Carlo Meazza non finisce di stupirci. Per i suoi 80 anni, compiuti da poco, si è regalato e ci regala un meraviglioso documento che raccoglie e sintetizza il lavoro della sua vita professionale, che ha spaziato un po’ in tutti i campi della fotografia.
Il libro si intitola “Carlo Meazza 80 – Sguardi sul mondo” e in effetti si tratta di un meraviglioso, suggestivo, affascinante viaggio, ripercorrendo il quale è chiara la percezione che proprio il mondo, e non un particolare luogo del mondo, è la casa di Carlo. Il Nepal, la Cambogia, il Libano, l’India, l’Uganda, il Sud Sudan sono distantissimi geograficamente ma l’opera di Meazza li “avvicina” a noi, al di là di ogni distanza, perché il protagonista della sua fotografia non è soltanto il paesaggio ma è soprattutto l’uomo, con il suo carico di sofferenza, il più delle volte, e anche di felicità. Dice benissimo la scrittrice Marta Morazzoni nella prefazione del volume: “È l’esperienza di un giramondo che ha rivolto il suo interesse alla gente, al contesto in cui vive in ogni parte del mondo, cogliendo nell’attimo la profondità, l’essenziale dell’esistere”.
L’uomo, dunque, sempre al centro dei viaggi di Carlo Meazza, anche quando opera “in casa”: dalla tragica sofferenza che trasuda dalle immagini dei terremoti del Friuli e dell’Irpinia alla gioiosa felicità di protagonisti e spettatori di Umbria Jazz o delle partite di basket, così importanti per la storia di Varese e del nostro territorio.
“Sì, è un omaggio ai miei 80 anni – conferma Carlo Meazza – e a un lavoro che ha attraversato più di cinquant’anni. Ci sono 19 capitoli nei quali le fotografie sono corredate da testi di amici che in tutti questi anni hanno seguito il mio operato; e qualcosa ho scritto anch’io, sul viaggio in Libano, ad esempio, riprendendo un diario che avevo conservato in un cassetto”.
Arricchiscono l’opera le prefazioni dell’attore Giuseppe Cederna (lo ricordiamo, tra l’altro, tra i protagonisti di “Mediterraneo”, Premio Oscar 1992) e della scrittrice Marta Morazzoni, oltre a quattro poesie di Roberto Piumini, ispirate da altrettante fotografie di Meazza.
A 80 anni Carlo non ha sicuramente perso la voglia di osservare e di emozionarsi: “Sono conosciuto soprattutto come fotografo di paesaggio – dice – ma in realtà proprio questo libro dice altro. E infatti mi piacerebbe molto tornare a fare reportage, anche se so che sarà molto difficile”.
E a 80 anni non mancano progetti per un futuro più o meno prossimo: “A proposito di paesaggio – anticipa – sto pensando a un libro sulle ciclabili in provincia di Varese o nei territori a noi prossimi: sono tante e sono bellissime, alcune pochissimo conosciute. E i nostri paesaggi, visti dalle ciclabili, sono incantevoli”.
Ma non basta: “La montagna lombarda ha sempre esercitato su di me un grande fascino e così sarebbe bello tornare a fotografare quella grande striscia di territorio, con le sue valli e le sue genti che parlano il dialetto lombardo e, a distanza di pochi chilometri, il tedesco. Ricordando magari personaggi straordinari come Chiara, Sereni, Giacometti, Hesse, Segantini e tanti altri che in questi luoghi hanno vissuto e che questi luoghi hanno celebrato”.
Infine un piccolo progetto quasi intimo, personale: “Nel 2029 la palestra di via XXV Aprile a Varese festeggerà i cento anni. Personalmente, le sono molto affezionato perché da ragazzo ci ho giocato tante volte e la trovo bellissima sul piano architettonico; anche se politicamente la vedo esattamente all’opposto, credo che gli interventi dell’epoca fascista a Varese siano stati gli ultimi davvero pensati nel nostro tessuto urbanistico. Magari con l’aiuto di uno storico dell’arte mi piacerebbe ricordare e celebrare tutto ciò che è avvenuto tra quelle mura, e non parliamo solo di pallacanestro, compresa una puntata della trasmissione Rai “L’oggetto misterioso”, presentata proprio lì da Enzo Tortora nella seconda metà degli anni Cinquanta”.
“Carlo Meazza 80 – Sguardi sul mondo” verrà presentato a Varese il prossimo 5 dicembre alle ore 21 nella Sala Montanari, in via dei Bersaglieri 1, e, com’è avvenuto recentemente in occasione della presentazione di altri suoi lavori (ricordiamo la riedizione aggiornata del volume sul Monte Rosa), la serata si trasformerà certamente in un evento colmo di emozioni. Giuseppe Cederna, Marta Morazzoni e Roberto Piumini saranno sul palcoscenico a conversare con l’autore, con l’ausilio di un filmato a cura di Cesare Gandini.