e forse un giorno sostituirà – Piergiorgio Zanetti, già membro della Gendarmeria Vaticana e figura di continuità ereditata dal pontificato di Francesco. Per ora i due condividono il ruolo, ma diversi osservatori ritengono plausibile che Kappler diventi in futuro l’unico referente del Papa per la gestione della sua vita quotidiana. Una decisione che rivela la volontà del pontefice di costruire un equilibrio delicato tra fiducia personale, tradizione e diplomazia interna. La nomina è stata letta come un segnale di particolare stima nei confronti della Guardia Svizzera. Lo scorso ottobre, Leone XIV aveva partecipato alla cerimonia di giuramento delle nuove reclute: un gesto simbolico, perché da cinquantasette anni nessun Papa presenziava a quel momento così identitario per il corpo armato più antico del mondo.
In un contesto come quello vaticano, dove ogni gesto pesa, la presenza del pontefice era stata interpretata come un riconoscimento esplicito. Non va dimenticato che tra Guardia Svizzera e Gendarmeria esiste da sempre una sottile rivalità. La Gendarmeria, corpo di polizia dello Stato della Città del Vaticano, si aspettava che il successore di Zanetti provenisse ancora una volta dalle sue fila. Leone XIV ha invece scelto una via diversa: un “passaggio elegante”, come lo definiscono alcuni analisti, che affida la fiducia a un ex ufficiale svizzero senza però estromettere bruscamente il gendarme in carica. Di Anton Kappler si conosce poco, e forse è proprio questo uno dei motivi per cui è stato scelto. Cresciuto in una famiglia contadina del Toggenburgo, ha costruito la sua carriera nella Guardia con discrezione e affidabilità.
Chi lo conosce lo definisce «il perfetto ufficiale»: puntuale, leale, attento, capace di mantenere la calma anche nelle situazioni più complesse, qualità indispensabili per un ruolo che richiede presenza costante, riservatezza assoluta e una capacità quasi intuitiva di comprendere ciò di cui il Papa ha bisogno. Secondo indiscrezioni non confermate, Kappler vivrebbe ora nella nuova residenza che Leone XIV ha appena inaugurato nel Palazzo Apostolico, insieme al ristretto gruppo di collaboratori più vicini al pontefice. Una scelta che conferma quanto il suo ruolo non sia solo funzionale, ma profondamente fiduciario. Essere aiutante di camera del Papa significa entrare nella cosiddetta “famiglia pontificia”, un cerchio ristretto dove la vicinanza fisica diventa anche vicinanza emotiva. È un compito che richiede dedizione totale, ma che porta con sé anche ombre e rischi; è un ruolo che richiede silenzio, presenza e un equilibrio raro tra discrezione e responsabilità, dove il confine tra servizio e vicinanza è sottile, e dove ogni gesto può diventare storia.