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Attualità

L’INFORMATICA A SCUOLA

ARTURO BORTOLUZZI - 06/03/2015

InformaticaAnche gli uffici delle scuole di Varese potranno avere l’adsl grazie a un intervento comunale? Parrebbe.

Per avere una risposta chiara ho scritto al sindaco del comune di Varese sottoponendo alla sua attenzione la delibera della Corte dei Conti Toscana del 7 gennaio che ho letto sul Il Sole 24 Ore e che ho ragione di pensare possa essere estesa anche al nostro Comune.

È stato il sindaco del comune di Camaiore a porre la questione dinanzi ai giudici contabili. Nello specifico, il primo cittadino del comune toscano aveva chiesto se le spese per le linee adsl a uso amministrativo degli istituti comprensivi e dei singoli plessi scolastici rientrassero tra gli oneri per l’installazione degli impianti e il pagamento dei relativi canoni che, ai sensi dell’articolo 3 della legge 23/1996 (Norme per l’edilizia scolastica), sono a carico dell’ente locale. I giudici contabili hanno dato una risposta positiva al quesito.

Innanzitutto, la Corte ricorda che in base alla disposizione richiamata dal sindaco «sono a carico dei Comuni gli interventi in favore degli edifici da destinare a scuole materne, elementari e medie, mentre spettano alle Province quelli per gli edifici da destinare a sede di istituti e scuole di istruzione secondaria superiore». Ciò posto, i giudici richiamano, in primo luogo, alcune disposizioni del D.lgs. 297/1994 (testo unico in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado), in particolare l’articolo 190 che in tema di gestione e manutenzione degli edifici scolastici, prevede l’obbligo dei Comuni di sostenere le spese per il servizio telefonico «nel quale deve intendersi oggi compreso l’accesso alla rete Internet mediante la tecnologia adsl». In secondo luogo, la Corte richiama anche l’articolo 3 della legge 23/1996, menzionato nel quesito, che conferma l’onere per gli Enti locali facendo riferimento a “spese varie di ufficio”, ovvero tutte quelle voci di spesa che servono per garantire il funzionamento di una scuola, tra cui si può far rientrare la linea per l’accesso a Internet.

La ragione alla base della delibera è assolutamente condivisibile: diamo ai giovani gli strumenti più efficaci a disposizione della collettività per poter istruirsi, pienamente informarsi e crescere al pari di altri giovani dei territori più organizzati del mondo. Saranno gli insegnanti a evitare un uso distorto ovvero dispendioso dello strumento informatico.

La giurisprudenza, sia amministrativa sia ordinaria, è del resto concorde nel ritenere, pur da diversi punti di vista, che rientrano fra le spese d’ufficio poste a carico degli enti locali tutte le spese – fra le quali non possono mancare quelle per i servizi telefonici – necessarie ad assicurare il normale funzionamento delle scuole (Cons. Stato, ad. gen., 25 ottobre 1978, n. 1527/77; Cons. Stato, par. 25 settembre 1996, n. 1784) e che la citata I. n. 23/1996 fa gravare sui comuni – per quanto qui interessa – gli oneri, fra i quali quelli relativi alle utenze telefoniche, attinenti all’effettivo uso degli edifici scolastici (Cass., sez. trib., 1 settembre 2004, n. 17617).

In secondo luogo (sempre chiaramente che abbia dato assenso al mio punto di vista), ho proposto al sindaco di organizzare un incontro con i direttori delle scuole di cui il Comune di Varese è competente per poterli informare sui nuovi strumenti per loro fruibili e sugli scopi perseguibili attraverso il mezzo informatico.

 

 

 

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