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Attualità

PARCHEGGIO: RISCHI E RISPARMI

SERGIO REDAELLI - 31/01/2014

Il degrado della ex pizzeria vista dal retro

Proviamo a fare due conti. Quanto costerebbe comprare l’area dell’ex pizzeria alla Prima Cappella per farne un parcheggio con l’eventuale autorizzazione, si capisce, della Soprintendenza? Se prendiamo come termine di paragone i tre milioni di euro che, al momento, verrebbe a costare il progetto sposato dal Comune utilizzando il terreno in via del Santuario, virare sull’alternativa dell’ex pizzeria sarebbe un affare. Costerebbe la metà e, soprattutto, eviterebbe di sbancare la roccia con cartucce esplosive pericolosamente vicino alla chiesetta dell’Immacolata costruita nel 1604 dall’architetto Bernascone. È meglio non rischiare, no?

Il calcolo è presto fatto. Il Comune è disposto a pagare 340mila euro agli imprenditori Malnati e Zamparini per acquisire 1500 metri quadrati dove costruire novanta posti-auto interrati distribuiti su due piani. Applicando lo stesso parametro al vicino terreno di tremila mq dell’ex pizzeria (340mila euro diviso 1500 mq = 226 euro, moltiplicati per 3000 mq) si arriverebbe al valore di 680 mila euro. Aggiungiamoci i costi per abbattere l’immobile (sempre ipotizzando che la Soprintendenza lo consenta) e si arriva, largheggiando, a un milione di euro. Mettiamoci in più la sistemazione degli accessi, la costruzione dei bagni e si sale a un milione e mezzo.

È, in ogni caso, la metà dell’altro preventivo, senza contare ulteriori possibili lievitazioni dei costi a carico del progetto comunale, per evitare danni al patrimonio d’arte con l’uso di esplosivi. Il terreno dell’ex pizzeria è in vendita. Abbiamo già detto in un precedente articolo che la società proprietaria del terreno, il gruppo varesino Fim, ha pronto un piano immobiliare (visitabile sul sito www.fimgroup.eu Italia, progetti futuri, Sacro Monte) che risale a quattro anni fa, ma è disposta a vendere l’area, con o senza il progetto residenziale. Sul cancello che delimita l’ingresso di fianco all’Arco del Rosario campeggia infatti il cartello “Vendesi”.

In azienda spiegano che non si tratta di una contraddizione, il progetto immobiliare è ancora valido ma questo non significa che, trovando un acquirente, il terreno non si possa vendere. La Fim è concentrata in questo momento sui Giardini Sospesi (sta consegnando gli appartamenti e manca solo il quarto lotto dove è ancora aperto il cantiere) e non vuole aprire nuovi fronti operativi. Ma nessun privato comprerebbe il terreno per farne un parcheggio per la semplice ragione che l’investimento non sarebbe redditizio. Tutti coloro che hanno finora mostrato interesse a quel lotto erano interessati anche al progetto immobiliare.

In alternativa alla destinazione residenziale si potrebbe farne un centro benessere o un nuovo ristorante con la stessa volumetria, senza mettere altro cemento e tanto meno immobilizzare l’area per farne un parcheggio: non un privato, questo è pacifico, ma un ente pubblico perché no? Magari un pool formato dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione che, in mancanza di altre superfici idonee per realizzare il parcheggio ai piedi della Via Sacra, potrebbe acquisire l’area dell’ex pizzeria; evitando così di scavare due piani sottoterra a venti metri da un gioiello del ‘600, spendendo due volte tanto.

Comune, Provincia e Regione potrebbero farsi interpreti dell’ansia dei cittadini preoccupati dall’eventualità che si aprano crepe nei muri della chiesetta, più che dalla vista di eventuali auto parcheggiate, peraltro occultabile con una fitta “siepe” di verde. Il progetto della Fim di rifare l’edificio dell’ex pizzeria dimostra che lo stabile così com’è non è utilizzabile. Costruire un altro immobile con qualunque finalità è pur sempre costruire, se nessuno compra (e finora nessuno ha comprato) è perché forse ci sono problemi connessi alla tutela del Parco, della Soprintendenza e ai costi.

Allora, se il Comune scarta anche piazza Montanari e il Vellone, perché non pensare al parcheggio?

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