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Il racconto

LUIGINA

GIOVANNA DE LUCA - 22/12/2023

zainettoÈ la vigilia di Natale.

Luigina cammina per strada, senza una meta precisa. In casa non c’è nessuno: il fratello più grande con gli amici, la mamma dal parrucchiere, il padre anche oggi al lavoro.

L’albero è fatto, domani qualche dono arriverà. Ha dodici anni Luigina, da poco è donna, ha cominciato a desiderare cose da donna, ma fa fatica a staccarsi dall’infanzia, dall’attesa dei regali aspettati con un’ansia gioiosa, dalla letterina a Babbo Natale. Così sentimenti diversi litigano dentro di lei e la rendono inquieta, spesso malinconica, spesso ribelle.

 Quante luci e brillanti colori, quante vetrine! Luigina non sa davanti a quale fermarsi più a lungo: le piacciono quelle di abbigliamento per ragazzi, le calze variegate sui manichini femminili, strette strette, che sembra ci sia dentro una gamba vera. Un giorno a scuola una compagna ne aveva un paio bellissimo, sotto la minigonna, e lei si è sentita così fuori posto! Da qualche tempo Luigina ha realizzato di non essere bella: un po’ piccola, magra magra, con i capelli castani a coda di cavallo o spioventi sul viso. Li vorrebbe biondi e fluenti sulle spalle, molte ragazze li hanno così.

Ma non è una sciocca, sarà bruttina ma è intelligente: tutti voti belli, le piacciono tutte le materie, un po’ meno quelle cosiddette “umanistiche”, soprattutto le poesie: quando la prof ne legge alcune un po’ tristi, le viene da piangere. Luigina rimuove inconsapevolmente tutto ciò che è malinconico, indefinito, in tutto le piace la chiarezza, ama le cose definite. Così non le va male in fondo se i genitori le dicono “no” su qualcosa e le spiegano la ragione. Non sopporta che le dicano su qualsivoglia argomento: “Capirai quando sarai più grande”. Allora si ribella e mette il muso.

Solo la nonna la capisce. L’ascolta e non dice niente fino alla fine delle confidenze. Non la rimprovera, ma con dolcezza le fa vedere ciò che va e ciò che non va. La nonna dice sempre che si è liberi di fare anche uno sbaglio, quel che conta è prendersene la responsabilità. Su questo insiste, e le racconta episodi della propria gioventù, ma non dice mai: “Ai miei tempi sì che…”. Poi di solito tutto finisce in un gran budino al cioccolato!

 Mentre pensa a queste cose Luigina arriva alla piazza principale della sua città. C’è un mercatino ricco di tutto, voci, automobili, luci sull’albero grande. Bello, però … Un anno addietro era andata con una zia che la ospitava in montagna per Natale a vedere il presepe della chiesa, in paese. Aveva percorso in silenzio una strada piena di neve, e intorno non c’era voce. All’inizio le era parso strano, poi si era sentita tranquilla, niente la minacciava, Il futuro non esisteva più, la paura di non essre compresa, o addirittura presa in giro per le sue insicurezze e definita simile a una “boomer” era sparita.

Ora cammina tra la gente e non si sente sicura. Le è stato detto di non percorrere da sola strade isolate, di non rispondere a nessuno che non conosca. Il mondo è brutto, è cattivo. Lo sente dire da tutti, lo vede alla tv, lo dicono mamma e papà quando leggono i giornali. Luigina lo capisce bene e sta attenta. Però ora ha voglia di essere felice, di non pensare a niente di brutto. Non se ne rende ben conto, ma tiene in cuore una fiammella, una speranza, e la infila in un negozio, a comprarsi uno zainetto. Perché Luigina ha dodici anni, è metà donna e metà bambina, e domani é Natale!

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