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Politica

RIVINCITA EUROPEA

GIUSEPPE ADAMOLI - 27/10/2023

Donald Tusk

Donald Tusk

“In Polonia vinceranno gli europeisti o gli antieuropeisti?” Era la domanda che ci facevamo prima delle tragedie in Israele e Gaza ma resta importante anche adesso.

E quale è stata la risposta? Il partito al governo da otto anni (Pis), partito di destra radicale con un rapporto difficilissimo con l’Ue e stretto alleato dell’Ungheria di Orban, è ancora la prima forza ma non riuscirà a formare una coalizione governativa. La palla passerà a Piattaforma Civica di Donald Tusk, ex premier polacco ed ex presidente del Consiglio Europeo che sembra avere già aperto la nuova anche se difficile strada.

Ma ci sono altre due questioni intriganti, una riguarda l’Europa stessa e l’altra l’Italia.
Il governo polacco uscente ha perso per ragioni interne come sempre succede.
Non è stato accettata la sua azione per rendere più malleabile il sistema giudiziario; per trasformare la Tv pubblica in un megafono propagandistico; per riempire le industrie statali di dirigenti più fedeli politicamente che competenti ed efficienti.
Il no totale del governo all’aborto avrebbe poi portato molte più donne ai seggi contribuendo a formare un’altissima percentuale di votanti che non si vedeva dai tempi delle prime elezioni dopo la fine del comunismo.

Gli elettori hanno percepito che l’Ue aveva difeso il loro Stato di diritto e l’hanno premiata con una netta scelta di campo. Questo fatto è straordinariamente importante. Il destino dell’Ue ha inciso sul risultato, dicono molti analisti autorevoli. Brutto segno, al contrario, per il Patto Visegrad fra Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia che potrebbe pesare molto meno come freno all’Ue.

Il passaggio valutativo dall’Europa all’Italia viene naturale ma richiede prudenza. Questa sconfitta del Pis, la destra polacca, viene subito dopo la sconfitta di Vox, la destra in Spagna. Giorgia Meloni è la leader del gruppo europeo che comprende entrambi questi partiti. Come ne uscirà?

Si può avanzare una duplice ipotesi. 1) In Italia il gradimento di Meloni rimane alto ed è possibilissimo che resti tale anche alle prossime europee malgrado la risoluta concorrenza di Salvini ormai stabilmente alla sua destra. 2) In Europa invece l’intendimento di Meloni di rovesciare l’alleanza di governo Ppe, Socialisti/Democratici, Liberali e Verdi e altri di centrosinistra è diretto ad un probabile fallimento.

C’è infatti una forte e irrisolvibile contraddizione dentro questa destra europea: dicono che l’Europa è debole, che nel mondo non gioca nessun ruolo. Ma allora la ricetta non è quella di rafforzare i sovranismi nazionali, semmai il contrario. Un solo esempio sulla Sicurezza a cui dicono di tenere moltissimo. Perché non dichiarano conseguentemente che è necessario darsi una politica Estera e di Difesa europea che invece non vogliono e che duramente contrastano?

Il Ppe resterà il primo partito, mostrano tutti i sondaggi, ma fortunatamente avrà bisogno di coalizzarsi con le forze di centrosinistra con le quali formano oggi la maggioranza della Commissione. Sarà questa la posta in palio nelle europee dell’anno prossimo.

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