Fare l’università conviene. Farla a Varese o a Castellanza conviene ancora di più. Lo dimostra l’University Report 2024 dell’Osservatorio Job Pricing, che ha analizzato gli stipendi medi dei laureati italiani in relazione al corso di laurea e all’ateneo frequentato.
Ebbene l’Università dell’Insubria, con 37mila e la Liuc di Castellanza con poco più di 36mila euro sono al terzo e quarto posto nella classifica dei redditi annui lordi dei laureati nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni. Ai primi posti, potremmo dire ovviamente, la Bocconi e il Politecnico di Milano, ma gli atenei varesini superano di slancio il Politecnico di Bari, lo Iulm (Libera università di lingue e comunicazione) di Milano, l’Università di Verona, il Politecnico di Torino e l’Alma mater studiorum di Bologna.
Investire nella propria formazione costituisce quindi un importante valore aggiunto poter accedere alle migliori opportunità di impiego. Lo dimostrano anche le indagini che annualmente vengono realizzate dal Consorzio interuniversitario Almalaurea, indagini che dimostrano come oltre il 90% dei laureati hanno un posto di lavoro entro cinque anni.
Ma per le Università varesine i dati sono ancora più buoni. Sono in media due i mesi di attesa dalla data di laurea alla Liuc per inserirsi nel mondo del lavoro. A un anno dalla laurea magistrale, l’88,1% dei laureati in Economia ha un’occupazione, mentre si sale al 95,2% per i laureati in Ingegneria. Il dato complessivo per Liuc ad un anno dal conseguimento del titolo è pari all’88,6% degli occupati, a fronte di una media delle 80 università AlmaLaurea del 78,6%.
Per l’Insubria il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello a un anno dal conseguimento del titolo è dell’83,8%, una percentuale che sale al 91,7% a cinque anni.
A livello nazionale purtroppo i dati non sono altrettanto buoni. Basti pensare che solo il 31,6% della popolazione tra i 25 e i 34 anni ha conseguito una laurea, una percentuale pone l’Italia nelle ultime posizioni in Europa, superando soltanto la Romania.
La percentuale di laureati in provincia di Varese è del 35,6%, superiore alla media italiana di 4 punti percentuali. Questo dato evidenzia un trend positivo nel numero di giovani varesini che conseguono la laurea, con una crescita del 12% negli ultimi cinque anni.
Quali sono i motivi alla base di questi risultati positivi? Innanzitutto, le buone università che vengono “rifornite” da altrettanto buone scuole superiori. Un merito va anche alle capacità e all’impegno degli studenti che arrivano a piani alti dell’istruzione con una solida preparazione di base. I corsi universitari poi si rivelano adatti alle necessità del tessuto economico della provincia con una strategia che punta non solo a formare delle competenze, ma anche ad avere un approccio multidisciplinare. Il territorio, infine, si presenta competitivo e dinamico, con imprese aperte all’innovazione.