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Fisica/Mente

ERIS E PIROLA

MARIO CARLETTI - 15/09/2023

covid-erisQuando ero piccolo, qualche anno fa, settembre era un mese tutto sommato bello. Portava si l’autunno, ma anche l’uva, i funghi e il vino giovane francese, per il quale il mio babbo aveva una predisposizione naturale al consumo (moderato).

I tempi cambiano ed oggi settembre ci porta la scuola e le varianti covid, diciamo non il massimo, né per giovani né per maturi.

Lasciando stare la scuola focalizziamoci sul secondo tema per cercare di capire cosa accade.

Iniziamo da quanto comunicato dal Ministero della Salute in agosto a variare alcuni commi del decreto legge 22 aprile 2021 n 52 in cui si parlava di isolamento e sorveglianza per infezione da covid.

Le persone con diagnosi confermata di covid 19 NON sono più sottoposte alla misura dell’isolamento. Sono sempre attive invece le precauzioni valide a prevenire la maggior parte delle infezioni respiratorie quindi: mascherina (chirurgica o FFP2) se si entra in contatto con altre persone, rimanere a casa se si hanno sintomi fino alla guarigione, corretta igiene delle mani, evitare luoghi affollati, contatti con soggetti fragili le donne in gravidanza, informare le persone con le quali si è venuti a contatto, sentire il proprio medico se dopo 3 giorni i sintomi non passano o peggiorano.

Ora, abbiamo più volte ricordato come una delle caratteristiche dei virus, è la loro capacità di mutare nel tempo fino ad arrivare a nuove tipologie che il nostro sistema immunitario non riconosce e per il quale non ha quindi a disposizioni armi utili al combattimento (memoria immunitaria).

Nello specifico l’Organizzazione mondiale della Sanità ha segnalato di recente due varianti degne di attenzione che sono in ordine cronologico Eris e Pirola (discendente di Omicron). I nomi come detto in altri articoli, sono creazioni umane mentre ci sono sigle che identificano scientificamente le nuove mutazioni: in questo caso Eris è una dea greca (del conflitto) e Pirola non è il nostro bar cittadino famoso per l’aperitivo Apollo ma deriva da un asteroide così battezzato nei primi anni del 1900.

Tutti concordano nel fatto che soprattutto la variante Pirola tenda ad aggredire più facilmente le vie aere superiori causando raffreddore e mal di gola ma senza causare forme più gravi di malattia. Non si attendono quindi particolari aumenti delle ospedalizzazioni mentre le case farmaceutiche più coinvolte stanno già sviluppando versioni mirate di vaccini.

Anche se in questo momento i dati internazionali sono ancora relativamente pochi, sembra comunque che i vaccini precedentemente somministrati aumentino in ogni caso le difese anche contro queste varianti impedendo non tanto il contagio, quanto lo sviluppo di forme aggressive.

Sarebbe stato provato infatti che i vaccini, costruiti su una sotto variante di Omicron, diano una buona protezione.

Dall’evento di Wuhan in cui fu isolato il covid si sono presentate nel tempo già la variante delta, beta, gamma mentre la omicron, quella dalla quale derivano ora Eris e Pirola, è stata isolata per la prima volta nel 2021 in Botswana e Sudafrica ed oggi con la sua sotto variante 2, è predominante circa all’87% in Italia.

Tecnicamente le varianti Omicron sono diverse (BA1,2,3,4 e 5) e l’attuale BA2 è quella dominante ed ha la caratteristica negativa di essere oltre il 30% più contagiosa. In Italia è già comparsa la variante BA4 ed in Sud Africa è già stata sequenziata la BA5.

La variazione riguarda sempre la proteina spike del virus quella che il nostro sistema immunitario intercetta per creare immunità e che il virus quindi varia per eludere le difese.

Omicron quindi ha accelerato la diffusione del virus ma non ha aumentano la capacità di indurre malattia. La fuga immunitaria dagli attuali vaccini è parziale, la patologia meno grave del Covid originario e colpisce maggiormente le vie respiratorie superficiali.

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