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Artemixia

PANETTONE FUTURISTA

LUISA NEGRI - 22/12/2023

 

“Un panettone gigante della bontà e della veloce digestione, destinato a fugare la preistorica pastasciutta, di sei metri di diametro e due di altezza”.

Era il sogno gastronomico esagerato di Filippo Tommaso Marinetti, buongustaio e estimatore del prodotto dolciario milanese. Ogni anno, a Natale, spediva ad amici e collaboratori copie della sua rivista ‘Poesia’ accompagnandole con un panettone della ditta Baj. Il poeta era frequentatore affezionato della antica attività dolciaria milanese che aveva sede in via Santa Radegonda. Nata già nel lontano 1768, e da generazioni conosciuta per la confetteria e le sue squisite prelibatezze, si era affermata nel tempo con il più noto discendente, Giuseppe, fervente Garibaldino nelle campagne d’Italia del 1859 e 1860.

Nel 1887 Giuseppe sarà premiato come il miglior produttore di panettoni di Milano.

Nell’accogliente confetteria, frequentata dagli amici artisti e poeti, era possibile anche ascoltare musica. Poiché la moglie di Giuseppe, Teresa, amava allietare gli ospiti con il suo pianoforte.

E, tra i locali pubblici di ristoro, fu primo ad accogliere i propri clienti alla luce delle lampadine elettriche. Grazie alla centrale elettrotermica progettata dall’ingegner Colombo per la Edison. Era il 1883. Sempre dalla confetteria, si poteva ammirare il vicino teatro Alla Scala. E fu così possibile vederlo quell’anno per la prima volta, con La Gioconda di Amilcare Ponchielli in apertura di stagione, illuminato a sua volta da un infinito numero di lampadine a incandescenza.

Ma fu la prima in assoluto, tra i teatri del continente, anche l’innovativa illuminazione che si doveva alla lungimiranza di Milano, arrivata seconda città al mondo subito dopo Chicago.

Il Panettone dei Baj ebbe poi sempre maggiore diffusione anche a livello internazionale per la capacità di elevare sia la quantità che la qualità del prodotto.

Interessante fu la ricerca di ottimizzare anche l’involucro e la confezione, e qui entrarono in ballo gli Amici artisti Futuristi, con i loro tratti eleganti, con disegni di macchine e aerei. Con la loro ineguagliabile mano tesa a pubblicizzare, nella preziosità, la raffinatezza dei prodotti.

Una storia imprenditoriale tanto interessante e coinvolgente, ricca di spunti ed eventi, e conclusasi dopo la seconda guerra mondiale, non poteva essere consegnata per sempre all’oblio. La volontà e intelligenza di due pronipoti, Cesare e Tomaso, il primo editore e aviatore, e progettista di giocattoli scientifici, il secondo designer, hanno portato alla rinascita dell’attività dolciaria nel 2023. Un’ operazione coraggiosa, nata dall’emozione provata nell’andare alla riscoperta di confezioni postali e manifesti pubblicitari, oltre che di foto di famiglia dei Baj ritratti coi figli tra montagne di panettoni. E ottenuta anche con la fondamentale collaborazione dei migliori esperti del settore dolciario.

Ultimo atto di questa nuova avventura voluta dagli eredi anche la promozione di una mostra in terra elvetica, al m.a.x. Museo di Chiasso. Si ripropone la storia della famiglia e della sua gloriosa attività grazie alle immagini e agli archivi, dove la grafica degli amici Futuristi occupa il primo posto.

Nei primi decenni del Novecento - spiega Cesare Baj, pronipote del fondatore nonché divulgatore scientifico e aviatore – connotati dal grande progresso della scienza e della tecnica, dal forte spirito cosmopolita e dal prorompere delle prime avanguardie letterarie e artistiche è affascinante mettere in evidenza il sottile legame del panettone Baj con l’aeropoeta Filippo Tommaso Marinetti. Al quale mi sento legato anche come aviatore, e con il Futurismo In particolare. Proprio nei primi anni del Novecento i cieli si popolarono di macchine volanti che sono presenti anche nelle grafiche d’epoca dei panettoni Baj”.

La grafica artistica della ditta Baj
Chiasso/ Svizzera m.a.x. Museo
info@maxmuseo.ch
Fino all’8 gennaio 2024
Martedì -domenica ore 10/12 e 14/18 Ingresso libero
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