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Lettere

BUONA SANITÀ

- 18/11/2012

Egregio direttore

intendo esprimere i miei più sinceri ringraziamenti al personale tutto della Divisione di Chirurgia Generale dell’ Ospedale di Circolo di Busto Arsizio diretta  magistralmente dal Prof. Francesco Zurleni. Nel periodo della mia permanenza presso tale reparto (50 giorni in tutto) ho avuto modo di apprezzare l’altissima professionalità, l’efficienza, la gentilezza e la disponibilità dei professionisti   considerando  che in tale periodo l’organico appariva un po’ ridotto, ed è proprio questo che fa loro onore, poiché riescono a gestire anche queste situazioni con determinazione e grande senso di responsabilità.

Il paziente che arriva in reparto con le sue emozioni, paure, preoccupazioni, qui si sente accolto, rispettato nella sua dignità, e curato con grande dedizione; i medici garantiscono una presenza impegnata dal mattino fino alla sera alle 20.00 e a volte anche oltre (mi è capitato di vedere il primario anche alle 22.00) e gli infermieri si avvicendano nei loro turni con il passaggio di consegne, in modo che, grazie ad un’azione coordinata e ben organizzata, tutti conoscono la situazione di ogni paziente, ora per ora. Se penso ad altre realtà, questa sembra “L’isola che non c’è”, per dirla alla Peter Pan. Ma è la realtà che Busto può vantare, e che intendo rendere nota come elemento di fiducia e di speranza per chi debba aver bisogno d’intervento, e per encomiare il reparto come un vero centro di eccellenza.  Devo altresì elogiare l’operato del Prof. Giordano Bernasconi, Primario di Medicina ad indirizzo gastroenterologico  e della dott. Barbara Nardo, che segue i pazienti con affetto e grande preparazione professionale.

E a Busto non si sottovaluta l’aspetto dello spirito, infatti Don Peppino è una presenza discreta e confortante, figura paterna, cara a chi ha la fortuna di conoscerlo.

In questi giorni si sente parlare di tagli alla sanità, diminuzione di posti letto, e del personale medico  ed infermieristico, e mi sorge una preoccupazione:  amministratori e politici sapranno riconoscere la qualità e la professionalità degli operatori come preziose risorse che la sanità lombarda può vantare, non se le farà scappare all’ estero?

Vivien Bernasconi

 

 

 

 

 

 

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