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Apologie Paradossali

IMPEGNO

COSTANTE PORTATADINO - 09/07/2021

nicora(O) Che fine farà il Ddl Zan? Era proprio necessario che finisse con uno scontro muro-contro-muro? Questo per far fare a Salvini (o alla Chiesa cattolica?) la figura degli integralisti, nemici della libertà sessuale?

(C) Come finirà, non lo so. C’è tempo, anche dopo la calendarizzazione per l’aula e durante la discussione e i voti degli emendamenti e degli articoli, per accettare eventuali correzioni, senza arrivare al voto finale nel clima di “o la va o la spacca”. Non capisco nemmeno se si tratti di una specie di ‘punto d’onore’ o di una affermazione identitaria, cosa ormai rara in partiti ormai pragmatici, come quelli attuali, specialmente se si pensa a M5S, che l’identità non ce l’ha per definizione o al PD che vorrebbe averne una così larga da comprendere anche cattolici democratici tra elettori ed eletti. Fermiamoci qui, attendendo le scelte del Parlamento. Ma non passiamo ‘decisamente ad un altro argomento’, come dicono al telegiornale, perché restiamo nel campo delle scelte politiche dei cattolici, quelle dei criteri per affrontare le elezioni amministrative del prossimo autunno (covid permettendo).

Come molti sanno, nelle chiese di Varese e del decanato è stato reso disponibile un opuscolo del card. Attilio Nicora “CARITÀ E POLITICA, per un servizio dei cristiani alla comunità civile”, a cura del Comitato amici del cardinal Attilio Nicora e del gruppo Lettera alla Città. Si tratta di una riflessione sulla Lettera di s. Paolo a Tito. Scritta nel 1991, ma tuttora attualissima, al punto da apparire profetica. Non entra, ovviamente, nelle tematiche concrete di oggi, ma indica criteri evangelici perenni per tutti i cristiani e specialmente per coloro che accettano di dedicarsi all’impegno politico. È stato scelto questo testo proprio per aiutare tutti, anche i laici, ad una riflessione profonda e preliminare rispetto ai problemi contemporanei, nella convinzione che ciò che afferma s. Paolo: “ È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo …” e tutto quel che segue, aiuti a guidare e sostenere la difficile opera dell’impegno politico a servizio del bene comune, “ Non nell’illusione, scrive Nicora, che dalla politica ci possa venire salvezza… ma nella consapevolezza che il disegno di Dio domanda che le condizioni concrete di vita, in cui questo mistero di libertà dell’uomo deve crescere, siano oggettivamente rispondenti alla sua dignità e più capaci di soccorso alla sua fragilità …”

(O) Il saggio di Nicora verrà presentato al Consiglio Comunale di Varese il 13 luglio; purtroppo non sarà possibile la partecipazione del pubblico, causa restrizioni covid, ma mi sembra già una bella cosa che questo incontro sia una apertura a tutti e non un messaggio preferenziale a determinati soggetti. C’è molto bisogno di un atteggiamento fondato sulle virtù sociali indicate da s. Paolo e magnificamente spiegate da Nicora nel contesto attuale: “non parlar male di nessuno”, “essere non belligeranti”, “essere mansueti,” “mostrare ogni dolcezza verso tutti gli uomini”. Chi non avesse trovato il fascicolo nelle chiese, lo può leggere sul sito internet della Basilica di s. Vittore.

(S) Sì, bello, ma non è proprio quello che sta succedendo. È di martedì 6 luglio la diffusione sui giornali di un sondaggio d’opinione negativo per il sindaco Galimberti e ciò ha dato l’occasione a polemiche astiose da parte dei suoi avversari e a difese altrettanto serrate degli amici. La campagna elettorale, resa lunghissima dal rinvio causa Covid, ha fatto affiorare polemiche astiose persino tra gli alleati. Le belle virtù evocate da san Paolo aprono la strada del paradiso, ma non fanno vincere le elezioni. Almeno, così la pensano i politici di oggi. Piuttosto, prendete in considerazione anche altri documenti, ricchi di spunti concreti e attuali, apparsi in questi giorni. Il più vicino, localmente e temporalmente è quello del coordinamento delle Associazioni, dei Gruppi e dei Movimenti Ecclesiali della Diocesi di Milano, sottoscritto da tutti e quindi rappresentativo delle diverse tendenze e sensibilità ecclesiali presenti in Diocesi.

Questo documento, leggibile sul sito internet della diocesi di Milano, aiuta a fare un passo in avanti, forse non ai partiti e ai loro candidati/e, ma specifica qualche criterio che aiuta a riconoscere, nei programmi futuri e nei comportamenti pregressi di sindaci e di partiti, la rispondenza alle indicazioni fondamentali della dottrina sociale. Il principale lo si evince direttamente dal titolo: TOCCA A NOI, TUTTI INSIEME”, che è una ripresa del discorso del nostro Arcivescovo Delpini per s. Ambrogio 2020. L’avete letto?

(O) Certamente e faccio notare che l’introduzione è proprio nella linea delle indicazioni di Nicora, logicamente in sintesi, perché lo scopo del documento è anche quello di declinare le proposte concrete necessarie per la ripartenza dopo la pandemia.

(S) Ma proprio l’introduzione accenna ad un criterio già più specifico, che voglio evidenziare: “Riteniamo fondamentale rinnovare l’alleanza tra le diverse realtà, pubbliche e private, che animano e governano le comunità cittadine. È questo il momento in cui possiamo sperimentare, proprio a partire dai Comuni, una comunità politica più solidale e fraterna, capace di dare voce e valorizzare il pluralismo sociale di cui è ricco il nostro territorio”, (grassetto mio). Non tutti i partiti e le liste, anche le sedicenti civiche, sono disponibili ad accettare questo criterio come fondamentale. Se passiamo alle proposte sui temi che i sottoscrittori ritengono prioritari tra quelli di competenza comunale, troviamo spunti assai impegnativi e forse difficili da accettare, ora dall’uno, ora dall’altro dei partiti. Per esempio, nel capitolo dedicato al lavoro, troviamo: “… i servizi municipali possono fare rete tra loro, col mondo delle imprese e della cooperazione, con le agenzie per il lavoro e col volontariato sociale … i Comuni possono inoltre mettere a punto misure di incentivazione e de-burocratizzazione per attrarre investimenti produttivi sostenibili …” Passando al capitolo “WELFARE DI COMUNITÀ, SALUTE E ACCOGLIENZA”, tutti saranno d’accordo nel lodare la sanità sul territorio, l’ecologia integrale, ma quanti accetteranno l’accoglienza di chi arriva da terre “ferite da guerre, cambiamenti climatici e povertà” e invece chi accetterà che “ le molte e troppe solitudini della città devono poter trovare risposte vicine e solidali che nascono dalla società civile …” invece di organizzare baracconi burocratizzati da gestire in modo clientelare?

Se poi passiamo al capitolo “EDUCAZIONE, CULTURA E FAMIGLIA” tempo proprio che pochi soggetti saranno d’accordo su tutto o quasi e molti invece su nulla o quasi, se il principio è: “ È un compito irrinunciabile riformulare le politiche comunali relative a educazione, cultura e famiglia, mettendo al centro la famiglia”, in particolare se si tratta di “sostenere la famiglia nell’esercizio della libertà di educazione dei genitori, realizzando convenzioni con le scuole paritarie, abbattendo l’IMU, rimborsando il costo dei libri di testo della secondaria di I° grado e contribuendo per le sue competenze a mettere a disposizione tutti i servizi inderogabili”.

Questo per rendere manifesto il paradosso che più si declina nel concreto il valore irrinunciabile, più diventa difficile mantenere l’unanimità che era facile riconoscere all’inizio del discorso.

(O) Eppure è questo l’essenziale!

(S) Concludo esprimendo il dubbio che nemmeno i signori sottoscrittori del documento dei gruppi cattolici riuscirebbero a mettersi tutti d’accordo su chi, lista o candidato/a in una determinata situazione risponda pienamente a tutti i criteri indicati; sorge l’esigenza che vengano date indicazioni autorevoli e precise o, almeno, che venga dissuasa la partecipazione e il sostegno a quelle proposte politiche che siano carenti sulla maggior parte dei punti critici o, per sottolinearne in modo esclusivo solo alcuni, si presentino come divisive. Altrimenti, il TUTTI INSIEME del titolo, si riduce a un pio desiderio.

(C) Caro Sebastiano, oggi hai avuto molto spazio e lo hai occupato in modo critico, ma positivamente. Credo però che sarai d’accordo anche nel ribadire che i due documenti esaminati (ce ne sono molti altri ricchi di spunti positivi) non sono tuttavia in contraddizione, semmai devono essere letti in sequenza. Rimandano entrambi ad un passo successivo che deve essere compiuto da ciascuna persona nella sua coscienza, ma illuminata dalla Parola, come molto bene ha fatto Nicora, il cui saggio presenta un valore che lo pone sì al principio, non come un inizio che debba essere superato, ma come un fondamento che non può mai essere tolto. Solo così si potrà affrontare tutti insieme il compito che il documento dei gruppi diocesani indica in conclusione: “creare occasioni di formazione all’impegno sociale e politico, favorire le vocazioni alla ‘res publica’ e sostenere il difficile percorso di quegli amministratori che si dimostrino dediti a costruire una città più vivibile, accogliente, giusta ed aperta”.

(O) Onirio Desti (C) Costante (S) Sebastiano Conformi

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