Politica

IDEOLOGIA BRUTALE

GIUSEPPE ADAMOLI - 16/10/2026

Il ministro USA alla guerra Pete Hegseth

Uno dei più stravaganti, o deprimenti, atti dell’Amministrazione Trump fu l’aver cambiato il nome del ministero della Difesa (il famoso Pentagono) in ministero della Guerra. Poco prima Trump aveva nominato come ministro Pete Hegseth, accolto con stupore e diffidenza non solo dai democratici ma anche da una parte non irrilevante dei repubblicani Maga.

Hegseth era stato per dieci anni un giornalista di Fox News, la Tv americana più trumpiana di tutte. Aveva avuto, in un lontano passato, un’esperienza militare di poco conto e poi aveva abbracciato una forma estrema del radicalismo di destra diventandone un instancabile “predicatore”.

Il suo importantissimo incarico era apparso a molti un azzardo: “Durerà poco come tanti ministri del primo mandato di Trump dal 2017al 2021”, aveva pronosticato l’Economist. Errore clamoroso: Trump lo aveva fortemente voluto riconfermandolo anche dopo alcune sue discutibilissime scelte. Tra queste il controllo del testosterone dei soldati, il ridimensionamento degli incarichi alle donne nel suo dipartimento, il licenziamento di decine di generali, ammiragli e altissimi ufficiali sostituendoli, dicono le cronache più affidabili, con personale in linea con il credo ideologico di Trump.

Ricordato tutto questo, la decisione più dirompente del ministro della Guerra è la fucilazione pubblica, il prossimo 3 dicembre davanti ad un plotone di soldati in diretta streaming, di Nidal Hasan, uno psichiatra dell’esercito americano autore del terribile omicidio di una dozzina di militari e condannato a morte.

Neanche a dirlo, quella notizia, “certamente approvata, se non voluta, da Trump”, ha fatto orrore a moltissimi di noi, italiani ed europei. Non succedeva più in America un evento del genere dalla Seconda guerra mondiale. Subito alla mente le antiche parole di Cesare Beccaria: come può uno Stato che condanna il delitto di omicidio usare poi lo stesso metodo per punire i propri cittadini?

Concetti in linea logica espressi dal presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, arcivescovo Paul Stagg Coakley, che ha appreso “con shock e grande dolore” la decisione del Dipartimento della guerra degli Usa. Ha poi più volte ribadito: “Questo ordine è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderato”.

La domanda è come possano gli evangelici del grande Stato americano, in gran parte elettori Maga, non ribellarsi a quegli atti disumani e riempire di voti i candidati repubblicani che li accettano senza fiatare. È questo ciò che preoccupa di più, l’ideologia brutale che prevale sulle ragioni del sentimento umano più basilare e fondamentale del vivere civile.

NdR

Trump ha successivamente fatto marcia indietro: niente fucilazione in diretta streaming. In tal modo “fucilando” Hegseth. Cosa non succede nella democrazia più vecchia del mondo