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Apologie Paradossali

PRESIDENTE VOTATO DAI CITTADINI

COSTANTE PORTATADINO - 30/01/2015

elezioni“Scrivi qualcosa anche tu sull’elezione del Presidente. Facci un pronostico o spiffera un’indiscrezione dei tuoi amici altolocati”. Conformi e Desti sono pericolosi, quando intervengono all’unisono.

“Nnnnh, no, non ne ho, non so niente”.

“Non ci credo – insiste Sebastiano – se non lo sai, lo puoi indovinare, il nome del Nazareno”.

“Nazareno, ce n’è uno solo e non è candidabile, non ha compiuto i cinquant’anni. Forse non c’è nemmeno quel nome; se c’è, lo conoscono solo due persone e hanno deciso di tenerlo ben segreto, altrimenti non si spiegherebbe questa stranezza di votare scheda bianca per i primi tre scrutini”.

“Temono di bruciarlo?”

“Soprattutto di bruciarsi, loro. I numeri li avrebbero, per fare eleggere un candidato ‘serio’ al primo scrutinio, pur scontando un certo numero di dissensi. È successo con Cossiga e con Ciampi. A me piacerebbe proprio che succedesse anche questa volta, sarebbe il segno di un possibile livello di collaborazione, di un inizio di quello che a me piace chiamare conciliazione. Esulterei di gioia, pur sapendo di aver scritto un articolo inutile per RMFonline”.

“Quindi sei pessimista”.

“Ho appena imparato una simpatica definizione di ‘pessimista’: un ‘ottimista ben informato’. Ma forse esagero in autostima, ho appena scritto che l’esagerazione è una malattia del nostro tempo. Dico solo che con la rinuncia di Napolitano abbiamo finito la scorta di bende e di cerotti e che un’altra elezione ‘strascicata’ farebbe danni grossi non solo al governo e ai maggiori partiti. Temo problemi per l’Italia e persino per l’Europa. Un segnale d’instabilità in Italia sarebbe più pesante per l’UE della vittoria di Syriza in Grecia”.

“Questo significa che il quarto scrutinio non può essere fatto fallire”. Il tono di Onirio da curioso si è fatto implorante.

“Sì, eleggere al quarto scrutinio è come vincere ai tempi supplementari, dopo aver fatto catenaccio e aver subito la pressione degli avversari. Immagino i lazzi dei superstiti cinquestellini, che spareranno i loro voti su un candidato/a del PD per tre votazioni, magari allo scopo di mostrare che su quel nome, ove il PD fosse compatto, ci sarebbero voti sufficienti senza quelli del Nazareno. Dal quinto scrutinio in poi cominciano i rigori a oltranza… chissà come va a finire, non ci sono più scappatoie e la ritirata sul Piave-Napolitano non è più possibile”.

“ Però – Onirio Desti sembra rianimarsi – le elezioni controverse sembrano piuttosto seguire i tempi difficili, non causarli. Pensa all’elezione di Pertini, dopo l’assassinio di Moro e le dimissioni di Leone, dovute al caso Lockeed, all’elezione di Scalfaro, nella crisi della Prima Repubblica e dopo l’assassinio di Falcone, le due elezioni di Napolitano dopo risicate vittorie elettorali del PD, ingigantite nei numeri degli eletti solo dai perversi effetti del Porcellum. Oggi non è così, i sondaggi danno ancora credito al PD di Renzi, lo spread è basso, la BCE sostiene l’economia. Le riforme vanno avanti, seppure a strappi e se proprio non si afferma la tua conciliazione, almeno un po’ di collaborazione si vede. Possiamo contare che, come per le elezioni di Cossiga e di Ciampi, avvenute al primo turno, precedute e seguite da tempi relativamente calmi e favorevoli, accada così anche sabato”.

“Sinceramente lo spero, qualsiasi persona venga eletta. Se lo spirito sarà quello della collaborazione, questo articolo, pubblicato quasi in contemporanea all’elezione, valga fin d’ora come epinicio”.

“Ma il nome non te lo vuoi proprio giocare!” insiste Sebastiano.

“Se solo avessi una ragionevole previsione, me la giocherei con i bookmaker inglesi. Ma se devo concludere con una sparata proprio forte, devo dire che spero, contro ogni speranza, che sia l’ultima elezione indiretta del Capo dello Stato. Visti i poteri (quasi) immensi del Presidente e la diffusa ostilità alla partitocrazia (e più ancora alle liti interne ai partiti), rimettere ai cittadini tutti, non solo ai frequentatori di internet, l’elezione presidenziale, mi sembra una medicina indispensabile, ancorché blanda. Non mi affannerei nemmeno a parlare di repubblica presidenziale o ad ampliare di una virgola gli attuali poteri, per non allarmare i soliti timorosi di rigurgiti neoautoritari”.

“Stavolta sei tu che sogni ad occhi aperti!” Onirio Desti è categorico. Sebastiano Conformi annuisce. Loro all’unisono, io stonato dalla nascita, perciò fuori dal coro.

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