Istituita il 22 gennaio 1506, la Guardia Svizzera Pontificia è la più antica forza militare in servizio permanente. Da più di cinquecento anni protegge il Santo Padre, e dall’11 febbraio 1929, con i Patti Lateranensi tra lo Stato italiano e la Santa Sede, che portarono alla nascita del nuovo Stato della Città del Vaticano, presidia i suoi confini. A seguito dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II nel 1981, il Corpo ha assunto un ruolo più attivo nella difesa del Pontefice, operando al fianco della Gendarmeria Vaticana e accompagnando il Santo Padre nei suoi viaggi apostolici. Composta da 135 membri, la Guardia Svizzera Pontificia combina le tradizionali alabarde con l’iconica e sgargiante uniforme rinascimentale per le cerimonie o per prestare servizio presso i posti di controllo, mentre per altre attività operative utilizza abiti più sobri. La sua lunga tradizione di servizio, scandita dal motto “Alacriter et Fideliter” (“con coraggio e con fedeltà”), la rende l’esercito più singolare ed emblematico del mondo.
Ne abbiamo parlato con il Caporale Eliah Cinotti, responsabile dei media della Guardia Svizzera Pontificia.
- La Guardia Svizzera Pontificia è considerato il più antico corpo militare esistente al mondo, potrebbe raccontarci brevemente la sua storia?
La Guardia Svizzera Pontificia fu fondata il 22 gennaio 1506 per volere di Papa Giulio II della Rovere. Oggi la Guardia è una vestigia dei mercenari svizzeri del periodo medievale. La protezione del Santo Padre è la nostra missione principale, ed è anche quella originaria. Siamo quindi sempre in prima linea per svolgere il nostro servizio di difesa e di tutela del Papa.
- Quali sono le motivazioni che spingono un giovane a prestare servizio per almeno due anni al Santo Padre? Potrebbe raccontarci le ragioni che l’hanno spinta a diventare una Guardia Svizzera Pontificia?
Le ragioni per cui i giovani svizzeri scelgono di prestare servizio nella nostra istituzione sono molteplici. Ad esempio, l’interesse per la antica e gloriosa storia del Corpo, o la ricerca di una nuova avventura all’estero, oppure per consolidare la propria fede. Tutti sono spinti dal profondo desiderio di mantenere viva una tradizione che dura da oltre 500 anni: la protezione del Santo Padre. È una caratteristica unica che ispira negli svizzeri che hanno l’onore di servire la Guardia un senso di grande responsabilità, insieme alla determinazione necessaria per svolgere al meglio questa missione.
- Quali sono i compiti di una Guardia Svizzera Pontificia e come si svolge la sua giornata di servizio?
La Guardia Svizzera Pontificia ha cinque missioni principali, la più importante delle quali è quella di proteggere il Santo Padre e la sua residenza. Le altre missioni consistono nel sorvegliare gli ingressi del Vaticano, nel fornire servizi d’ordine e d’onore in occasione dei ricevimenti dei capi di Stato o degli ambasciatori, ma anche durante le Messe e le udienze, oppure nell’accompagnare il Santo Padre nei suoi viaggi apostolici e nel proteggere il Collegio Cardinalizio durante la sede vacante. Per questa ragione, la vita quotidiana delle Guardie è varia e non esiste una giornata tipo, il che rende l’esperienza ancor più unica per coloro che scelgono di intraprenderla.
- Quale ruolo ricopre la Guardia Svizzera Pontificia nella cornice dell’Anno Giubilare?
Forniamo il servizio d’ordine e d’onore alle grandi Messe giubilari, e durante le udienze giubilari e accompagniamo il Santo Padre nelle attività che scandiscono un anno così speciale. Il Giubileo comporta un notevole aumento degli impegni della Guardia come, ad esempio, le Celebrazioni o le Udienze che aumentano rispetto al Calendario ordinario, e quindi richiedono un numero notevole di guardie in servizio. In questi impegni noi affrontiamo ogni sfida con la concentrazione necessaria per riuscire al meglio nelle nostre missioni.
- Quali sono gli eventi principali che coinvolgono la Guardia Svizzera, e per quale ragione la famosa Cerimonia del Giuramento delle nuove reclute avviene il 6 maggio?
Oltre alla cerimonia del Giuramento, che si celebra in ricordo della resistenza che la Guardia Svizzera oppose contro i mercenari spagnoli di Carlo di Borbone il 6 maggio 1527, i periodi di Pasqua e di Natale sono tanto intensi quanto interessanti per la Guardia. C’è poi un’altra importante tradizione, quella del pellegrinaggio militare a Lourdes nel mese di maggio, che rappresenta una vera e propria testimonianza di fede e un’occasione privilegiata di scambio e di confronto tra i vari partecipanti ad momento di intensa spiritualità.
- Come vive la fede e la spiritualità una Guardia Svizzera Pontificia?
La fede è il pilastro nella vita di una Guardia Svizzera, e permette di affrontare le sfide con la calma e la concentrazione necessarie. Inoltre, ci permette di agire non solo come soldati ma anche come cristiani, rivolgendo messaggi caritatevoli alle persone che chiedono aiuto al Vaticano. Il sostegno del nostro cappellano è importantissimo e ci permette di consolidare e sviluppare la nostra fede, ma anche di vivere in comunità e di scoprire insieme, ogni giorno, la spiritualità della Chiesa cattolica.
- Quali sono i santi patroni della Guardia Svizzera?
La Guardia Svizzera Pontificia venera come suoi patroni San Martino di Tours, noto per la sua carità e il suo impegno militare prima di diventare monaco, e San Sebastiano, soldato romano martirizzato per la sua fede cristiana. In Vaticano è stata dedicata ad entrambi i santi una cappella che è a uso delle Guardie Svizzere dal XVI secolo, secondo la volontà di Papa Pio V che ne promosse la costruzione. A loro si aggiunge San Nicola di Flüe, considerato il difensore della pace e il padre della patria svizzera, ma non venerato insieme agli altri due santi, perché quando venne eretta la cappella a loro dedicata non era ancora stato canonizzato. Fu Papa Pio XII a farlo santo il 15 maggio 1947 e a proclamarlo patrono della Svizzera.