Grazie ai sensi noi possiamo ricevere o dare segnali da/a tutto l’ambiente che ci circonda.
La carenza o la mancanza di uno dei sensi, a seconda dell’età di insorgenza, può condurre a più o meno gravi patologie che a loro volta possono anche interferire nella normale crescita di un essere umano.
D’altronde la progressiva diminuzione della funzionalità sensoriale di alcuni distretti è piuttosto comune con l’avanzare dell’età basti pensare ad esempio alla presbiopia (diminuzione della capacità di vedere da vicino) o alla ipoacusia (diminuzione della capacità di percepire i suoni).
L’etimologia della parola ipoacusia è proprio “sentire meno” e significa il progressivo od improvviso diminuire della capacità di percepire ad esempio la voce parlata.
Prevenzione e diagnosi precoce di questa patologia permettono ovviamente di diminuire danni e fastidi che possono anche rendere la vita sociale e lavorativa difficile e complicata.
La patologia può colpire un singolo orecchio od entrambi, non ha particolare prevalenza in un sesso piuttosto che nell’altro e neppure particolari distinzioni rispetto all’età.
Proprio per l’impatto che ha nella vita comune è definito un vero e proprio handicap sociale.
In base alla zona anatomica del danno, le ipoacusie si distinguono in trasmissiva (coinvolti condotto uditivo, timpano e catena degli ossicini), percettiva (lesa la coclea od il nervo acustico), o mista ove entrambi i distretti siano colpiti.
I sintomi sono facilmente rilevabile perché come detto messi in luce nella vita sociale: chiedere di ripetere, difficoltà di capire le parole durante una telefonata, alzare il volume di tv e radio rispetto al percepito ad esempio di altri famigliari.
A questo possono aggiungersi ronzii, fischi, sensazione di orecchio ovattato, capogiri o vertigini ma in questo caso la percezione dei sintomi è del tutto soggettiva.
Le cause di ipoacusia naturalmente posso essere molteplici: un semplice tappo di cerume (od un corpo estraneo) che occlude anche parzialmente il condotto uditivo, delle infezioni come le otiti, esposizione costante a rumori forti (lavoro, caccia etc), traumi, farmaci che ledono la funzionalità uditiva ed altro ancora, fino a tumori a carico dell’orecchio e/o del nervo acustico.
Vale la pena di ricordare che nelle persone anziane anche ipertensione ed ipercolesterolemia (entrambe abbastanza comuni) possono portare ad ipoacusia per degenerazione del nervo acustico.
Naturalmente tutte quelle patologie che colpiscono i bambini in età evolutiva possono portare alla compromissione dello sviluppo del linguaggio e del comportamento.
Lo specialista (otorino) fa la diagnosi dopo aver effettuato la visita clinica utilizzando l’otoscopia e poi audiometria ed impedenzometria due test che valutano capacità di percepire i suoni alle diverse frequenze e funzionalità del timpano. Ove fosse poi necessario ci sono accertamenti ancora più approfonditi come esami radiologici, TAC ed RNM.
Una buona raccolta di informazioni dal paziente è utile per scovare eventuali famigliarità od abitudini di vita/lavoro che possono avere interferito sull’udito.
Prevenzione come sempre il nostro obbiettivo e quindi se si dovesse rilevare un calo dell’udito eseguire subito un controllo specialistico, se si lavora in ambiente rumoroso o si hanno passatempi con esposizione a fonti sonore eccessive, usare sempre protezioni (cuffie e tappi).
Ricordarsi anche che privare l’orecchio delle informazioni che provengono dall’ambiente esterno (monopattino, biciclette eccetera con auricolari e musica) mette spesso a rischio l’incolumità.