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I DOCENTI, INNANZITUTTO

MARGHERITA GIROMINI - 16/06/2023

sportelloAumentano le situazioni di grave disagio nelle scuole e da più parti è stata invocata come rimedio centrale la presenza di un maggior numero di psicologi negli istituti scolastici.

Da anni lo psicologo è una figura presente soprattutto nella secondaria di primo e secondo grado. Al momento la sua funzione è consentita nell’ambito di progetti messi in atto con l’autonomia scolastica.

Retribuito con fondi dell’istituto opera in uno spazio solitamente denominato “sportello psicologico”. Riconosciamo l’importanza di questo servizio destinato agli utenti della scuola, studenti, professori, famiglie. E ne sottolineiamo il valore di luogo riservato a un libero dialogo, soprattutto per i ragazzi che ne chiedono l’accesso.

Ma a me sorge qualche perplessità sulla proposta di estendere il numero degli psicologi con la prospettiva di stabilizzarne la figura negli organici del personale. Davvero la scuola ha più bisogno di psicologi anziché di più docenti? Eppure la scuola è il sistema educativo più potente dopo la famiglia e dunque sono i docenti i referenti degli studenti in formazione. Istruzione ed educazione sono un binomio inscindibile, anzi sono le due facce della medesima medaglia affidate agli insegnanti.

Chiede più psicologi in primis il ministro Valditara, a seguito della violenta aggressione a una docente da parte di uno studente problematico. Ha promesso di istituire quanto prima un servizio stabile di consulenza psicologica nelle scuole che ponga rimedio all’emergenza dovuta alla crescita di atti violenti. Concordiamo con lui sull’urgenza di sostenere con aiuti specifici i ragazzi fragili o border line e di fornire supporto ai docenti alle prese con gli eccessi del bullismo e con le violente intemperanze di soggetti disadattati.

Ma vorremmo avanzare qualche riflessione.

Intanto si potenzino con ulteriori fondi gli sportelli già funzionanti, si metta in campo una ricerca approfondita sui problemi della scuola, si individuino risposte di più ampio respiro. Analizzando il primo report sull’attività degli Psicologi scolastici, realizzato su incarico dell’Ordine degli Psicologi, si colgono almeno due elementi significativi: il numero di accessi, elevato, e le ragioni che della richiesta di aiuto. L’80% degli studenti ha dichiarato di sentire il bisogno di ricevere “ascolto e sostegno”.

Che la scuola stia vivendo anni complessi e duri è noto e che la comunicazione intergenerazionale mostri difficoltà, pure. La scuola è il collettore istituzionale di molte delle istanze provenienti dalla società: al suo interno emergono le carenze socio culturali delle fasce più deboli del Paese e le problematiche legate al crescente disagio giovanile. A chi lavora a diretto contatto con gli studenti, gli insegnanti, vengono richieste elevate competenze disciplinari, psicologiche e pedagogiche, ma anche una forte motivazione, una particolare sensibilità e buone capacità relazionali.

I primi e più autorevoli referenti degli studenti a mio parere sono i docenti, non gli psicologi. Sarebbe giusto che fossero sostenuti da una preparazione approfondita, aggiornati, meglio retribuiti; che il loro ruolo sociale fosse riconosciuto in primis da un’amministrazione più lungimirante; che fossero considerati le colonne portanti dell’educazione extra familiare. Che gli psicologi scolastici fossero più vicini ai docenti nella ricerca di più efficaci strumenti per affrontare la complessità del compito educativo.

Inoltre, se si passano in rassegna le necessità del sistema scuola si ha un’idea più precisa di ciò che possa potenziare l’intero sistema scolastico: ridurre il numero di studenti per classe; rifornire aule e laboratori di materiali e di strumenti moderni e le biblioteche di libri e di ebook recenti; mettere in sicurezza gli edifici scolastici; ridurre la burocrazia che assilla gli insegnanti con l’attuale eccesso di compilazioni di moduli, schede, osservazioni minuziose che nessuno leggerà mai.

E ancora uno tra i tanti bisogni a cui fornire risposte: aggiornare i docenti nelle metodologie più attive e interattive che amplino la didattica quotidiana oltre le consuete lezioni frontali. Quanto ho scritto, in ogni caso, mantiene intatta la stima e la riconoscenza per gli psicologi e la loro preziosa funzione nella complessa società dei nostri giorni.

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