
La Giornata mondiale degli alberi, a Gallarate, avrebbe dovuto essere l’occasione per celebrare il valore del verde urbano e per rilanciare politiche lungimiranti. Si è invece trasformata nell’ennesima conferma di come l’amministrazione continui a considerare gli alberi un ostacolo e non una risorsa. Due episodi recenti lo dimostrano con chiarezza: i tagli in via Curtatone, legati al cantiere del nuovo polo scolastico, e l’eliminazione dei ciliegi selvatici in corso XXV Aprile, avvenuta proprio nel giorno dedicato agli alberi.
In entrambi i casi, il Comune di Gallarate non ha mostrato alcuna intenzione di avviare un confronto preventivo con la cittadinanza, come richiesto dalla Convenzione di Aarhus, che impone il coinvolgimento del pubblico prima di assumere decisioni definitive in materia ambientale. Questo passaggio — fondamentale per una democrazia trasparente — è mancato del tutto. Ed è per questo che la protesta delle associazioni ambientaliste, tra cui Amici della Terra Varese che rappresento come presidente, appare non solo comprensibile ma necessaria.
L’amministrazione continua a giustificare gli abbattimenti come interventi “tecnici” inevitabili: gli allacciamenti funzionali al polo scolastico da un lato, presunte esigenze di riqualificazione dall’altro. Ma senza una visione complessiva del verde, senza un vero censimento arboreo e senza una pianificazione che tenga conto degli ecosistemi esistenti, ogni singolo intervento finisce per som sommare perdita a perdita. Così la città, invece di rigenerarsi, si impoverisce.
Proprio per questo è urgente che la maggioranza che governa Gallarate avvii finalmente un dibattito pubblico serio, che chiarisca le finalità della Giornata dell’Albero e che soprattutto guardi al futuro. Un futuro che non può prescindere dall’educazione: nelle scuole, le scienze ambientali devono diventare oggetto strutturale di studio. Solo così i più giovani potranno maturare una sensibilità vera verso la natura, riconoscendo negli alberi non elementi di arredo ma compagni indispensabili del nostro vivere.
Amici della Terra Varese continuerà a vigilare, a denunciare e a proporre. Perché una città che ignora i suoi alberi ignora anche il benessere dei suoi cittadini. E Gallarate ha ancora la possibilità di cambiare rotta — a patto che scelga finalmente di ascoltare.