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Attualità

PAZIENZA TERAPEUTICA

ANNA MARIA BOTTELLI - 16/12/2022

bambiniIn Francia la chiamano Grippe, ovvero raucedine, in Italia Influenza, poiché già parecchi anni fa si pensava che un’epidemia in atto in quel tempo fosse causata dall’“influenza degli astri”. Quest’anno l’Australiana – come è definita dal luogo di partenza – è arrivata in anticipo di quasi due mesi, con un’ondata violenta a partire già da novembre.

Pur coinvolgendo persone di qualunque età, l’influenza di questo 2022 è particolarmente aggressiva e ad alta diffusibilità tra i più piccoli, quelli in età prescolare, che frequentano Nidi e Scuole materne. Sono i più indifesi per mancanza di precedenti esperienze immunologiche, per cui un semplice raffreddore si complica con tosse, febbre elevata (39-40°C), disappetenza e/o vomito e diarrea. Tra le diverse cause anche i virus parainfluenzali, il respiratorio sinciziale – tipico della bronchiolite tra i lattanti – e i coronavirus umani, alla base del raffreddore e noti da oltre cento anni.

InfluNet, la rete nazionale di sorveglianza epidemiologica coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità con il sostegno del Ministero della Salute, riferisce che nella fascia di età 0-5 anni vi è stato un notevole incremento, a partire dalla seconda settimana di novembre, fino ai circa 40 casi attuali su mille assistiti.

La febbre nel bambino da sempre spaventa i genitori, pur consapevoli a volte che si tratti di un sintomo-difesa. Può durare 3-4 giorni e va trattata solo con antipiretici, se uguale o superiore a 38.5°C. Un presidio terapeutico utile per tutti si chiama “pazienza”, in quanto non esiste una bacchetta magica che sappia risolvere velocemente l’influenza o gli episodi febbrili in genere. Tuttavia pur senza lasciarsi prendere dalla “fobia della febbre”, il bambino, quanto più è piccolo, (soprattutto lattanti di età inferiore ai 3-6 mesi) deve essere attentamente monitorato dal medico.

Terapie utili sono quelle per la sintomatologia respiratoria, i cosiddetti “sintomatici” per rinite e tosse. Si sconsiglia l’uso immediato di antibiotici, da utilizzare invece solo nel caso di complicanze batteriche, quali bronchite, polmonite, otite, miocardite, etc. Tali quadri clinici sono frequenti in soggetti – bambini e adulti – affetti da malattie croniche, di tipo cardiopolmonare, renale, epatico, neurologico, o immunocompromessi.

Come prevenire allora l’influenza e le sue complicanze? Sono sempre validi i vecchi consigli: lavare frequentemente le mani, evitare di toccarsi naso, bocca, occhi dopo un colpo di tosse o uno starnuto, non frequentare luoghi affollati, arieggiare i locali dove si vive. Con il mantenimento dell’uso delle mascherine, si tratta dei dispositivi di protezione individuale, già diffusi per il Covid.

La misura preventiva basilare resta la vaccinazione antinfluenzale anche tra i bambini, a partire dai 6 mesi di vita. Il tipo di vaccino “tradizionale” è un quadrivalente con virus frammentati e inattivati, somministrabile per via intramuscolare. Esiste ora un tipo nuovo – spray intranasale – sempre quadrivalente, con microrganismi vivi, ma resi innocui.

Qualora i piccoli avessero contratto l’influenza si consiglia un’alimentazione ricca di frutta e verdura che garantisca un buon apporto naturale di Vit.C e abbondante somministrazione di liquidi, integrati con sali minerali in presenza di diarrea. Evitare poi di forzare i tempi di convalescenza.

Alcuni si chiedono come poter differenziare la sintomatologia quando sono presenti similmente febbre, mal di gola, dolori muscoloscheletrici, tosse, rinite. Influenza o Covid? Un test diagnostico – il tampone ormai a tutti noto – può orientare verso il Covid o non, insieme al dato epidemiologico del pregresso contatto con soggetti affetti. La sintomatologia decisamente ora più blanda come espressività insieme a una minor durata può escludere l’influenza. Quest’ultima esordisce in modo acuto a pochi giorni dal contagio rispetto al Covid, che può manifestarsi anche due settimane dopo.

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