Società

OASI DELLO SPIRITO

ANNA MARIA BOTTELLI - 25/09/2026

Chissà se a tutti i nostri concittadini è nota la presenza di “un gioiello particolare”, “una pietra preziosa” incastonata su, su, in alto, tra le rocce del Sacro Monte! Trattasi del Monastero delle Romite Ambrosiane, delle Monache della Madonna del Monte, sempre pronte e disponibili all’ascolto dei pellegrini. Chi sale affannato e bisognoso di cure spirituali, è certo di trovare lassù un aiuto e un sostegno.

Tra le storiche mura le Monache gestiscono un Centro di Spiritualità, un’oasi dove “attingere acqua fresca”, per risanare le ferite dell’anima di chi desidera trascorrere con loro qualche ora o anche qualche giorno in preghiera, in silenzio e in meditazione. Si possono condividere alcuni momenti liturgici nella Chiesa della Trasfigurazione, comunicante con il Monastero e sempre a disposizione degli ospiti per riflessioni personali.

Come le beate Giuliana e Caterina assistevano con carità i pellegrini che giungevano fin lassù stanchi e provati – siamo a metà circa del 1400 – le Monache continuano attualmente con lo stesso spirito di accoglienza ad offrire alle persone la possibilità di un incontro con Dio, attraverso la preghiera. Molto generosamente sostengono che il loro non è solo un “dare” ma anche un “ricevere”, arricchite dalla testimonianza di fede e di amicizia delle persone che a loro si rivolgono.

Conosco da decenni il Centro, per merito di una cara amica divenuta Monaca parecchi anni fa; grazie a lei ne ho incontrate altre che mi hanno sempre saputo trasmettere, con la loro modalità rasserenante, un senso di pace vera e di profonda gratitudine per qualche semplice riconoscimento. Sono tutte molto operose e impegnate in svariati servizi. Il lavoro, riferiscono, “non deve essere considerato come ‘altro’, rispetto alla preghiera, ma in una unità armoniosa nella quale ogni cosa è collocata nel tutto”. Pur essendo per vocazione monache contemplative – ricordiamo che si tratta di un luogo di clausura – sono consapevoli che il lavoro non ne è estraneo, anzi, se vissuto nel giusto modo, è un elemento rinforzante e di sostegno per la preghiera.

L’impegno delle Romite spazia dallo studio della spiritualità ambrosiana, alla coltivazione degli orti dove la natura diventa, sempre a loro dire, scuola di contemplazione e fonte di meditazione. Monache esperte si dedicano al restauro di opere d’arte, altre approfondiscono e studiano la liturgia e il canto ambrosiano. Grazie al latte che producono le loro mucche hanno anche appreso il mestiere del casaro: il loro formaggio, offerto agli ospiti del Centro è una vera leccornia! Sanno abbellire tutta la casa con ordine e sobrietà e con quel tocco di raffinatezza femminile espressa con gentilezza artistica, rendono piacevolmente armonioso il soggiorno.

Le Romite, in quanto ambrosiane, citano spesso Sant’Ambrogio – riconosciuto come maestro per la loro vita cristiana – dai cui scritti scaturiscono per ciascuna indicazioni e valori utili a formare e caratterizzare il loro percorso spirituale: sono principi di un tempo, ma applicabili anche oggigiorno. Un aneddoto simpatico, a proposito di Ambrogio, quando la sorella Marcellina eccedeva nelle veglie e nei digiuni, le suggeriva: “Ciò che vuoi fare a lungo, ogni tanto non farlo” invitando a non esagerare mai in nulla e a nutrire la propria vita cristiana in tante ricchezze diverse. Trattasi di un consiglio di equilibrata saggezza che può valere anche per ciascuno di noi in questo tempo senza misura.

Mi piace concludere con una vera e propria professione di fede, attraverso le parole-testimonianza delle attuali 26 amiche Monache: “…con tutta la bellezza degli atti e dei valori che viviamo, in fondo non sono questi i motivi per cui siamo qui. Se siamo qui, se facciamo questa vita, con le sue gioie e con i suoi sacrifici, è solo per dire a ogni uomo l’assoluto di Dio, per testimoniare che Gesù Cristo è il Signore…Se siamo qui è solo perché Lui, riconosciuto Signore della nostra vita, ha chiesto a noi questa scelta e non un’altra, ci ha chiamate qui.”

E proprio di questi giorni è la notizia che una di loro, dopo quasi nove anni di attenta e accurata formazione religiosa e spirituale, ha emesso i voti della professione perpetua, proprio davanti a quel tabernacolo con la scritta significativa: “E NON VIDERO CHE GESU’”. Anche noi tutti, amici del Centro di Spiritualità, ci uniamo in preghiera per sostenere le Sorelle Romite e, attraverso lo Spirito Santo, chiediamo che continui quella speciale chiamata tra le giovani generazioni, pronte a donarsi con gioia nella vita attiva e contemplativa.