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Opinioni

NO ALLO SPRECO

ALESSANDRO CECCOLI - 16/09/2016

La presentazione del progetto stazioni alla Fiera di Varese

La presentazione del progetto stazioni alla Fiera di Varese

Il ritorno dalle vacanze è un po’ come l’inizio d’anno, quando si stila l’elenco dei buoni propositi; e tra i buoni propositi perché non inserire l’impegno a valutare con attenzione i nuovi investimenti. Se i conti non tornano nella nostra Italia fatta di Regioni, Comuni e altri Enti è un po’ colpa nostra, del nostro disinteresse a seguire e controllare l’attività dei nostri eletti.  Ed è questa nostra disattenzione che ci fa facilmente ingannare dalla politica in stile mediterraneo delle frasi ad effetto del tipo: “I soldi ci sono”.

No, i soldi non ci sono, purtroppo non ci sono. Bisogna che lo imprimiamo a caratteri cubitali nella nostra testa.

Nel noto libro “David Copperfield” di Charles Dickens uno dei personaggi, Mister Micaweber, ci dà un’indimenticabile piccola lezione di economia: “Reddito annuo venti sterline, spesa annua diciannove sterline e sei scellini: risultato felicità. Reddito annuo venti sterline, spese annua venti sterline e sei scellini: risultato miseria”.  Se per un minimo sbilancio tra entrate e uscite si crea una situazione di miseria cosa dire dei nostri buchi di bilancio? E del debito che oggi sfiora i 2.341 miliardi; 37.479 euro per persona, neonati compresi? Si potrà sempre dire che essendo per la maggior parte contratto in Italia il problema è relativo, basta rifarsi sui risparmi dei cittadini.  D’altra parte la storia economica insegna che senza investimenti – soldi –  non c’è crescita e l’Italia, che viene da una stagione di tagli, ne ha veramente fame, dunque c’è bisogno spendere.

Allora come fare?

La prima cosa da fare è sgombrare il campo dalla menzogna sui capitali disponibili, avendo ben chiaro che sono soldi presi a debito; poi concentrarsi sugli investimenti produttivi, quelli che creano, anche solo a medio termine, ricchezza.  Ciò significa essere responsabili, anche a livello locale, abbandonare le varie le assurdità come la funicolare Sacro Monte costata 6,5 milioni di spesa e circa 150.000 euro di perdite annuali di gestione, per concentrarci su ciò che realmente serve. Percorso difficile, poiché in genere alla politica interessa molto di più il comunicare, che fare i conti.

Veniamo ora al bando di 500 milioni messi a disposizione dallo Stato centrale per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, cui Varese giustamente aspira, per una quota parte, con il progetto delle Stazioni;  indubbiamente un progetto libero degli accenni di megalomania caratterizzanti la scorsa amministrazione ma meritevole anche di riflessioni, approfondimenti e contributi da parte degli architetti e urbanisti locali.

Sarà perché siamo rimasti sconcertati dall’attitudine alla superficialità delle passate amministrazioni, ma sentiamo il bisogno che si chiariscano tutti gli aspetti del problema come quello del finanziamenti dell’opera. Nello specifico in quale bilancio verranno registrati il debito e i costi degli interessi: se a pagare sarà lo Stato centrale – tutti gli italiani – oppure il Comune di Varese, cioè i cittadini della città giardino. Nel secondo caso è indispensabile sapere se continuerà l’investimento di Piazza Repubblica con ulteriore aggravi del bilancio comunale, e poi se sono state pensate clausole di copertura da sforamenti dei costi in fase di realizzazione.

Facciamo in modo che quest’inizio di settembre non sia foriero solo di buoni propositi, ma soprattutto di un cambio di cultura dello spreco, che ci faccia concentrare sui bisogni essenziali della cittadinanza e sugli investimenti veramente utili, quelli che creano benessere e ricchezza.

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