Apologie Paradossali

NIENTE È SCONTATO

COSTANTE PORTATADINO - 29/05/2026

Giorgia con il fidanzato Federico

(C)Ci ho pensato, prima di scrivere un’apologia per la lettera di Federico, il fidanzato di Giorgia, la ragazza morta nella grotta delle Maldive. Mi sembrava ed è davvero troppo bella e vera per essere sporcata da un commento. Non ne ha bisogno. È già un’apologia paradossale dell’amore che accetta il rischio di perdersi, o di realizzarsi nella più profonda gratuità. Cercherò di non rovinarla, tagliandola qua e là per cavarne citazioni ad effetto come hanno fatto gli specialisti dei giornaloni e rivistissime, dal Corriere a Vanity Fair (guarda caso, la prima testata nella ricerca di Google). Vorrei rinviare i lettori alla fonte primaria, ma IL SECOLO XIX colloca il testo tra gli articoli premium, chiedendoti un abbonamento per visionarlo, mentre lascia accessibili tutti gli articoli che speculano su permessi, errori tecnici, fonti di finanziamento e curiosità pettegolezzi e ambiguità varie. Non mi pare una bella cosa e non lo accetto facilmente, ma ugualmente vi invito a cercarla nel sito del giornale, per rispetto all’autenticità della lettera, un po’ diversa da quello che le successive interviste dei giornali che ‘fanno opinione’ cercano di evidenziare nel pensiero del giovane, sottolineando gli aspetti sentimentali.

“La perdita di Giorgia e Monica -dice- mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a capire: niente nella vita è scontato. Siamo così abituati alla presenza delle persone, ai gesti quotidiani, alle parole dette distrattamente, che spesso ci dimentichiamo del loro vero valore. Poi arriva un’assenza, e improvvisamente capisci quanto fossero importanti anche le cose più piccole: un sorriso, una chiamata, una risata senza motivo, perfino i silenzi condivisi”.

(O)L’assenza diventa l’origine di una domanda di senso. Ci si accorge che quello che viene a mancare non è un possesso, ma una presenza che dava un significato implicito a tutto il resto. O perlomeno; una speranza di significato, verificando come dice, che “niente è scontato”, né la pace né la guerra, la vittoria, il successo, il benessere, la felicità. Scrive ancora: “Il problema fondamentale dell’umanità da 2000 anni è rimasto lo stesso… amarsi. Solo che ora è diventato più urgente, molto più urgente, e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l’un l’altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo. Ci dobbiamo affrettare, affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, affrettiamoci ad amare, perché al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore, perché non esiste amore sprecato e perché non esiste un’emozione più grande di sentire quando siamo innamorati che la nostra vita dipende totalmente da un’altra persona, che non bastiamo a noi stessi, e che tutte le cose, anche quelle inanimate (…) improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono, perché? Perché contengono un presentimento d’amore (…) e perché l’amore combacia con il significato di tutte le cose: la felicità”.

(C)Hai ragione: l’assenza diventa domanda, è l’unico modo perché non diventi angoscia, questa urgenza, questo affrettiamoci ad amare, che noi anziani conosciamo meglio di voi giovani quando una scomparsa ci rivela questo vuoto che urge, urge a diventare domanda, forte della consapevolezza che la risposta non è in nostro potere, ma rimane l’esigenza primaria della vita.

(O)Anni fa Mina (sì, la cantante) scriveva elzeviri per un mensile e rispose ad una lettrice che le scriveva del dolore per un abbandono: il fidanzato la stava lasciando per seguire una vocazione religiosa. Una perdita forse anche più incomprensibile e dolorosa di una scomparsa. Rispose citando una canzone, La sevillana del adios: “Algo se muere en el alma, cuando un amigo se va…

Qualcosa muore nell’anima
quando un amico se ne va.
Quando un amico se ne va
lascia una traccia che non si può cancellare.

Non andartene ancora,
non te ne andare per favore
perché perfino la mia chitarra
piange quando dice addio

Un fazzoletto di silenzio
al momento di partire
perché ci sono parole che fanno male
e non si devon dire.

La barca si fa piccola
quando si allontana sul mare
quando si perde all’orizzonte
perché grande è la solitudine.

Il vuoto che lascia
un amico che se ne va
è come un pozzo senza fondo
che non si può colmare.”

La vita ci fa questa domanda, quello che resta è un pozzo senza fondo, che non si può colmare, o una traccia che non si può cancellare? Mi sembra che la risposta di Federico, forse un po’ implicita, sia la seconda; la traccia è ciò che gli dà forza per vivere e amare ancora, in modo forse più profondo e gratuito, un dono, come un dono è per noi la testimonianza della sua esperienza vissuta.

(S)Nel felice giorno della pubblicazione della MAGNIFICA HUMANITAS, incontrare un giovane con una umanità così aperta e sincera ci fa sperare di non finire preda di una Artificiosa Invenzione.

(C)Costante (O)Onirio Desti (S)Sebastiano Conformi