Apologie Paradossali

INCONTRO CON IL MISTERO

COSTANTE PORTATADINO - 27/06/2025

“L’arte autentica è sempre un incontro con il Mistero, con la bellezza che ci supera, con il dolore che ci interroga, con la Verità che ci chiama.” (Papa Francesco – Roma – Giubileo degli artisti 16/2/2025)

(C) Sviluppare questo pensiero fino in fondo ci porterebbe a toccare i temi ultimi della teologia, dell’estetica, della filosofia morale, della metafisica; un compito troppo arduo per un articoletto. È dal Vaticano II che la Chiesa prova a superare il ‘divorzio’ tra fede e arte; resta il dubbio se ci sia riuscita.

(O) Eppure mi sento di proporre una sintesi di questo pensiero di Francesco: l’arte autentica è sacra sempre!

(S) Ecco il punto: arte autentica. Quando è autentica? Quando invece è solo provocazione ben remunerata? Accidenti, l’idea della banana di Cattelan come simbolo della inarrestabile e ricorrente degradazione del reale era venuta a me molto tempo fa, ma… non ho trovato un compratore. La differenza è solo qui, nella forza economica della committenza? Da quando quella della Chiesa è andata diminuendo, gli artisti hanno scelto altre strade.

(O) Direi piuttosto che già qualche secolo fa era diventata più difficile quella circolarità tra cultura e fede di cui parlava il card. Scola, magari anche per colpa di una cultura ecclesiastica non più all’altezza dei tempi. Perciò occorreva una svolta, che è stata impressa dal Concilio Vaticano II, da Montini con l’aiuto di don Pasquale Macchi, che avevano sperimentato già a Milano la possibilità di un nuovo incontro con l’arte nella sua contemporaneità, con le nuove tecniche e i nuovi linguaggi. Da quell’esperienza è nata a Milano la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei e a Roma la sezione contemporanea dei Musei Vaticani.

(S) Ora, arrivo a capire che l’arte sia sacra sempre, ma non ritengo che certe soluzioni “contemporanee” siano coerenti con l’uso liturgico. Faccio un esempio facilmente verificabile: l’altare di Claudio Parmiggiani nella basilica di Gallarate ha certo una sua forza simbolica, le teste mozzate, ma non lo trovo coerente con la funzione di mensa eucaristica dell’altare.

(C) Posso accettare la prudenza nell’uso di linguaggi ‘estremi’ negli oggetti pur artistici ma destinati all’uso liturgico, ma riaffermo con forza la necessità, non solo la possibilità, per l’arte, che definiamo “sacra” perché in qualche modo connessa con l’esperienza religiosa, di trattare gli argomenti più difficili e duri anche con un linguaggio altrettanto duro. Come dice papa Francesco, non ci deve essere solo la bellezza, ma pure il Mistero, il dolore, la Verità. Quindi è legittimo, anzi doveroso, chiedere all’artista di esprimere senza censure preventive la sua personale ricerca, di documentare il proprio cammino di fede, d’interrogare la sofferenza, il timore e talvolta l’orrore che la realtà contemporanea ci propone, coniugandola però con l’annuncio di speranza e di salvezza del Cristo risorto. Non fosse così non ci spiegheremmo la centralità del tema della crocifissione nell’arte sacra; se possiamo dedicare l’intera Via Crucis alle sofferenze del Cristo, come non accettare come sacro ogni contemplazione della sofferenza umana? Altrettanto vale per ognuno dei principali sentimenti umani.

(O) Ne è buon testimone il nostro Sacro Monte che declina i misteri del Rosario, quindi anche la gioia e la gloria, nell’universo polimorfo di un paesaggio sacro, in un ‘teatro’ che unisce scultura e pittura nel raccontare attraverso gli episodi l’intera storia della salvezza. Posso quindi aggiungere che l’arte consente di proporre al fedele un percorso non solo logico ma emozionale e progressivo, certamente più coinvolgente di una fredda dottrina. Ma per diventare testimone, l’artista deve essere e rimanere sempre ricercatore.

(C) Il Ricercatore di Bellezza e di Verità, del senso misterioso del Dolore e della Morte, diventa quindi Testimone del Vangelo.

(C) Costante (O) Onirio Desti (S) Sebastiano Conformi

NB  Proprio il nostro Sacro Monte vedrà un incontro giubilare di artisti interessati all’arte sacra, 28 e 29 giugno, con il programma qui allegato. Chiunque può partecipare.

 

L’ARTISTA COME TESTIMONE

 

Sabato 28 giugno (SANTUARIO)

14,30   L’ artista e la fede Suor Maria Gloria Riva (Suore Adoratrici e critico d’arte) Andrea Chiodi (Regista)

16,45   Santa Messa celebrata da Mons. Carlo Azzimonti (Vicario episcopale e Presidente di Villa Clerici)

18,00   Visita guidata alla cripta del Santuario

Visita alla mostra di Traditio MARIA CERTEZZA DELLA NOSTRA SPERANZA (Chiesa dell’Annunciata)

 

Domenica 29 giugno (PRIMA CAPPELLA)

9,00     Visita alla Collezione del Centro Espositivo Pasquale Macchi

9,45     La vocazione dell’artista nel solco di Paolo VI e Pasquale Macchi e l’opera d’arte per il compimento dell’uomo sui sentieri della vera Bellezza.

Luigi Codemo (direttore della scuola Beato Angelico e di Villa Clerici)

Costante Portatadino (Amici del Museo Bodini)

12,00   Percorso delle Cappelle della via Sacra guidati da Pietro Roncari

13,00   Angelus in Santuario e congedo