Società

REALTÀ PARALLELA

ROBERTO CECCHI - 30/05/2025

Ultimamente, si sente parlare spesso delle nuove e straordinarie capacità di calcolo dei cosiddetti computer quantistici. Di quegli strumenti, cioè, che hanno abbandonato il sistema binario classico dei bit, l’unità d’informazione binaria (cui mi ero appena un po’ affezionato), codificata dai due stati di “aperto” e “chiuso”, indicati convenzionalmente con le cifre 0 e 1. Adesso, abbiamo abbracciato un nuovo paradigma, l’informazione quantistica, il qubit, un sistema basato sullo stato d’instabilità in cui una certa particella si trova. E francamente, con questo nuovo soggetto, non sono riuscito a familiarizzare, perché è difficile provare empatia per qualcosa che sfugge alla comprensione, peggio di un’anguilla. A leggere la storia di come, all’incirca un secolo fa, abbiam cominciato a parlare di “quanti”, lascia stupefatti. Perché si arriva a sostenere che esisterebbero realtà (o non realtà) parallele a quella che siamo abituati a vivere, per cui, una particella può essere, in un certo senso, in più luoghi contemporaneamente (Rovelli 2020).

Inevitabilmente, quindi, di fronte a queste nuove frontiere della fisica, si rimane estraniati. Lo stesso straniamento che si prova ormai, ogni giorno, a sentire le ultime dal mondo. Quelle che stanno accadendo intorno a noi, a Gaza, in Ucraina, negli Stati Uniti. Non sembrano cose reali, ma realtà parallele, raccapriccianti. Viene difficile credere che si tratti di realtà sensibili. Sembrano realtà create artificialmente da qualche mente perversa. La coscienza si rifiuta di accettare che possa essere reale il fatto che una madre palestinese abbia perso nove (nove!) figli in un attimo, qualche giorno fa, sotto un bombardamento israeliano, mentre lei si trovava in ospedale, occupata a prendersi cura di malati e feriti. Non può essere vero. È una realtà parallela

Anche la testimonianza di quest’evento dev’essere una realtà parallela “«Siamo tutti molto scossi. Io non conosco personalmente la dottoressa, non ho avuto modo di incontrarla perché questo ospedale è molto grande e lavoriamo in due sale operatorie non vicine. Ma una mia collega mi ha mostrato il video del recupero dei bambini… Si vedono i soccorritori che tirano fuori quei corpi dalle macerie; carbonizzati, neri, dilaniati. Mi sono fermata un attimo a respirare e ho pensato: cosa sto vedendo…come può una madre sopportare tutto questo?». La voce della dottoressa Tiziana Riggio, 37 anni, chirurgo plastico ricostruttivo, arriva dall’ospedale Nasser di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. E lo stesso ospedale dove lavora Alaa al-Najjar, la pediatra mamma dei nove bambini perduti venerdì mattina sotto le bombe che hanno raso al suolo la sua casa. Lei salvava piccoli di altre famiglie quando qualcuno l’ha chiamata sul cellulare. La voce urlava: «Dottoressa venga subito, ci sono feriti gravi. Sono della sua famiglia» (Corsera 26.5.25).

Il bilancio dei morti della guerra in Ucraina a tre anni dall’inizio del conflitto sarebbe di 719.240 i soldati russi uccisi o feriti. Nel campo ucraino, secondo stime degli alleati occidentali basate su report confidenziali di settembre 2024, sono circa 80mila i soldati di Kiev morti in battaglia dall’inizio della guerra, mentre sarebbero circa 400mila quelli feriti. Cifre, probabilmente, sottostimate. C’è da credere che il bilancio finale supererà i due milioni di vittime. Per che cosa? In questi giorni l’oligarca russo ci ha fatto sapere, di grazia!, che tutto questo servirebbe a creare una zona cuscinetto tra il suo territorio e quello dell’Occidente. In effetti, all’inizio, nel 2022, non aveva parlato di guerra, ma diceva che si trattava solo di un’“operazione speciale”. Molto speciale evidentemente se, per una bizzarria del genere, si spenge brutalmente la vita di tante persone.

Dagli Stati Uniti il nuovo presidente Trump destabilizza il globo. Chiude i rubinetti alla ricerca. Mette la mordacchia alle università. Inizia rivoluzioni economiche che hanno il sapore d’improvvisazioni infantili, che prevedono dazi e destra e a manca, da cui nasceranno problemi di considerevoli dimensioni per tutti, per anni. Sperando che non succeda di peggio. Il comportamento di questo signore, francamente, dev’essere il frutto della parte peggiore dell’intelligenza artificiale. Insomma, son sicuro che prima o poi capirò qualcosina dei quanti, mentre non riuscirò a comprendere quel che sta succedendo adesso, semplicemente perché è incomprensibile. È solo una realtà fantastica, parallela.