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Società

DISTINGUERSI

GIOVANNA DE LUCA - 06/10/2023

tatuaggiSono ormai una quantità, e non solo giovani.

Un giorno alla cassa del supermercato una signora non più giovane scoprì nel muoversi il polso: aveva un tatuaggio bello vivace. Se avessi potuto le avrei chiesto: “Perché?”.

Superato il fastidio che corpi tatuati per intero generano, almeno in me, pur nel rispetto di ogni persona, mi sono posta la domanda: perché ci si fa tatuare? Lasciando la risposta a chi ha titoli di sociologia, psicologia e quant’altro ho cercato tuttavia delle spiegazioni.

La prima che ho trovato mi ha portato a considerare che la storica espressione “avere o essere” è stata sostituita da “apparire o essere”.

Si comprende come in una società di massa, cioè omologata, se vuoi essere qualcuno devi distinguerti. Dunque, inizialmente si è trattato di lanciare un messaggio: io non sono come tutti, voi siete vecchi e io giovane, voi siete conformisti e io no, voi siete tutti uguali e io mi distinguo e anche dissocio.

Ma non mi pare tutto qui. Il tatuaggio rivela ma insieme nasconde: poiché non mi piaccio come sono voglio dare di me un’idea diversa, oppure voglio che si conosca qualcosa di me che non ho il coraggio di mostrare. Dunque il tatuaggio diventa una maschera ma anche un linguaggio, con buona pace della “parola”, vecchia cadente signora.

E il fenomeno diventa rapidamente di costume e di consumo.

Ma un altro aspetto mi fa riflettere: talvolta ho sentito qualcuno affermare che si è fatto tatuare un ricordo per portare con sé un evento o un episodio significativo della propria vita. Ciò mi intenerisce ma mi preoccupa: vuol dire che tanto poco si è introiettato un accaduto da rischiare di dimenticarlo in fretta. Ma ogni persona è come un pacchetto di Natale, con tanti nodi e nodini, e se essi non ci fossero non sarebbe un bel pacchtto e bisogna “ricordarsi” di ciascuno, in quel luogo della mente che si chiama “Memoria”.

Tatuarsi per ricordare significa anche considerare un avvenimento come un oggetto: lo metto lì, sul braccio, così lo vedo, non lo ricerco nella memoria e nel cuore. Meno fatica.

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