Attualità

IL TILO GIUSTO

SANDRO FRIGERIO - 28/11/2025

Per tutti è “il treno dei frontalieri”, che hanno cominciato ad affollarlo quando – era l’inizio del 2018 – veniva aperta la tratta Varese-Mendrisio (e da lì per Lugano e oltre). Poi l’hanno scoperto anche tanti studenti (tra cui quelli che frequentano i corsi di architettura a Mendrisio, ma non solo), anche quelli che hanno verificato che la strada più breve, tra Varese e Como – sedi dei due poli dell’Università dell’Insubria – passa per il Mendrisiotto. Poi i frequentatori varesini e ticinesi dall’aeroporto di Malpensa. Infine, chi da Lugano vuol fare semplicemente “un salto” a Milano per una cena, una serata di spettacoli o per lo shopping del fine settimana.

Tra poco sarà nuovamente il “treno della neve”, l’unico che da Varese, scarponi da sci ai piedi e senza scendere, consentirà di partire dalla stazione varesina e scendere direttamente in una stazione sciistica che, no, non è quella della Olimpiadi di Milano-Cortina, ma quella di Airolo, ai piedi del Gottardo. “Sarà in sostanza un prolungamento della linea, provenendo da Varese, per Biasca, limitatamente ai week-end della stagione invernale: una bella opportunità tutta in sicurezza”, dice Denis Rossi, ingegnere del Politecnico di Losanna, che dal 2017 è direttore generale della Tilo, la società di diritto svizzero, compartecipata al 50% ciascuna (di fatto, i partner si assumono parte dei costi di personale e gestione per le tratte di rispettiva competenza), tra Trenord e Ferrovie Federali Svizzere (FFS).

Un momento della presentazione dei progetti della Città dei Laghi a Mendrisio

Il manager bellinzonese ha risposto ad alcune domande di RMFonline sui programmi dell’azienda e del servizio che, va detto, è probabilmente il segno più tangibile sul territorio della consistenza “pratica” dell’Insubria, quel fazzoletto tra i laghi che accomuna i due paesi. Per ironia della sorte, il segnale più “fisso” della collaborazione transfrontaliera è legato… alla mobilità, a questa “metropolitana a cielo aperto” che, in realtà, suggerisce Rossi, “al di là degli slogan accattivanti e delle elevate frequenze, resta al 100% una ferrovia”.

I colori ufficiali che contraddistinguono la nuova livrea dei treni sono il simbolo di questa collaborazione: rosso e blu per il Ticino, e verde per la Lombardia. Il tutto sul fondo bianco che è comune alle bandiere svizzera e italiana. E sono il segno di una storia di successo cominciata nel 2004. “In dieci anni i passeggerei sono raddoppiati da poco più di 12 a oltre 24 milioni. Sono aumentati di circa il 50% anche rispetto al fatidico 2019, anno prima della pandemia e continuano a crescere più del resto della Federazione: 4-5% contro l’1-2%”, puntualizza Rossi. “certamente l’apertura del tunnel del Monte Ceneri nel 2020, che consente di compiere la tratta Lugano-Bellinzona in 15-20 minuti, e la relazione con Varese-Malpensa hanno avuto un ruolo importante, così come è e importante il traffico dei pendolari”.

Non si tratta solo di statistiche: c’è anche un cambio di abitudini. Il traffico degli oltre 70 mila lavoratori frontalieri in Ticino (equamente ripartiti tra le province di Varese e Como) trova per lo meno un alleggerimento grazie al Tilo, anche se i frontalieri sono raddoppiati in 15 anni. E non di soli pendolari si tratta, come dimostrano i pieni occupati tutte le ore della giornata e anche nel fine settimana. L’apertura della bretella Gallarate-Malpensa, in corso di completamento, facciamo notare al direttore generale, interesserà anche l’utenza Tilo e la sua linea, la “S50”.

“Chiaro, siamo fortemente interessati. Realisticamente pensiamo di poter tenerne conto con l’orario 2027. Poter raggiungere l’aeroporto senza “scendere” fino a Busto Arsizio e quindi “risalire” sarà un bel risparmio ti tempo a Ticinesi e Varesini. Se aggiungiamo la possibilità di inserire collegamenti veloci, con qualche fermata in meno, tutto questo ci permetterà di ridurre i tempi di percorrenza tra Bellinzona o Lugano e l’aeroporto di una ventina di minuti e anche di più. A quel punto Malpensa sarà davvero a portata di mano” (e, va ricordato, Lugano è rimasta orfana dei voli di linea da Agno ndr). “Dovremo anche verificare come inserire nuove corse, perché occorre sempre un equilibrio tra numero di fermate e tempi di viaggio. Tutti vorrebbero il treno sotto casa, ma più fermate rischiano di allungare i tempi e far perdere attrattività al treno”.

Le corse sulla rete Tilo, grazie anche a una costante espansione del parco utilizzato (oggi le nuove versioni dei Flirt della Stadler, divenuta un gigante del trasporto regionale europeo) sono sensibilmente aumentati a quasi 500 al giorno. A beneficiarne sono anche i collegamenti con Milano via Como, città cui si può arrivare anche da Varese in mezz’ora e da cui, prevede il direttore, si potrà in futuro proseguire con ammodernamento dalla Molteno Lecco, realizzato anche con fondi europei.

Rossi intanto ha mantenuto la promessa anticipata a suo tempo su queste pagine. “L’ultimo treno da Miano centrale per Lugano via Como parte dal 2024 alle 22.43 per arrivare prima di mezzanotte, e ora per i ritardatari c’è anche un 23.09 da porta Garibaldi, per arrivare prima dell’una. Milano e Lugano sono sempre più unite”.

Ci potrà essere spazio ancora di espansione dei sevizi, magari sotto il profilo tariffario? Il tema interessa anche un’utenza turistica che utilizza servizi di trasporto diversi, dal battello alla funicolare. “L’integrazione tariffaria, che già ha delle premesse in Svizzera e in Italia, presente delle difficoltà in più quando diversi gestori, diversi mezzi e diversi paesi sono coinvolti, ma stiamo considerando il tema” risponde il manager di Tilo. A Varese, intanto, il sindaco Galimberti è stato nominato dal competente centro studi “ambasciatore della grande Milano nel mondo”. Il focus è cioè che può essere raggiunto in un’ora da Milano. Con il Tilo il centro si allarga.