Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

L'intervista

SILICON VALLEY DELL’AMBIENTE

CHIARA AMBROSIONI - 05/05/2017

Villa Panza

Villa Panza (foto di Mirko Costantini da Varesenews)

“Chi arriva a Varese è colpito dal paesaggio, dalla quantità di verde, dai parchi, dall’aria, dall’acqua, dall’azzurro dei cieli” dice Daniele Zanzi che, affascinato dalla natura e innamorato della sua città, ha scelto la professione di agronomo e ha poi fondato il movimento civico Varese 2.0. La sua competenza – riconosciuta a livello internazionale – e il suo impegno in difesa del verde, ne fanno un paladino dell’ambiente. Oggi, vice-sindaco di Varese, vuole che la bellezza e l’unicità della nostra città le garantiscano il ruolo meritato in Italia e nel mondo e siano il centro di un grande sviluppo economico, uno dei pochi ancora possibili: quello legato alla green economy.

“Molte città italiane hanno saputo intraprendere un percorso che le ha rese uniche – afferma Zanzi – Torino ha deciso di essere la città del libro, grazie al Salone Internazionale che vi si tiene ogni anno; Perugia è la città del cioccolato; Mantova la città della cultura e Riva del Garda quella della famiglia. Anche noi varesini abbiamo un patrimonio: il nostro oro verde è il paesaggio. Varese, in una grande visione condivisa, può diventare la Capitale Italiana dell’Ambiente e il Festival dell’Ambiente e del Paesaggio sarà un’importante manifestazione all’interno di questo disegno. Nei giorni del Festival apriremo ville e parchi ai privati e intendiamo anche rispolverare l’intuizione geniale di un pioniere visionario: Salvatore Furia. Furia, già nel 1972, ideò il Premio Città di Varese Ecologia. Fu il primo premio istituito in Italia e in Europa in nome dell’ecologia e noi lo conferiremo a un divulgatore delle scienze. Offriremo poi iniziative legate alla cultura dell’ambiente: scrittori, pittori, artisti e scultori verranno ad abbellire il nostro territorio o a parlare di ambiente. Abbiamo grandi progetti – continua il vice-sindaco – vorremmo fare di Varese la Silicon Valley dell’ambiente.  La nostra è sempre stata una provincia all’avanguardia in campo industriale: ricordiamo i primi calzaturifici, la prima autostrada, l’industria aeronautica. Oggi Varese può diventare il faro italiano della green-economy, l’unico settore economico che stia dando lavoro. Penso alle energie alternative e alle infinite possibilità di sviluppo a esse legate, anche grazie ai nostri imprenditori che hanno idee nuove, sono capaci di riciclarsi, di rischiare, di guardare al futuro. Molte imprese stanno lavorando in questo settore con grandi risultati: vorrei che Varese diventasse il polo attrattivo di tutte queste realtà”.

Zanzi pensa certo all’ambiente, ma anche al futuro di tanti giovani e alle nuove professioni che devono essere valutate anche dalle Università. “Possiamo creare qualcosa di grande e di positivo solo se riusciamo a creare economia – afferma – e quest’economia deve essere basata sul futuro, non collegata al passato. Per questo stiamo pensando a un’Accademia del Paesaggio a Varese. Siamo in contatto con l’Associazione Italiana Architetti del Paesaggio: sei/settecento professionisti, da Palermo a Bolzano, verranno a fare i loro convegni a Varese. Vogliamo fare dei centri studi. Abbiamo grandi obiettivi. Varese è una città unica – sottolinea Zanzi-. Ha 26 ville tutelate dalla Legge Nazionale dei Parchi – caso unico in Italia – e più 120 altre ville che sono tutelate localmente dal PGT poiché di interesse storico. Si tratta di un patrimonio enorme che non ha nessun’altra città italiana ed europea. Perché non aprire le a ville in giorni stabiliti e o a richiesta, come già avviene in Inghilterra, dove le ville storiche sono tutelate dal National Trust? I proprietari di molte ville sono stati contattati e molti hanno aderito con entusiasmo al nostro progetto. Stiamo lavorando con calma per sviluppare al meglio ogni aspetto della manifestazione, le giornate più importanti dell’evento sono in programma tra la fine di settembre e i primi di ottobre”.

Zanzi anticipa che verranno aperte nove ville, concentrate su quella che viene definita l’Acropoli di Varese, ovvero Biumo Superiore, dove nacque la civiltà delle ville. “Abbiamo pensato a dei percorsi particolari – continua – quello “degli Artisti” sarà a Velate, dove ci sono una villa del ‘500 e una villa in stile boitiano dei primi del novecento con un bellissimo parco; vedremo anche una villa alla Prima Cappella. Ci sarà anche il percorso “Estravaganzia”, che comprende dei giardini inusuali, fatti con stili diversi come, ad esempio, quello di Villa Paradeisos in via Campigli. Oggi i proprietari sono giapponesi e all’interno del parco della villa – realizzato negli anni ’30 dalla famiglia delle telerie Bassetti – c’è un giardino giapponese progettato da uno dei più importanti maestri di giardini del Giappone e costruito da operai fatti venire appositamente dalla terra del Sol Levante. Ci sono anche altri giardini fantasmagorici. Perché, voglio sottolinearlo, un giardino non è un fatto tecnico: un giardino deve suscitare emozioni. E noi vogliamo trasmettere dei sentimenti. Allora il sabato e la domenica apriremo questi giardini al pubblico privato e alle scolaresche. Realizzeremo una serie di iniziative perché vogliamo che Varese, nell’arco di cinque anni, venga riconosciuta come la Capitale dell’Ambiente italiana. In questo modo daremo un forte rilancio turistico alla nostra città. Chiediamo la collaborazione di tutti cittadini e di tutte le categorie sociali interessate: florovivaisti, commercianti, industriali. Ciascuno potrà aggiungere il proprio mattone alla costruzione di questo grande progetto. Sarà l’Edizione Zero del Festival. Le ville apriranno al pubblico e ospiteranno diversi eventi di tipo culturale. Gli studenti del Liceo Civico Musicale accompagneranno le visite con i loro strumenti, suonando anche musica moderna ispirata proprio all’ambiente. I poeti leggeranno poesie o brani scelti sullo stesso tema.

A Varese abbiamo delle eccellenze – ricorda il vice-sindaco – ed è giusto farle conoscere. C’è un progetto comune, una visione che sto perseguendo insieme con il sindaco Galimberti, l’assessore alla Cultura Cecchi, l’assessore all’Ambiente De Simone e con il sostegno degli altri esponenti della Giunta Comunale. Ci crediamo molto. Per gli approfondimenti sul tema dell’ambiente abbiamo contattato importanti associazioni nazionali di professionisti. Creeremo dei poli culturali dove si faccia cultura dell’ambiente e del paesaggio. Per questo vorrei aprire un’Accademia del Paesaggio a Villa Mylius. E’ un progetto che sta diventando realtà. Tratteremo temi specifici e parleremo di figure eccezionali come l’orientalista e appassionata Edvige Toeplitz, che ha realizzato lo splendido giardino della villa intitolata al marito Giuseppe. Le si potrebbe dedicare un museo realizzato nelle serre restaurate della villa, dove raccogliere suoi documenti e schizzi originali. A livello artistico abbiamo anche pensato, insieme con l’assessore Cecchi, che si potrebbe portare a Varese una mostra di pittori macchiaioli incentrata proprio sul tema del paesaggio”.

Non bisogna poi dimenticare che il Festival dell’Ambiente e del Paesaggio coinvolgerà ogni cittadino per quanto riguarda l’attenzione alla nostra città e la preservazione della sua bellezza: un tema che si intreccia con quello importantissimo del degrado e, quindi, della pulizia. “Purtroppo a Varese ci sono delle zone degradate – pensiamo alla zona delle stazioni o a piazza Repubblica. Lì il degrado provoca la mal frequentazione. Contro il degrado bisogna intervenire – sottolinea Zanzi – per questo ho voluto una squadra interna anti-degrado, gestita da operai e funzionari del Comune con dei dipendenti comunali che vanno in giro a riverniciare, mettere a posto, riparare, fare tutte quelle piccole cose che rendono una città grande. Quanto al tema dei rifiuti, oggi Varese ricicla il 65% della spazzatura, ma è ancora poco. Grazie alla competenza in materia del collega De Simone, nell’arco di un anno vorremmo far sì che la tassa sulla spazzatura corrisponda a quanto si produce realmente, piuttosto che alla superficie. Sarà possibile farlo grazie a un sistema intelligente di microchip già adottato con successo in altre città. Non si può pensare di privilegiare l’ambiente senza vincere l’incuria. Il Festival dell’Ambiente e del Paesaggio potrebbe essere uno stimolo al miglioramento per tutti. Quando ci si mette in gioco bisogna farlo fino in fondo e lavorando in squadra! Dobbiamo puntare ad avere a Varese un centro di compostaggio, di riciclaggio dello scarto verde. Potremmo così garantire degli incentivi utili ai proprietari che apriranno alle visite le loro ville e i loro giardini. Essi hanno un’importanza e un destino in questa città e il loro scarto verde sarebbe conferito alla discarica comunale a costo zero. Vorrei che Varese fosse annoverata tra le bellezze ambientali del mondo. E’ un obiettivo che vedranno realizzato i miei nipoti. Io, come agronomo, sono abituato a non avere fretta. Citando i maestri dei giardini giapponesi – conclude Zanzi – le piante devono avere il tempo che gli serve per crescere, affrancarsi e prendere le loro posizioni”.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login