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Cultura

IL GIGANTE, LA MONTAGNA

GIOIA GENTILE - 20/09/2019

giganteEccolo, finalmente. È qui, sulla mia scrivania, accanto al computer. Lo guardo compiaciuta come fosse figlio mio: copertina bianca, caratteri rossi, al centro una foto d’epoca acquerellata a colori. È uscito Il Gigante e la Montagna. Storia e storie del Grand Hotel Campo dei Fiori. Anche se non ci fosse il sottotitolo, l’immagine parlerebbe da sola. Vi campeggia, in tutto il suo originario splendore, il Grande Albergo, con le sue strutture complementari – il ristorante e la stazione della funicolare: un gigante, appunto. Alle sue spalle, quasi ad avvolgerlo e proteggerlo, la sua montagna, il Campo dei Fiori.

Il volume raccoglie le memorie, le esperienze, le emozioni di chi vi ha vissuto: proprietari, visitatori fissi e occasionali, collaboratori, persone che ne hanno fatto oggetto di studio, animate dal sogno che possa tornare a vivere. Sono le testimonianze di coloro che hanno partecipato al concorso “Storia e storie del Grand Hotel Campo dei Fiori”, che Italia Nostra ha lanciato nel 2018 con l’appoggio e il contributo de “La Prealpina”. Gli scritti, tutti interessanti, anche quelli che non si sono classificati fra i primi tre, sono confluiti in questo volume, che oggi ho qui davanti a me nell’ elegante veste tipografica di Pietro Macchione Editore.

Dicevo che lo guardo compiaciuta, come fosse figlio mio, perché ho fatto parte della giuria e ne conosco ogni parola. Di più, mi sono intrufolata nelle stanze, lungo i corridoi e sulle terrazze di quell’edificio che oggi possiamo guardare solo dall’esterno e da lontano; ho ammirato coppie eleganti ballare nel salone; ho spiato dame giocare a canasta, e per un momento ho quasi fatto il tifo per quel barman che guardava con particolare interesse i loro gioielli…(ma non vi dico altro, per non togliervi il piacere di scoprire la storia). E poi sono uscita ad aspettare l’arrivo della tappa del giro d’Italia e sono rimasta a lungo col fiato sospeso prima di veder decollare dalla cima della montagna l’aliante del “dentista volante”.

E ho sentito l’eco delle guerre. Perché le storie quotidiane – divertenti, curiose, interessanti – si intrecciano con le tragedie della Storia, non solo quella del territorio, ma quella mondiale, che coinvolge il Grand Hotel in occasione dei due grandi conflitti del ‘900.

E ho capito, quindi, che per Varese quell’edificio non è solo un superbo esempio di architettura liberty, ma è soprattutto il testimone di mezzo secolo di Storia e il custode di memorie personali e collettive che sono l’anima della città. È quasi un nume tutelare che dalla sua posizione, alta sulla montagna e visibile da molti punti della valle, la sorveglia e la protegge.

Ecco perché per i Varesini è così importante che torni a vivere.

Il 29 settembre alle ore 18, nel Salone Estense, a conclusione del Festival del paesaggio – Nature Urbane, sarà presentato il volume e saranno premiati i vincitori.

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