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Ambiente

LAGO, LA PROPOSTA DIMENTICATA

CARLO MARCHI - 24/10/2014

lagoCi sono occasioni in cui si capisce perché spesso in Italia si finisce con il rimanere fermi rispetto al futuro che corre. Questo pensiero mi è venuto in mente riguardo ad un ormai cinquantennale problema che regolarmente si presenta ad ogni nuova Amministrazione Provinciale: l’inquinamento del lago di Varese e le possibili soluzioni di bonifica. Fino ad ora si sono realizzate idee più o meno giuste, ci sono state proposte più o meno fantasiose, ma il problema è rimasto.

Come già avevo indicato in un mio precedente scritto alcuni anni or sono, giusto è stato fare il collettore ed il depuratore, anche se si potevano realizzare più proiettati al futuro, prevedendo un notevole incremento di popolazione ed evitando di introdurre anche le acque chiare, dove dovevano essere incanalate solo quelle scure. Giusto, ma realizzato male, il prelievo delle acque profonde. Fatto male perché l’ipolimnio era scaricato tale e quale nel Bardello, con disagio per tutti coloro che dovevano subirne le conseguenze. Totalmente inutile e costosa l’ossigenazione.

Successivamente ci sono state varie proposte avveniristiche o fantasiose come il potenzialmente deleterio Phoslok, l’abbassamento del lago, il dragaggio… Il problema fondamentale che affligge il nostro bacino è che si continua a sporcarlo con gli scarichi abusivi e con gli scolmatori del collettore, troppo riempito dalle abbondanti piogge, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.

Finalmente sembra che i Sindaci dei vari Comuni interessati si siano accordati per fare pressione allo scopo di ottenere di migliorare il sistema idraulico. Ma per tutto lo sporco che giace sul fondo del lago che fare? La proposta più ricorrente è quella di tornare a fare la raccolta dell’ipolimnio, ovviamente depurando le acque sporche raccolte. Questa soluzione, pur valida, ha un certo numero di problemi: bisogna rifare la tubazione di raccolta, bisogna fare un nuovo depuratore, e poi i tempi di successo sono molto lunghi, decenni.

Tra le proposte innovative, ne era stata fatta una che non è mai stata nemmeno presa in considerazione, anzi irrisa come idea pazza, e che invece risolverebbe tanti problemi che tutte le altre si portano con sé. Per brevità non sto qui a descrivere nei particolari il progetto, ma per sommi capi si tratterebbe di aspirare su delle chiatte i fanghi con un sistema di pompe, di centrifugarli e separare la fase solida da quella liquida, e quindi smaltire il solido con un impianto di tipo già realizzato in Italia. I vantaggi del metodo sarebbero molti: non ci sarebbero sistemi fissi nel lago, è modulare e quindi si potrebbe, a seconda dei mezzi economici a disposizione, decidere in quanto tempo finire l’opera di pulizia, si potrebbe spostare la(le) chiatta dove si vuole secondo necessità, è sicuramente il più economico ed il meno invasivo, si eliminerebbero tutti gli inquinanti del fondo ed infine si potrebbe realizzare in tempi brevi, magari agendo in contemporanea con la sistemazione idrogeologica.

Questo progetto è stato presentato a tutti i soggetti potenzialmente interessati, ma non c’è mai stato nessuno, ma proprio nessuno, che si sia preoccupato di approfondire la fattibilità ed efficacia del sistema. Non che io sia sicuro al 100% che funzioni come da progetto, ma considerati i soldi buttati via in sperimentazioni non solo inutili ma anzi deleterie, almeno prenderlo in considerazione mi sembra che sia quanto meno doveroso.

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