Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Parole

IL GIRO DELLA SOLIDARIETÀ

MARGHERITA GIROMINI - 10/02/2017

La colonia Sciesopoli nel 1933

La colonia Sciesopoli nel 1933

Giovanni Bloisi, pensionato Enel di Varano Borghi con la passione per la bicicletta, ha deciso di usare la sua due ruote per portare fino in Israele la sua testimonianza su una vicenda legata alla Shoah: un lieto fine dopo tanto orrore, una bella storia di accoglienza e di solidarietà, di calore umano e di affetto fraterno.

Giovanni attraverserà l’Italia per far conoscere, tappa per tappa, l’esperienza di  Sciesopoli realizzata a Selvino, in provincia di Bergamo.

L’atletico Giovanni non è nuovo al ruolo di testimonial. Nel 2011, anno dei festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia, sempre partendo da Varano Borghi, suo paese di adozione, raggiunse Roma attraversando i luoghi della memoria risorgimentale.

La  storia di quest’anno racconta la salvezza, fisica e psicologica, di 800 bambini ebrei, reduci dai campi di concentramento e devastati nel corpo e nello spirito, che negli anni dl 1945 al 1948 furono accolti nella ex Colonia del regime fascista, chiamata Sciesopoli in onore dell’eroe risorgimentale Amatore Sciesa. Sciesa fu colui che, lo abbiamo letto sui sussidiari del passato, agli sgherri austriaci che lo portavano a morte, e che nella speranza che rivelasse i nomi dei compagni lo avevano fatto passare davanti alla propria casa, avrebbe pronunciato la celebre frase “Tirem inanz!”.

Durante il fascismo Sciesopoli era una colonia modello, posta in alta montagna e dotata di piscina, parco, spazi per lo sport. Dopo la Liberazione fu ceduta alla comunità ebraica di Milano che vi ospitò i numerosi bambini sopravvissuti ai lager dl’Europa. Qui arrivarono, nell’arco di tre anni, circa 800 bambini che furono nutriti, istruiti, aiutati ad uscire dallo strazio delle loro esperienze di morte. La quasi totalità di loro raggiunse poi la Palestina, la terra promessa per una nuova vita.

Giovanni attraverserà paesi e città che furono teatro di episodi della Resistenza, si fermerà nei luoghi di detenzione per gli ebrei, i famigerati campi di passaggio prima del viaggio verso i lager; passerà per i campi dell’accoglienza profughi, da Magenta a Selvino, dalle Marche alla Puglia; farà tappa ai musei della persecuzione antiebraica e antifascista, come il Memoriale della Shoah di Milano, di Reggio Emilia, di Fossoli e di altri meno noti.

Il viaggio in bicicletta di Giovanni Bloisi, compreso il passaggio navale da Brindisi, durerà circa quaranta giorni, con percorsi di circa 100 km per tappa. Si concluderà in Israele, a Tze’elim, il kibbutz realizzato dai bambini salvati nella colonia Sciesopoli. Dei tanti di allora oggi ne restano in vita circa sessanta, ormai uomini e donne di ottanta e più anni. Molti di loro vivono in Israele, altri in America.

Giovanni ha presentato il suo progetto a Varese il 7 febbraio; era accompagnato dallo storico milanese Marco Cavallarin, della Comunità Ebraica di Milano.

È qui che abbiamo conosciuto questa vicenda di solidarietà e di accoglienza che nel 1945 coinvolse l’amministrazione comunale della Milano liberata, intenzionata a offrire un minimo risarcimento alla terribile esperienza della deportazione e dell’annientamento di cui furono vittime gli ebrei. Ma anche il paese di Selvino, 1300 anime oggi, fornì un grande aiuto agli 800 bambini scampati alla Shoa, prodigandosi per portare cibo, assistenza, vestiario  e  sostegno umano agli orfani, abbandonati nelle città e nei paesi dell’Europa devastata dalla guerra e salvati dalla Brigata ebraica.

Questa storia stava per essere dimenticata, rimossa per sempre insieme a tante altre, nel tentativo, comprensibile, di cancellare l’orrore non parlandone mai più. Ora la conosciamo grazie a Giovanni Bloisi, 63 anni, nativo di un piccolo paese della provincia di Potenza, atletico ciclista, amante della natura e dei silenzi della montagna, temprato alle fatiche dalla pratica delle due ruote che ha scelto di essere il testimonial della volontà di ritorno alla vita di Sciesopoli, a Selvino, nella Bergamasca, un’ora e mezza di auto da Varese.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login