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Cultura

GLI ANZIANI E L’ARCIMBOLDO

SERGIO REDAELLI - 07/10/2016

Le statue di Ferretti all’Expo 2015

Le statue di Ferretti all’Expo 2015

“Troppo spesso gli amministratori pubblici smantellano o lasciano inutilizzati edifici e strutture realizzati con le risorse dei contribuenti” denuncia un attento lettore della Prealpina, Domenico De Maria, giustamente preoccupato che l’area occupata dall’Expo di Milano 2015 finisca nel vortice di qualche spreco all’italiana. Ma il suo grido d’allarme viene per una volta smentito dall’Asfarm di Induno Olona, l’azienda partecipata che gestisce la farmacia e vari servizi del paese, cui si deve un’idea originale: ha acquistato le statue dei “portatori di cibo” che accoglievano il pubblico all’Expo e le ha riutilizzate nel parco della casa di riposo di Induno.

Il direttore Cesare Cappella – da cui dipendono 145 anziani (molti dei quali visitarono a suo tempo l’esposizione internazionale restandone conquistati) – si è assicurato a mille euro ciascuna sei delle ventidue statue, alte tre metri e mezzo, che l’artista Dante Ferretti aveva realizzato per la rassegna milanese ispirandosi ai ritratti dell’Arcimboldo, il pittore celebre per le caricature burlesche che realizzava dipingendo fiori, frutta, verdure, pesci, uccelli ed altri “insoliti” soggetti a cui dava connotati umani.

Le statue sono ora collocate tra le panchine e i roseti nel Parco delle Rivette, uno dei più fioriti angoli del Varesotto, proprio davanti alla casa di riposo di Induno. Un richiamo storico giustifica l’iniziativa del direttore: la famiglia dell’Arcimboldo fu feudataria di gran parte della Valceresio a partire dal 1484, quando il duca di Milano Gian Galeazzo Sforza le conferì l’investitura con “franchigie, regalie, onorari, entrate e liberalità…” come usava all’epoca. Tanto che la strada per la chiesa di San Vittore e per il battistero di Arcisate è intitolata alla famiglia Arcimboldi.

Il feudo comprendeva tutta la valle con l’esclusione di Brusimpiano, Besano, parte di Brenno e di Arcisate che erano tenute a pagare le tasse agli altri feudatari che signoreggiavano nella zona, i Visconti. Il primo Arcimboldi, il magistrato Nicolò, si era trasferito da Parma nel 1436 al servizio di Filippo Maria Visconti e, sulle sue orme, i figli Giovanni e Guido Antonio si confermarono fedeli servitori ducali, devoti alla diocesi, salendo entrambi alla dignità arcivescovile tra il 1484 e il 1497, poi imitati dal nipote Giovanni Angelo dal 1550 al 1555.

Il pittore Giuseppe Arcimboldi (1526-1593) fu la più estrosa e bizzarra gloria di famiglia. Si formò artisticamente a Milano studiando le caricature di Leonardo. Lavorò ai cartoni preparatori delle storie di santa Caterina d’Alessandria per le vetrate del Duomo e nel 1562 partì per Vienna su invito del futuro imperatore Massimiliano II d’Asburgo; e nella capitale austriaca “fu benvoluto et raccolto con umanità et con honorato stipendio…”. A distanza di oltre 400 anni la sua eredità artistica, satirica e irriverente, ha ispirato Dante Ferretti per le statue dei “portatori di cibo” che oggi ravvivano le giornate degli anziani di Induno e strappano loro un sorriso di curiosità e ammirazione.

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