Il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) di Varese non vive in un vuoto istituzionale. Mentre il Comune ha avviato il suo iter, la Provincia di Varese sta portando avanti la Revisione 2025 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), lo strumento sovracomunale che per legge deve orientare e coordinare le scelte urbanistiche dei Comuni. Il rapporto è gerarchico: Piano regionale (PTR), Piano provinciale (PTCP), Piano comunale (PGT). Questo significa che il PGT dovrà risultare coerente con il PTCP una volta che quest’ultimo verrà adottato. In caso contrario, il Comune sarà tenuto a modificarlo o a motivare puntualmente ogni scostamento, e la Provincia potrà esprimere rilievi formali di compatibilità.
La Revisione 2025 del PTCP introduce indirizzi che possono incidere in modo concreto sulle scelte varesine. Il primo riguarda il consumo di suolo: la Provincia punta a una riduzione ulteriore delle aree edificabili e a una priorità netta per la rigenerazione urbana. Questo potrebbe tradursi in una richiesta di ridimensionamento o stralcio di ambiti di trasformazione ancora “vergini” previsti dal PGT e in regole più stringenti per le espansioni residenziali e i cambi di destinazione d’uso in aree agricole.
Un secondo nodo è la rete verde provinciale. Il PTCP individua corridoi ecologici, ambiti agricoli strategici e connessioni tra parchi, laghi e aree boscate. Su Varese ciò potrebbe significare nuovi vincoli o tutele rafforzate su colline, versanti verdi, sponde del lago e margini urbani, oltre all’obbligo di integrare nel PGT cinture verdi, fasce tampone e compensazioni ambientali più incisive per ogni nuova trasformazione.
Un capitolo particolarmente delicato riguarda Malpensa, indicata dal PTCP come motore di sviluppo territoriale. La Revisione 2025 può e deve ridefinire non solo quanto l’aeroporto può crescere, ma soprattutto dove e a quali condizioni. In questo quadro, borghi storici e aree verdi come Tornavento non possono essere trattati come semplici “riserve di suolo” sacrificabili alla logistica. La Provincia ha gli strumenti per dichiarare ambiti non trasformabili, rafforzare le tutele paesaggistiche e inserire questi luoghi nella rete verde provinciale, rendendo incompatibili nuovi insediamenti industriali o infrastrutturali.
Ma c’è un nodo ancora più profondo, che la Revisione 2025 dovrebbe affrontare apertamente: la capacità della Provincia di Varese di dotarsi di strutture proprie per gestire le iniziative sovracomunali che essa stessa individua. Non basta disegnare reti culturali, infrastrutturali o ambientali se poi la loro gestione viene affidata sistematicamente a soggetti esterni al territorio. È difficile parlare di identità e sviluppo locale quando persino funzioni simboliche come la biblioteca di Varese finiscono sotto la regia di enti fuori dalla città e dalla provincia.
Un piano territoriale serio dovrebbe invece favorire la nascita di consorzi pubblici provinciali, aziende speciali o società miste in grado di governare servizi strategici – dalla cultura alla mobilità, dalla transizione ecologica alla gestione del verde. In altre parole, la Provincia non può rinunciare alla visione necessaria per costruire nuove “mega imprese territoriali” capaci di fornire servizi adeguati ai cittadini e trattenere sul territorio competenze, risorse e capacità progettuale.
In sintesi, il nuovo PGT di Varese e la Revisione 2025 del PTCP non sono due partite separate. Il loro incastro deciderà se la città e l’intera provincia imboccheranno davvero la strada della rigenerazione, della sostenibilità e dell’autonomia territoriale o se resteranno prigioniere di vecchie logiche espansive e di una dipendenza strutturale da decisioni prese altrove. E questa volta non sarà solo una questione tecnica, ma una scelta politica sul futuro del territorio.